«Benevento e Spal: miracoli made in Italy»
Il sindaco dei campani Mastella euforico per i suoi giallorossi e per i biancazzurri
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FERRARA. Spal e Benevento sono accomunate dallo stesso percorso: in due anni doppia promozione dalla Lega Pro fino alla A. Ma i punti che legano le due squadre sono anche altri: il gol di Ceravolo del Benevento nel finale contro il Frosinone ha consentito di dare il via alla festa in casa Spal nonostante la sconfitta di Terni; entrambe le formazioni sono state condotte al successo da un allenatore toscano - Semplici alla Spal e Baroni al Benevento - dello stesso paese, Tavarnuzze, e per nessuna delle due la promozione era un obiettivo minimamente pronosticabile a inizio stagione. Di tutti questi intrecci sull'asse Benevento-Ferrara e molto altro abbiamo parlato con il sindaco della città campana che, dall'estate 2016, è l'ex ministro Clemente Mastella.
Sindaco Mastella, che aria si respira in queste ore a Benevento?
«C'è un clima che non potete nemmeno immaginare, è stato centrato un risultato straordinario che ci ha portati in serie A. Per tutti noi è un sogno, noi non siamo come la Spal che in passato ha avuto una storia gloriosa con tantissimi anni in serie A e tanti giocatori importanti che hanno raggiunto i massimi livelli. Per noi è una prima volta assoluta dopo la prima volta in B: in 88 anni di storia non eravamo mai riusciti ad arrivare a questo livello e quindi penso che sia un vero miracolo calcistico che si è compiuto».
Non ci si aspettava davvero lo scorso agosto in occasione della prima di campionato tra Benevento e Spal che entrambe poi potessero venire promosse...
«Assolutamente no. Nessuno avrebbe potuto immaginare una stagione di questo tipo: nessuno avrebbe pensato che la Spal potesse condurre un torneo al vertice accelerando nel finale e arrivando addirittura al primo posto in classifica davanti a squadre come Verona e Frosinone costruite per vincere. Io penso che ci siano state alcune squadre, soprattutto nei playoff, che si sono imborghesite; noi siamo stati bravi a giocare con umiltà e concentrazione senza nessun tipo di supponenza e anche il Benevento, qualche settimana dopo la Spal, è riuscito a centrare questo storico traguardo».
Cosa accomuna a suo avviso Benevento e Spal?
«Sono due bellissime immagini del made in Italy di questo nostro meraviglioso paese. In un calcio che va sempre più verso proprietà cinesi, alla globalizzazione, Spal e Benevento sono due piccole realtà di provincia sane che non possono che fare bene e rappresentano il meglio della genuinità. Noi siamo stati bravi in un momento di difficoltà nel corso del girone di ritorno a non abbatterci, a farcela ad arrivare fino in fondo nei playoff riuscendo poi a conquistare la promozione».
A Ferrara, bomber Ceravolo è diventato un idolo dopo il gol al Frosinone che ha regalato la promozione e diversi tifosi biancazzurri hanno esultato giovedì sera con clacson in piazza per la vostra promozione...
«Ah... davvero? Questa è una cosa che mi fa molto piacere, c'è stato un forte coinvolgimento emotivo in queste partite di fine stagione e fa piacere che ci sia questa simpatia tra le due realtà. Per quel che mi riguarda ho molta simpatia nei confronti della Spal».
C'è anche un altro legame: entrambe le squadre allenate da mister toscani, amici e per di più originari dello stesso paese: Tavarnuzze.
«Queste sono belle storie genuine. Come nascono tradizioni importanti nello spettacolo, penso ai cantautori romani o napoletani, c'è una grandissima tradizione di allenatori di calcio toscani a partire da Marcello Lippi fino ad arrivare adesso a Massimiliano Allegri alla Juventus».
Se le viene detto Ferrara, qual è la prima cosa che le viene in mente?
«Non lo dico davvero per “piaggeria”, fare la boccuccia ammiccante o per attirarmi simpatie ma è la Spal. Io mi ricordo benissimo il calcio in cui la squadra di Paolo Mazza era grande protagonista. Questo nome della squadra totalmente slegato a quello della città, e del quale a lungo non sapevo nemmeno il significato, mi ha sempre suscitato enorme simpatia e sicuramente non solamente a me. Se si parla di persone conosco da tantissimo tempo il ministro della Cultura Dario Franceschini: io lo conoscevo già dai tempi in cui ero deputato e lui faceva il consigliere comunale di opposizione a Ferrara».
Ed ora arrivano per la Spal il derby col Bologna e per il Benevento quello col Napoli...
«A dire il vero questa per noi non è la sfida più sentita in assoluto. Non c'è acrimonia tra le due tifoserie e anche molti napoletani hanno fatto festa per la nostra promozione. Ci sono altre rivalità in regione decisamente più sentite».
Ed ora che cosa potranno fare Spal e Benevento in serie A?
«Intanto non vedo l'ora che ci possano essere le sfide tra le due squadre all'insegna del fair play, poi io mi auguro che il bel messaggio che arriva da queste due promozioni possa proseguire ben figurando anche nel massimo campionato. Ci sono tutti gli elementi, stadi pieni, entusiasmo popolare alle stelle per fare bene e cercare di rimanere in A. Mi auguro che entrambe le squadre possano continuare a fare crescere giovani talenti, diano ancora spazio a molti dei giocatori che hanno avuto un ruolo determinante nella conquista delle due promozioni».
