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Spal, sforzo massimo Tutto su Paloschi 

di Paolo Negri
Spal, sforzo massimo Tutto su Paloschi 

Trattative serrate con l’Atalanta e il procuratore Tinti

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FERRARA. Tutto su Alberto Paloschi. La Spal rompe definitivamente gli indugi e punta con massima decisione sul centravanti dell’Atalanta. È lui il prescelto per essere l’attaccante di rilievo che guidi il reparto offensivo biancazzurro nel prossimo campionato di serie A.

Di nomi finora ne sono girati tanti. Dallo stesso Paloschi a Borriello, da Babacar a Djordjevic. I vertici spallini, dal presidente Mattioli a mister Semplici passando attraverso la regia del digì Davide Vagnati, hanno fatto approfondite valutazioni, soppesato pro e contro, compiuto analisi tecniche ed economiche ed hanno concluso che l’uomo ideale è Paloschi. Molto meno costoso di Babacar, molto più giovane di Borriello, con maggior senso del gol rispetto a Djordjevic. Viene da una stagione negativa? Sì, negativissima. Ma le qualità di base non sono ovviamente in discussione e si confida che il ruolo di titolare, di punto di riferimento, l’ambiente spallino e la voglia di riscatto rilancino prepotentemente le quotazioni dell’attaccante di scuola Milan.

Bresciano di Chiari, 27 anni (dunque, nel pieno), fisico da torello (1.82 per 82 chili), erede designato e pupillo di Pippo Inzaghi, dopo il Milan un lungo girovagare tra Parma, Genoa, Chievo, Swansea ed Atalanta, 194 presenze e 50 gol in serie A (oltre alle 10 con 2 reti in Inghilterra).

L’Atalanta la scorsa estate lo ha pagato 6 milioni di euro più 1,5 di bonus allo Swansea, facendo firmare al giocatore un quinquennale da 1,5 a stagione. La Spal non può certo rilevare il cartellino né accollarsi l’intero onere dell’ingaggio, ma Vagnati ha intensificato i contatti col suo collega bergamasco Sartori. La Spal è in pressing sia sull’Atalanta che su Tullio Tinti, storico agente di Paloschi. Filtra un cauto ottimismo, la stessa Atalanta avrebbe tutto l’interesse ad accogliere la proposta spallina: manterrebbe la proprietà del centravanti e potrebbe rivalutare un capitale, deprezzato dopo l’ultima sfortunata stagione (13 presenze, 433 minuti, 0 gol). Insomma, tutte e tre le parti (Atalanta, Paloschi e Spal) troverebbero la loro convenienza, accettando e suddividendo le prozioni della scommessa, perchè un po’ di scommessa ci sarà per tutti.

Paloschi può giocare punta unica come al fianco di un altro attaccante, ha senso della porta, nei sedici metri si muove a proprio agio, ma sa anche partecipare al gioco. Sarebbe complementare sia con Antenucci che con Floccari.

Le altre piste? Babacar a questo punto lo scartiamo a causa del costo del cartellino (la Fiorentina chiede 12 milioni e non parla di prestito; potrebbe andare all’Udinese, via Watford); Borriello evidentemente non viene considerato compatibile con il progetto; Djordjevic non sufficientemente goleador, al di là dei costi e della disponibilità della Lazio a piazzarlo. Poi, per carità, le vie del mercato sono infinite. Ma, a priori ed in questo momento, il massimo sforzo della Spal è concentrato su Paloschi.

Gli altri nomi usciti (da Boere a Favilli, da Budimir a Bruno e Pinamonti; escludiamo Vossen per via degli almeno 4 milioni di costo del cartellino) sono più che mai validi come soluzioni di complemento del reparto. Nel senso: se arriverà anche uno tra questi giocatori appena citati, non sarà per partire come “9” titolare ma per essere alternativa al centravanti designato e completare adeguatamente il settore avanzato, poi vedremo se arriverà anche una quinta punta, con caratteristiche più di rapidità, di velocità, di abilità nell’uno contro uno. Ma questa è un’opzione che, eventualmente, verrà valutata più avanti, sulla scorta delle dinamiche di mercato e del conseguimento degli altri obiettivi.

Nel frattempo, la Spal prova con tutte le forze ad ingaggiare Alberto Paloschi.

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