«La Spal può diventare il nuovo Sassuolo»
Il giornalista e scrittore: lì ci sono strutture importanti, entusiasmo e competenza «Meret straordinario, può arrivare davanti a quelli che ora... ha davanti»
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FERRARA. Paolo Ghisoni, oltre ad essere un noto giornalista di Sky Sport, di calcio ma non solo, da diversi anni è anche curatore del libro "La Giovane Italia. Gli under 19 in cui crediamo" in cui ogni anno si segnalano i nomi più promettenti del calcio italiano. Il volume, che è stato presentato a Ferrara a maggio, fa un approfondimento sui settori giovanili, racconta storie e parla di calciatori puntando soprattutto sull'aspetto della persona. Nella pubblicazione di quest'anno erano presenti anche diversi giocatori della Spal: per la prima squadra i 1997 Meret, Ghiglione e Pontisso; per la Primavera il 1997 Equizi e il 1999 Ubaldi; per l'under 16 i 2001 Marzocchi e Mazzoni e per l'under 15 i 2002 Cuomo, Fregnani e Pasqualino. Con Ghisoni abbiamo fatto un punto a tutto campo parlando di giovani e futuro, ovviamente di Spal e di mister Semplici e delle prospettive per la serie A dei biancazzurri.
Come è stato il suo viaggio alla ricerca dei migliori giovani del calcio italiano?
«Questa domanda da qualche giorno ha una risposta per noi molto gratificante. Quasi tutti i giocatori della formazione italiana che è arrivata terza al Mondiale Under 20 li abbiamo nel nostro almanacco dall'edizione 2011. Vederli sei anni dopo ottenere un risultato così prestigioso è davvero una cosa fantastica, vedere l'Italia ribaltare il risultato con la Francia nel giro di un anno è stato qualcosa di molto bello. La gara persa con l'Inghilterra poi fa un pochino storia a sè e penso che paradossalmente ci abbia svantaggiato l'essere andati in vantaggio così presto. In definitiva però questo gruppo, compreso Ghiglione quest'anno alla Spal, non ha "mele bacate". Nel 2011 c'erano solo gli stranieri, nel 2017 ci siamo anche noi».
Quali i giovani di maggiore prospettiva del nostro calcio?
«Senza fare nomi che sono sulla bocca di tutti come Locatelli e Donnarumma io penso che si possano citare Meret tra i portieri e Maggiore, classe 1998, dello Spezia. Il ragazzo ha rinunciato al mondiale Under 20 per fare la maturità, questo la dice lunga: non so quanti altri avrebbero fatto questa scelta. Ne giocherà tanti altri. Poi Pellegri, classe 2001, del Genoa, e Pellegrini, ’96 del Sassuolo, del quale sono molto felice anche per la convocazione in Nazionale».
Per Meret quali prospettive ?
«Meret è un ragazzo straordinario, oltre che un grande giocatore. Mi piace sempre sottolineare la sua disponibilità nel farsi tantissimi chilometri per venire a ritirare il nostro premio in una giornata in cui poi era convocato per la partita della Nazionale A. Io per Meret uso una frase: penso che abbia tutto per andare davanti a quelli che ha davanti ora».
Qualche altro giovane della Spal che l'ha colpita?
«In primis Bonifazi. Non dico che me l'aspettavo ma le potenzialità sono chiare. Ha avuto una grande crescita e io penso che la sua fortuna sia stata qualla di incontrare un allenatore che sa cosa significa allenare nel settore giovanile e che lo ha fatto crescere. Poi Costa: quando è stato ceduto Beghetto, a gennaio è arrivato lui e ha dato un contributo importante».
Mister Semplici: quanto c'è di suo nell’ascesa della Spal?
«Molto. È una persona che ha capito che allenare nei settori giovanili non è un trampolino di lancio per arrivare a qualcosa di superiore. Lui negli anni della Fiorentina ha accumulato un bagaglio di esperienza importante che poi ora è bravo ad applicare nel calcio dei grandi. Riesce a sfruttare nel migliore dei modi tutto quanto ha vissuto in quegli anni, sa fare crescere i giovani e nello stesso momento ha saputo fare crescere anche se stesso nel modo di gestire i ragazzi».
È ampio il salto tra B e A?
«Non così grande come spesso si pensa. Tolti cento giocatori di A, non c'è tutto questo dislivello. Io penso che un errore che non si deve fare è quello di stravolgere la squadra o accontentare chi vuole a tutti costi nuovi acquisti, magari stranieri, all'insegna del comprare tanto per comprare. La Spal ha tutte le caratteristiche per evitare questa situazione, ho visto nella mia visita strutture importanti, c'è entusiasmo e ha tutto per potere diventare il nuovo Sassuolo».