Anche a Benevento, come a Ferrara, dovrete effettuare lavori di adeguamento allo stadio in estate?
«Sì. Dovremo fare alcuni interventi: come dire che non abbiamo molto tempo per goderci la promozione. Nei prossimi giorni inizieremo subito ad incontrarci con i tecnici al fine di arrivare a risolvere tutti i problemi».
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Sindaco Mastella, che aria si respira in queste ore a Benevento?
«C'è un clima che non potete nemmeno immaginare, è stato centrato un risultato straordinario che ci ha portati in serie A. Per tutti noi è un sogno, noi non siamo come la Spal che in passato ha avuto una storia gloriosa con tantissimi anni in serie A e tanti giocatori importanti che hanno raggiunto i massimi livelli. Per noi è una prima volta assoluta dopo la prima volta in B: in 88 anni di storia non eravamo mai riusciti ad arrivare a questo livello e quindi penso che sia un vero miracolo calcistico che si è compiuto».
Non ci si aspettava davvero lo scorso agosto in occasione della prima di campionato tra Benevento e Spal che entrambe poi potessero venire promosse...
«Assolutamente no. Nessuno avrebbe potuto immaginare una stagione di questo tipo: nessuno avrebbe pensato che la Spal potesse condurre un torneo al vertice accelerando nel finale e arrivando addirittura al primo posto in classifica davanti a squadre come Verona e Frosinone costruite per vincere. Io penso che ci siano state alcune squadre, soprattutto nei playoff, che si sono imborghesite; noi siamo stati bravi a giocare con umiltà e concentrazione senza nessun tipo di supponenza e anche il Benevento, qualche settimana dopo la Spal, è riuscito a centrare questo storico traguardo».
Cosa accomuna a suo avviso Benevento e Spal?
«Sono due bellissime immagini del made in Italy di questo nostro meraviglioso paese. In un calcio che va sempre più verso proprietà cinesi, alla globalizzazione, Spal e Benevento sono due piccole realtà di provincia sane che non possono che fare bene e rappresentano il meglio della genuinità. Noi siamo stati bravi in un momento di difficoltà nel corso del girone di ritorno a non abbatterci, a farcela ad arrivare fino in fondo nei playoff riuscendo poi a conquistare la promozione».
A Ferrara, bomber Ceravolo è diventato un idolo dopo il gol al Frosinone che ha regalato la promozione e diversi tifosi biancazzurri hanno esultato giovedì sera con clacson in piazza per la vostra promozione...
«Ah... davvero? Questa è una cosa che mi fa molto piacere, c'è stato un forte coinvolgimento emotivo in queste partite di fine stagione e fa piacere che ci sia questa simpatia tra le due realtà. Per quel che mi riguarda ho molta simpatia nei confronti della Spal».
C'è anche un altro legame: entrambe le squadre allenate da mister toscani, amici e per di più originari dello stesso paese: Tavarnuzze.
«Queste sono belle storie genuine. Come nascono tradizioni importanti nello spettacolo, penso ai cantautori romani o napoletani, c'è una grandissima tradizione di allenatori di calcio toscani a partire da Marcello Lippi fino ad arrivare adesso a Massimiliano Allegri alla Juventus».
Se le viene detto Ferrara, qual è la prima cosa che le viene in mente?
«Non lo dico davvero per “piaggeria”, fare la boccuccia ammiccante o per attirarmi simpatie ma è la Spal. Io mi ricordo benissimo il calcio in cui la squadra di Paolo Mazza era grande protagonista. Questo nome della squadra totalmente slegato a quello della città, e del quale a lungo non sapevo nemmeno il significato, mi ha sempre suscitato enorme simpatia e sicuramente non solamente a me. Se si parla di persone conosco da tantissimo tempo il ministro della Cultura Dario Franceschini: io lo conoscevo già dai tempi in cui ero deputato e lui faceva il consigliere comunale di opposizione a Ferrara».
Ed ora arrivano per la Spal il derby col Bologna e per il Benevento quello col Napoli...
«A dire il vero questa per noi non è la sfida più sentita in assoluto. Non c'è acrimonia tra le due tifoserie e anche molti napoletani hanno fatto festa per la nostra promozione. Ci sono altre rivalità in regione decisamente più sentite».
Ed ora che cosa potranno fare Spal e Benevento in serie A?
«Intanto non vedo l'ora che ci possano essere le sfide tra le due squadre all'insegna del fair play, poi io mi auguro che il bel messaggio che arriva da queste due promozioni possa proseguire ben figurando anche nel massimo campionato. Ci sono tutti gli elementi, stadi pieni, entusiasmo popolare alle stelle per fare bene e cercare di rimanere in A. Mi auguro che entrambe le squadre possano continuare a fare crescere giovani talenti, diano ancora spazio a molti dei giocatori che hanno avuto un ruolo determinante nella conquista delle due promozioni».
Anche a Benevento, come a Ferrara, dovrete effettuare lavori di adeguamento allo stadio in estate?
«Sì. Dovremo fare alcuni interventi: come dire che non abbiamo molto tempo per goderci la promozione. Nei prossimi giorni inizieremo subito ad incontrarci con i tecnici al fine di arrivare a risolvere tutti i problemi».
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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