IL PUNTO
La politica della società e di Vagnati è quella giusta
FERRARA. Alla corte dei grandi. Intesi come club e come procuratori. Non è sudditanza, non è dipendenza, non è scarsa conoscenza. È, semplicemente, la politica giusta. Ed il segno della...
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FERRARA. Alla corte dei grandi. Intesi come club e come procuratori. Non è sudditanza, non è dipendenza, non è scarsa conoscenza. È, semplicemente, la politica giusta. Ed il segno della considerazione di cui godono la Spal in generale ed il digì Vagnati nello specifico. Altrimenti non si viene ricevuti a Montecarlo da Mino Raiola (non esatta,emte... Alberto di Monaco, ma calcisticamente il top degli agenti, con Mendes e pochi altri), non si pranza a casa Milan, non si è ricevuti dalla Sampdoria.
Dice: la Spal sbaglia, le big del campionato ed i big del mercato fanno i loro interessi, non quelli dei biancazzurri.
Non è esattamente così. La Spal ha un imperativo, al primo anno di A: salvarsi, consolidarsi in categoria. Per farlo deve ottenere dei giocatori che conoscano il campionato, che sappiano navigare nei mari della A, e che cerchino riscatto, rivalsa, affermazione. Chi non trova spazio al Milan o all’Inter o alla Samp o altrove, può farlo a Ferrara. Quanto a Raiola, per la Spal non ha gli Ibra della situazione ma se ti fa arrivare Gabriel dal Milan ed al contempo ti “obbliga” a prendere Salamon, allora diciamo chiaro e tondo che la Spal ingaggia due ottimi giocatori, che valgono l’alleanza.
La politica è giusta anche perchè la Spal deve sì salvarsi, però se le cose dovessero andar male l’importante è non retrocedere economicamente. Se retrocede sul campo, poi può tornare su, ciò che deve evitare è acquistare giocatori a titolo oneroso e corrispondere loro contratti pluriennali che sarebbero fardello insostenibile per il bilancio se mai si scendesse di nuovo in B. Prevedere significa prevenire.
Per questo ribadiamo che la Spal e Vagnati stanno percorrendo la strada giusta. Benvengano i Paloschi, i Rodrigo Ely, i Gabriel, i Vangioni, se saranno tra i prescelti. Non sarà solo una squadra di prestiti, ci saranno anche operazioni “autonome” (all’estero, in Italia, nelle categorie inferiori), ma è chiaro che al primo anno la Spal dovrà accettare qualche scommessa così come coniugare l’aspetto tecnico a quello del budget, immediato e futuribile. Poi, una volta consolidata in serie A, la Spal potrà muoversi con maggior agio e più in prima persona. D’altra parte Vagnati è uno che fa chilometri e visita stadi, non sta seduto in ufficio. Quindi conosce. Ma la politica del momento non può essere diversa da quella perseguita.
Paolo Negri
Dice: la Spal sbaglia, le big del campionato ed i big del mercato fanno i loro interessi, non quelli dei biancazzurri.
Non è esattamente così. La Spal ha un imperativo, al primo anno di A: salvarsi, consolidarsi in categoria. Per farlo deve ottenere dei giocatori che conoscano il campionato, che sappiano navigare nei mari della A, e che cerchino riscatto, rivalsa, affermazione. Chi non trova spazio al Milan o all’Inter o alla Samp o altrove, può farlo a Ferrara. Quanto a Raiola, per la Spal non ha gli Ibra della situazione ma se ti fa arrivare Gabriel dal Milan ed al contempo ti “obbliga” a prendere Salamon, allora diciamo chiaro e tondo che la Spal ingaggia due ottimi giocatori, che valgono l’alleanza.
La politica è giusta anche perchè la Spal deve sì salvarsi, però se le cose dovessero andar male l’importante è non retrocedere economicamente. Se retrocede sul campo, poi può tornare su, ciò che deve evitare è acquistare giocatori a titolo oneroso e corrispondere loro contratti pluriennali che sarebbero fardello insostenibile per il bilancio se mai si scendesse di nuovo in B. Prevedere significa prevenire.
Per questo ribadiamo che la Spal e Vagnati stanno percorrendo la strada giusta. Benvengano i Paloschi, i Rodrigo Ely, i Gabriel, i Vangioni, se saranno tra i prescelti. Non sarà solo una squadra di prestiti, ci saranno anche operazioni “autonome” (all’estero, in Italia, nelle categorie inferiori), ma è chiaro che al primo anno la Spal dovrà accettare qualche scommessa così come coniugare l’aspetto tecnico a quello del budget, immediato e futuribile. Poi, una volta consolidata in serie A, la Spal potrà muoversi con maggior agio e più in prima persona. D’altra parte Vagnati è uno che fa chilometri e visita stadi, non sta seduto in ufficio. Quindi conosce. Ma la politica del momento non può essere diversa da quella perseguita.
Paolo Negri
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