Qualche bookmaker la dà già per spacciata a mercato ancora da iniziare: cosa ne pensa?
«Uno dei mali principali del calcio è rappresentato dalle scommesse, a me hanno sempre insegnato che bisogna lavorare e se si vuole scommettere si può andare all'ippodromo. Il Crotone ha detto che lottando e credendoci fino alla fine ci si può salvare anche da neopromossa. Siamo a giugno, non c'è idea degli organici, non si possono dare giudizi di quel tipo».
Andrea Tebaldi
Come è stato il suo viaggio alla ricerca dei migliori giovani del calcio italiano?
«Questa domanda da qualche giorno ha una risposta per noi molto gratificante. Quasi tutti i giocatori della formazione italiana che è arrivata terza al Mondiale Under 20 li abbiamo nel nostro almanacco dall'edizione 2011. Vederli sei anni dopo ottenere un risultato così prestigioso è davvero una cosa fantastica, vedere l'Italia ribaltare il risultato con la Francia nel giro di un anno è stato qualcosa di molto bello. La gara persa con l'Inghilterra poi fa un pochino storia a sè e penso che paradossalmente ci abbia svantaggiato l'essere andati in vantaggio così presto. In definitiva però questo gruppo, compreso Ghiglione quest'anno alla Spal, non ha "mele bacate". Nel 2011 c'erano solo gli stranieri, nel 2017 ci siamo anche noi».
Quali i giovani di maggiore prospettiva del nostro calcio?
«Senza fare nomi che sono sulla bocca di tutti come Locatelli e Donnarumma io penso che si possano citare Meret tra i portieri e Maggiore, classe 1998, dello Spezia. Il ragazzo ha rinunciato al mondiale Under 20 per fare la maturità, questo la dice lunga: non so quanti altri avrebbero fatto questa scelta. Ne giocherà tanti altri. Poi Pellegri, classe 2001, del Genoa, e Pellegrini, ’96 del Sassuolo, del quale sono molto felice anche per la convocazione in Nazionale».
Per Meret quali prospettive ?
«Meret è un ragazzo straordinario, oltre che un grande giocatore. Mi piace sempre sottolineare la sua disponibilità nel farsi tantissimi chilometri per venire a ritirare il nostro premio in una giornata in cui poi era convocato per la partita della Nazionale A. Io per Meret uso una frase: penso che abbia tutto per andare davanti a quelli che ha davanti ora».
Qualche altro giovane della Spal che l'ha colpita?
«In primis Bonifazi. Non dico che me l'aspettavo ma le potenzialità sono chiare. Ha avuto una grande crescita e io penso che la sua fortuna sia stata qualla di incontrare un allenatore che sa cosa significa allenare nel settore giovanile e che lo ha fatto crescere. Poi Costa: quando è stato ceduto Beghetto, a gennaio è arrivato lui e ha dato un contributo importante».
Mister Semplici: quanto c'è di suo nell’ascesa della Spal?
«Molto. È una persona che ha capito che allenare nei settori giovanili non è un trampolino di lancio per arrivare a qualcosa di superiore. Lui negli anni della Fiorentina ha accumulato un bagaglio di esperienza importante che poi ora è bravo ad applicare nel calcio dei grandi. Riesce a sfruttare nel migliore dei modi tutto quanto ha vissuto in quegli anni, sa fare crescere i giovani e nello stesso momento ha saputo fare crescere anche se stesso nel modo di gestire i ragazzi».
È ampio il salto tra B e A?
«Non così grande come spesso si pensa. Tolti cento giocatori di A, non c'è tutto questo dislivello. Io penso che un errore che non si deve fare è quello di stravolgere la squadra o accontentare chi vuole a tutti costi nuovi acquisti, magari stranieri, all'insegna del comprare tanto per comprare. La Spal ha tutte le caratteristiche per evitare questa situazione, ho visto nella mia visita strutture importanti, c'è entusiasmo e ha tutto per potere diventare il nuovo Sassuolo».
Qualche bookmaker la dà già per spacciata a mercato ancora da iniziare: cosa ne pensa?
«Uno dei mali principali del calcio è rappresentato dalle scommesse, a me hanno sempre insegnato che bisogna lavorare e se si vuole scommettere si può andare all'ippodromo. Il Crotone ha detto che lottando e credendoci fino alla fine ci si può salvare anche da neopromossa. Siamo a giugno, non c'è idea degli organici, non si possono dare giudizi di quel tipo».
Andrea Tebaldi
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