Spal, prima vittoria in A: sconfitto il Chievo arriva bomber Paloschi
di Paolo Negri
Accordo con l’Atalanta e il giocatore: sarà lui il centravanti titolare Prestito con riscatto. Per gli annunci bisogna però aspettare ancora
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FERRARA. Portiere, regista, centravanti. La Spal si preoccupa in primis della spina dorsale (un altro componente essenziale, il perno centrale di difesa, c’è già ed è Vicari). Da qui parte la costruzione della nuova squadra. Tante opzioni, trattative serratissime, mercato che da un giorno all’altro propone verità diverse ma che sembra comunque delineare gli obiettivi biancazzurri.
Partiamo dall’attacco, dal centravanti, dal “9” destinato ad essere titolare: si tratta di Alberto Paloschi, classe 1990, bresciano, ex Milan, Parma, Genoa, Chievo e Swansea, dall’anno scorso all’Atalanta. Trattativa lunga, difficoltosa, ricca di colpi di scena. Primo obiettivo della Spal, fino all’altroieri Paloschi veniva dato ormai del Chievo. La missione milanese del presidente biancazzurro Walter Mattioli e del digì Davide Vagnati ha però dato esiti positivi, ha ribaltato le carte in tavola. Affondo decisivo, accordo pieno con l’Atalanta (proprietaria del cartellino, punta sotto contratto fino al 2021) e con Tullio Tinti, agente dell’attaccante di scuola Milan. Battuto il Chievo, è la prima vittoria della Spal in serie A. Il club veronese ha condotto l’affare personalmente con il presidente Campedelli, rapportatosi al collega Percassi: hanno ottimi rapporti. La Spal si è invece mossa attraverso canali convenzionali, trattando sia con l’Atalanta che con il giocatore ed il suo entourage. La chiarezza e la decisione, la volontà di assicurarsi il giocatore, la perseveranza anche quando tutto sembrava ormai sfumato, alla fine hanno premiato. Operazione conclusa (o in dirittura, se si preferisce essere più cauti) con la formula del prestito oneroso, con riscatto. Diritto o obbligo? L’Atalanta vuole l’obbligo. Quando il patron spallino Simone Colombarini diceva che il budget prevede anche una quota per un acquisto con esborso, forse si riferiva a questa operazione. In tal modo la Spal non spenderebbe i 6 milioni e 300 mila che l’Atalanta ha investito la scorsa estate per rilevare Paloschi dallo Swansea, ed anche in due anni non arriverebbe a quella cifra, ed al contempo i bergamaschi riuscirebbero ad ammortizzare. Non ci sono conferme ufficiali, è probabile che gli annunci intervengano solo allo scoccare dell’1 luglio (data di apertura ufficiale del mercato) ma nell’ambiente l’affare viene dato per fatto ed a Verona confermano: una fonte interna al Chievo ha affermato che «la trattativa è ormai molto difficile». Lo stesso Paloschi avrebbe manifestato qualche riserva nel tornare in gialloblu, dando a Tinti il mandato per chiudere con la Spal. Aspettiamo conferme...
Un passo indietro, dal centro dell’attacco a quello del campo. Il regista. Altalena Di Gennaro-Cigarini. Un giorno è uno, un giorno è l’altro. Di Gennaro è svincolato, quindi arriverebbe a costo zero, il nodo è l’ingaggio. Il giocatore si fa forte delle tante offerte (soprattutto dalla B: Venezia, Bari) per spuntare condizioni più vantaggiose. In A ci sarebbe anche il Verona, ma la Spal non intende partecipare ad aste vedendo lievitare i costi. O Di Gennaro accetta la consisente proposta biancazzurra oppure si cercherà di chiudere per Cigarini: anche qui operazione non facile, oltretutto il giocatore è vincolato alla Sampdoria. Ma il discorso è aperto, la trattativa con i blucerchiati è su due fronti e contempla anche il centrale mancino Vasco Regini. Esce invece dal “pacchetto” il centravanti Budimir, va al Crotone.
Infine, il portiere. La deflagrazione del caso-Donnarumma al Milan sta creando e creerà tutta una serie di movimenti sul mercato dei numeri 1. Ogni sviluppo è quindi possibile. Allo stato, però, la Spal continua a coltivare la speranza di riottenere dall’Udinese il prestito di Alex Meret. In teoria è possibile. L’Udinese venderebbe Karnezis, promuoverebbe Scuffet a titolare, e farebbe giocare Meret in A mantenendone la proprietà: ci guadagnerebbero friulani, portiere e Spal. Ma se il Napoli aumenterà l’fferta per Meret, inserendo nel discorso anche il centravanti Pavoletti, se non Zapata? In ogni caso, l’Udinese potrebbe rifiutare 17 milioni di euro per un ragazzo di 20 anni che non ha mai fatto la A? Il nodo è tutto qui.
