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Per le squadre ferraresi stagione con pochi acuti 

Per le squadre ferraresi stagione con pochi acuti 

Si sono salvate solo Comacchiese, Gambulaga, Sangiovannese e Alberonese Deludono Casumaro, Mesola, Goro, Nuova Aurora. Codifiume poteva fare di più 

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FERRARA. Il torneo Tavolini tutti i tornei si porta via. E’ un luogo comune per il calcio ferrarese, un dato di fatto in realtà visto che con la disputa della manifestazione di Terza categoria termina di fatto la stagione ufficiale. E’ tempo quindi di bilanci, non troppo lusinghieri a dire il vero per le nostre. Partiamo dall’Eccellenza fatta di molti chiaroscuri. Dal Sant’Agostino che aveva realizzato un ottimo mercato e che poi ha dovuto rincorrere la salvezza suo malgrado. Già perché non sono bastati i grandi nomi a vivere da protagonisti quando ad un certo punto sono mancati gli attaccanti. E poi la sfortuna, gli infortuni e gli abbandoni, insomma, un’annata non del tutto memorabile. Ma ci sono le basi da cui ripartire, da cui tornare grandi e non è tutto da buttare. La società alla fine ha vinto e ha meritato la sufficienza.
Così come l’Argentana che ha fatto meglio che poteva, è arrivata alla salvezza con largo anticipo e grazie ad un gruppo giovane ma ben amalgamato. A volte si è parlato di exploit, ma alla fine il mantenimento della categoria è bastato. In Promozione le cose non sono andate per il verso giusto. La Copparese poteva disputare una stagione straordinaria vincendo la Coppa, ma gli episodi arbitrali l’hanno penalizzata. E poi i playoff, non proprio bene, anzi malino. La Portuense e il Reno Centese che potevano e dovevano vincerli si sono persi in una partita. Peccato, avrebbero risollevato le sorti di un’intera provincia ma così non è stato. Il Codifiume si è salvato, ma doveva e poteva fare di più e oggi si sa nemmeno se e come riprenderà l’attività. Il Gualdo Voghiera ha preso la sufficienza piena, perché ha fatto in parte bene, grazie ad un inizio scoppiettante di stagione, e poi si è smarrito nel mezzo del cammino. I biancazzurri ripartiranno da mister Ferrari con maggiori ambizioni il prossimo anno e un direttore generale come Quarella che è garanzia di qualità. In fondo alla classifica troviamo invece Casumaro e Mesola, due delusioni. La loro retrocessione è una sconfitta per tutto il movimento calcistico nostrano. In Prima categoria il bilancio è anche in questo caso poco lusinghiero. Tra promozioni e playoff nemmeno una ferrarese e si salvano solo Berra neopromosso e Gallo che non aveva velleità di vittoria. Il San Carlo bello a metà, dopo essere partito male, col mercato di dicembre si è rifatto con gli interessi. Tutte le altre hanno lottato nelle posizioni di bassa classifica e non è cosa bella da vedere. Malissimo il Goro e la Nuova Aurora che erano entrambe neopromosse e che sono retrocesse con la squadra di Scortichino che rischia di chiudere i battenti. In Seconda categoria, male nel girone N dove a vincere sono state le ‘forestiere’, mentre le nostre non sono nemmeno riuscite ad imporsi in zona playoff. Peccato, ma sarà per il prossimo anno. Nel girone O, la Comacchiese ha concluso il doppio salto di categoria completando in parte il progetto a medio lungo termine ai danni di un Tresigallo che ci ha creduto sino alla fine ma che non ha trovato la forza per sovvertire i pronostici che lo vedeva sfavorito. E arriviamo quindi a parlare della Terza categoria. L’Alberonese ha fatto il botto vincendo il Tavolini e ritornando in Seconda dopo un solo anno di purgatorio alle spalle. Gioisce anche il Cento 1913 che è comunque arrivato secondo in campionato e nutre ottime speranze di essere ripescato in Seconda dando inizio alla risalita del blasonato Comune dell’Alto Ferrarese. A vincere in campionato è stato invece il Gambulaga che si è imposto su tutti, ma che ad oggi non è sicuro di iscriversi alla prossima stagione. Dall’altra parte la Sangiovannese ha fatto il vuoto, ha ipotecato il campionato fin dalle prime giornate, ha messo insieme una stagione da record. Il prossimo anno è ancora tutto da scrivere e da riscrivere. Ci vorrà tempo, ma la fantasia certo non manca ai nostri dirigenti sempre pronti a mettersi alla prova per trovare nuovi obiettivi e stimoli e per scoprire magari qualche nuovo talento. Anche perché nel bilancio vanno messi i molti addii, alcuni dei quali eccellenti. Ci sono giocatori che hanno superato i trenta da un pezzo e che possono permettersi il lusso di appendere gli scarpini ai chiodi con grande soddisfazione. Hanno vissuto e sofferto partite domenica dopo domenica, minuto dopo minuto. Adesso è il momento di farsi da parte, di essere immersi in altri contesti. E poi, a parte la crisi, si può ancora fare molto persino con la Spal in A con diversi campi della nostra provincia che vedranno un esodo di spettatori quando la Spal giocherà le partite casalinghe al “Paolo Mazza” la domenica pomeriggio quando inevitabilmente gli spettatori delle squadre dilettantistiche saranno attratti dal vedere dal vivo i campioni degli squadroni della massima serie. Ma i dilettanti continueranno a vivere e a prosperare, c'è da scommetterci.
Corrado Magnoni

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