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Matano si è rialzato Pronto a ripartire 

Matano si è rialzato Pronto a ripartire 

Boxe. Il superwelter ha cancellato la sconfitta di Parigi «Forse in agosto il rilancio con un match per la cintura Wbc»

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FERRARA. Marcello Ippolito Matano, il “Capitano” della boxe ferrarese è fermo ai box ma medita il pronto rientro sul ring. Il superwelter ha voglia di rimettersi in gioco. Sa che i tifosi si aspettano molto da lui e non l’hanno abbandonato dopo l’ultima sconfitta. Si sa anche che l’ambiente del pugilato è questo, fatto di alti e bassi e che da una sconfitta si può sempre risalire. Basta crederci, basta volerlo, basta non farsi scoraggiare mai.
E’ un po’ la metafora della vita che nel pugilato trova la sua estrema e perfetta sintesi. Un pugno che ti mette ko non può tenerti al tappeto per sempre: una una volta passato il dolore deve permetterti di rialzarti.
«Tutto bene - dice infatti Matano -, ho fatto una breve pausa di riflessione, ma voglio ricominciare ad allenarmi a brevissimo termine». Il tempo è dalla parte di Matano, la voglia di emergere e di rimettersi in scia dei grandi campioni. Ecco perché il suo manager ha già pensato ad un appuntamento importante per lui. «Voglio rilanciarmi subito con un titolo internazionale. Forse potrebbe già essere ad agosto per una cintura WBC». Si parla al riguardo di un trofeo inerente il bacino del Mediterraneo, una cintura prestigiosa fatta entro i confini continentali per aiutare il pugile ferrarese ad affrontare questa risalita. «La sconfitta a Parigi contro Cedric Vitu non è stata come l’anno scorso - racconta sempre Matano riferendosi alla sconfitta nella semifinale mondiale Ibf avvenuta di recente -: due giudici su tre erano dalla mia parte prima del ko. E poi ho affrontato un match sui 10 round che i miei tecnici e il mio entourage hanno reputato positivi». Il combattente Matano avrebbe anche continuato a combattere se non gli fosse stato impedito. «Non mi hanno fatto continuare ed è successo quello che è successo. Peccato perché sentivo di potercela fare ancora, sentivo dentro di me che nulla era ancora perso».
Le ferite poi si rimarginano, il tempo le cura e la forza di volontà è una compagna di viaggio che aiuta anche nei momenti di maggiore difficoltà. «Ho preso una testata al secondo round e ho perso sangue per ben dieci round, non è stato piacevole. Mi sono rimasti i punti di sutura che devono essere tirati via nei prossimi giorni. Il vecchio problema alle vertebre invece è un ricordo lontano. Da quel punto di vista sono guarito e altri acciacchi non ne ho». Dopo l’America, quella di Parigi è la seconda sconfitta importante nella carriera del nostro pugile, ma che potrebbe non aver lasciato strascichi. «Il manager e i miei tecnici sono contenti di come mi sono comportato e per il resto è stata solo un po’ di sfortuna». Nei ranking nazionali e internazionali si temeva un terremoto, ma forse non sarà così. «Ancora non so in classifica come sarò messo nei prossimi giorni, ma non dovrei essere retrocesso più di tanto. Tutto sommato erano match molto probanti e nelle graduatorie si tiene conto anche di questo».
Corrado Magnoni

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