Viñales in pole, Rossi non molla e parte secondo
di Cristiano Marcacci
Moto Gp. Lotta serrata tra il giovane spagnolo e Vale, in terza posizione scatterà la Ducati di Dovizioso
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INVIATO A SCARPERIA (Firenze). Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla... prima fila. La patria di Francesco Guccini, Pavana, sul crinale appenninico del confine tra Pistoia e Bologna, non dista moltissimo dall’autodromo del Mugello e così il celebre cantautore lo si può anche scomodare.
Si annuncia nel segno della Yamaha il Gran premio d’Italia che si corre oggi a Scarperia. Il “bambino” Maverick Viñales, capoclassifica provvisorio del Mondiale di MotoGp, scatterà dalla pole position, ma la notizia del giorno è alle sue spalle. Immediatamente a ridosso, distaccato di nemmeno tre decimi, c’è il “vecchio” Valentino Rossi.
Il motociclismo ci ha ormai abituati a veri e propri uomini di gomma che spesso combattono e vincono contro i limiti del proprio fisico, ma il Dottore di Tavullia si è dimostrato un formidabile produttore di endorfine. In queste ultime notti il suo cervello ne deve aver sfornate in quantità industriale: il brutto incidente sembra ormai un fastidioso ricordo e i doloretti e l’indolenzimento alla parte destra del costato, quella urtata violentemente contro il manubrio della moto da cross, sono diventati più che sopportabili. C’è da riprendere a volare e c’è da dimenticare alla svelta la gara gettata alle ortiche a Le Mans.
Eccolo, quindi, il Vale nazionale, più che mai competitivo per la vittoria, nonostante la scivolata alla curva del Correntaio a pochi minuti dal termine del secondo turno di libere. Il tempo di darsi una ripulita alla tuta e al casco (la cui livrea speciale è un omaggio sia a Francesco Totti, con la scritta “Mo je faccio er cucchiaio”, sia a Nicky Hayden, con il suo numero 69 affiancato al tradizionale 46 per un 469 di grande effetto) e il cronometro gli dà ragione nelle qualifiche. «È stata una bellissima giornata – ha detto Rossi in sala stampa – perché fisicamente sono migliorato, sono un po’ meno in affanno e sento meno dolore. Già in mattinata ero competitivo. Il problema è che siamo tutti lì, sia come giro secco sia come passo gara, e quindi sarà una lotta serratissima. Purtroppo, ho fatto un errore stupido nel quarto turno di libere: sono arrivato largo su un punto sporco, ho provato a starci dentro ma non ci sono riuscito e sono scivolato».
Il nove volte campione del mondo ha ragione quando dice che le prestazioni dei migliori sono tutte molto vicine tra loro. Sotto il minuto e 47 secondi ci sono, infatti, ben cinque piloti. Insieme al duo della Yamaha completa la prima fila Andrea Dovizioso con la Ducati, protagonisti per il momento di un weekend continuo e proficuo. Il bolide italiano sembra costruito su misura per i cambi di pendenza e le velocità di punta del Mugello e oggi potrebbe dire la sua, anche con Jorge Lorenzo, che partirà dalla settima posizione ma che ha dato più di un segnale di rinascita. In seconda fila troviamo un’altra Ducati, quella di Michele Pirro, davanti al tandem della Honda, prima Dani Pedrosa, poi (staccato però di soli 51 millesimi) Marc Marquez. Nella “top ten” sono rientrate con merito anche le Ducati non ufficiali di Alvaro Bautista (ottavo), Danilo Petrucci (nono) e Tito Rabat su Honda.
Si annuncia nel segno della Yamaha il Gran premio d’Italia che si corre oggi a Scarperia. Il “bambino” Maverick Viñales, capoclassifica provvisorio del Mondiale di MotoGp, scatterà dalla pole position, ma la notizia del giorno è alle sue spalle. Immediatamente a ridosso, distaccato di nemmeno tre decimi, c’è il “vecchio” Valentino Rossi.
Il motociclismo ci ha ormai abituati a veri e propri uomini di gomma che spesso combattono e vincono contro i limiti del proprio fisico, ma il Dottore di Tavullia si è dimostrato un formidabile produttore di endorfine. In queste ultime notti il suo cervello ne deve aver sfornate in quantità industriale: il brutto incidente sembra ormai un fastidioso ricordo e i doloretti e l’indolenzimento alla parte destra del costato, quella urtata violentemente contro il manubrio della moto da cross, sono diventati più che sopportabili. C’è da riprendere a volare e c’è da dimenticare alla svelta la gara gettata alle ortiche a Le Mans.
Eccolo, quindi, il Vale nazionale, più che mai competitivo per la vittoria, nonostante la scivolata alla curva del Correntaio a pochi minuti dal termine del secondo turno di libere. Il tempo di darsi una ripulita alla tuta e al casco (la cui livrea speciale è un omaggio sia a Francesco Totti, con la scritta “Mo je faccio er cucchiaio”, sia a Nicky Hayden, con il suo numero 69 affiancato al tradizionale 46 per un 469 di grande effetto) e il cronometro gli dà ragione nelle qualifiche. «È stata una bellissima giornata – ha detto Rossi in sala stampa – perché fisicamente sono migliorato, sono un po’ meno in affanno e sento meno dolore. Già in mattinata ero competitivo. Il problema è che siamo tutti lì, sia come giro secco sia come passo gara, e quindi sarà una lotta serratissima. Purtroppo, ho fatto un errore stupido nel quarto turno di libere: sono arrivato largo su un punto sporco, ho provato a starci dentro ma non ci sono riuscito e sono scivolato».
Il nove volte campione del mondo ha ragione quando dice che le prestazioni dei migliori sono tutte molto vicine tra loro. Sotto il minuto e 47 secondi ci sono, infatti, ben cinque piloti. Insieme al duo della Yamaha completa la prima fila Andrea Dovizioso con la Ducati, protagonisti per il momento di un weekend continuo e proficuo. Il bolide italiano sembra costruito su misura per i cambi di pendenza e le velocità di punta del Mugello e oggi potrebbe dire la sua, anche con Jorge Lorenzo, che partirà dalla settima posizione ma che ha dato più di un segnale di rinascita. In seconda fila troviamo un’altra Ducati, quella di Michele Pirro, davanti al tandem della Honda, prima Dani Pedrosa, poi (staccato però di soli 51 millesimi) Marc Marquez. Nella “top ten” sono rientrate con merito anche le Ducati non ufficiali di Alvaro Bautista (ottavo), Danilo Petrucci (nono) e Tito Rabat su Honda.
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