Quindi, o la Spal avrà Meret, o prenderà Gabriel in prestito dal Milan. Meret e Gabriel insieme no: il brasiliano cerca una stagione a sua volta da titolare. Metterli in contrapposizione non avrebbe senso. Quanto ai “vice” la Spal cederà Marchegiani e terrà Poluzzi come terzo, oppure venderà anche quest’ultimo e prenderà un giovane che potrebbe essere Nobile della Lucchese. E il secondo? L’ipotesi Seculin (dal Chievo) cozza contro la volontà del portiere che intende giocare.
Partiamo dall’attacco, dal centravanti, dal “9” destinato ad essere titolare: si tratta di Alberto Paloschi, classe 1990, bresciano, ex Milan, Parma, Genoa, Chievo e Swansea, dall’anno scorso all’Atalanta. Trattativa lunga, difficoltosa, ricca di colpi di scena. Primo obiettivo della Spal, fino all’altroieri Paloschi veniva dato ormai del Chievo. La missione milanese del presidente biancazzurro Walter Mattioli e del digì Davide Vagnati ha però dato esiti positivi, ha ribaltato le carte in tavola. Affondo decisivo, accordo pieno con l’Atalanta (proprietaria del cartellino, punta sotto contratto fino al 2021) e con Tullio Tinti, agente dell’attaccante di scuola Milan. Battuto il Chievo, è la prima vittoria della Spal in serie A. Il club veronese ha condotto l’affare personalmente con il presidente Campedelli, rapportatosi al collega Percassi: hanno ottimi rapporti. La Spal si è invece mossa attraverso canali convenzionali, trattando sia con l’Atalanta che con il giocatore ed il suo entourage. La chiarezza e la decisione, la volontà di assicurarsi il giocatore, la perseveranza anche quando tutto sembrava ormai sfumato, alla fine hanno premiato. Operazione conclusa (o in dirittura, se si preferisce essere più cauti) con la formula del prestito oneroso, con riscatto. Diritto o obbligo? L’Atalanta vuole l’obbligo. Quando il patron spallino Simone Colombarini diceva che il budget prevede anche una quota per un acquisto con esborso, forse si riferiva a questa operazione. In tal modo la Spal non spenderebbe i 6 milioni e 300 mila che l’Atalanta ha investito la scorsa estate per rilevare Paloschi dallo Swansea, ed anche in due anni non arriverebbe a quella cifra, ed al contempo i bergamaschi riuscirebbero ad ammortizzare. Non ci sono conferme ufficiali, è probabile che gli annunci intervengano solo allo scoccare dell’1 luglio (data di apertura ufficiale del mercato) ma nell’ambiente l’affare viene dato per fatto ed a Verona confermano: una fonte interna al Chievo ha affermato che «la trattativa è ormai molto difficile». Lo stesso Paloschi avrebbe manifestato qualche riserva nel tornare in gialloblu, dando a Tinti il mandato per chiudere con la Spal. Aspettiamo conferme...
Un passo indietro, dal centro dell’attacco a quello del campo. Il regista. Altalena Di Gennaro-Cigarini. Un giorno è uno, un giorno è l’altro. Di Gennaro è svincolato, quindi arriverebbe a costo zero, il nodo è l’ingaggio. Il giocatore si fa forte delle tante offerte (soprattutto dalla B: Venezia, Bari) per spuntare condizioni più vantaggiose. In A ci sarebbe anche il Verona, ma la Spal non intende partecipare ad aste vedendo lievitare i costi. O Di Gennaro accetta la consisente proposta biancazzurra oppure si cercherà di chiudere per Cigarini: anche qui operazione non facile, oltretutto il giocatore è vincolato alla Sampdoria. Ma il discorso è aperto, la trattativa con i blucerchiati è su due fronti e contempla anche il centrale mancino Vasco Regini. Esce invece dal “pacchetto” il centravanti Budimir, va al Crotone.
Infine, il portiere. La deflagrazione del caso-Donnarumma al Milan sta creando e creerà tutta una serie di movimenti sul mercato dei numeri 1. Ogni sviluppo è quindi possibile. Allo stato, però, la Spal continua a coltivare la speranza di riottenere dall’Udinese il prestito di Alex Meret. In teoria è possibile. L’Udinese venderebbe Karnezis, promuoverebbe Scuffet a titolare, e farebbe giocare Meret in A mantenendone la proprietà: ci guadagnerebbero friulani, portiere e Spal. Ma se il Napoli aumenterà l’fferta per Meret, inserendo nel discorso anche il centravanti Pavoletti, se non Zapata? In ogni caso, l’Udinese potrebbe rifiutare 17 milioni di euro per un ragazzo di 20 anni che non ha mai fatto la A? Il nodo è tutto qui.
Quindi, o la Spal avrà Meret, o prenderà Gabriel in prestito dal Milan. Meret e Gabriel insieme no: il brasiliano cerca una stagione a sua volta da titolare. Metterli in contrapposizione non avrebbe senso. Quanto ai “vice” la Spal cederà Marchegiani e terrà Poluzzi come terzo, oppure venderà anche quest’ultimo e prenderà un giovane che potrebbe essere Nobile della Lucchese. E il secondo? L’ipotesi Seculin (dal Chievo) cozza contro la volontà del portiere che intende giocare.
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