Pignatti dà l’addio al basket «Vado in Germania dalla mia compagna»
Pignatti lascia. Non la Baltur, ma il basket. Almeno per ora. Una scelta di vita. Non è da tutti all’apice della carriera, a 30 anni, con un contratto già firmato e altri sicuramente ancor più...
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Pignatti lascia. Non la Baltur, ma il basket. Almeno per ora. Una scelta di vita. Non è da tutti all’apice della carriera, a 30 anni, con un contratto già firmato e altri sicuramente ancor più importanti economicamente acquisibili in futuro, dire stop. Luca Pignatti andrà a vivere in Germania, a Magdeburgo, dove già vive da un paio d’anni la compagna, italiana di Cavezzo ma con mamma tedesca.
«È arrivato il momento di diventare grande - afferma “Pigna” -, è una cosa a cui pensavo da un po’. Ancora non riesco a immaginare come potrà essere la mia vita senza basket, però credo sia la scelta più giusta. Il basket è stata tutta la mia vita, gioco da quando avevo 8 anni, il segno che mi ha lasciato questo sport è indelebile. Ho iniziato da professionista a Cento e chiudo a Cento. Ho avuto tante soddisfazioni, che danno sempre la spinta per andare avanti, anche in questi anni in cui la mia compagna era lontana. Chiudere con la vittoria del campionato e Cento sarebbe stato il massimo, peccato davvero. Ci tenevo. Cento è un ambiente sano, tornare qui e chiudere qui è stato come tornare a casa. Grazie Cento, grazie a tutti».
«È arrivato il momento di diventare grande - afferma “Pigna” -, è una cosa a cui pensavo da un po’. Ancora non riesco a immaginare come potrà essere la mia vita senza basket, però credo sia la scelta più giusta. Il basket è stata tutta la mia vita, gioco da quando avevo 8 anni, il segno che mi ha lasciato questo sport è indelebile. Ho iniziato da professionista a Cento e chiudo a Cento. Ho avuto tante soddisfazioni, che danno sempre la spinta per andare avanti, anche in questi anni in cui la mia compagna era lontana. Chiudere con la vittoria del campionato e Cento sarebbe stato il massimo, peccato davvero. Ci tenevo. Cento è un ambiente sano, tornare qui e chiudere qui è stato come tornare a casa. Grazie Cento, grazie a tutti».
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