La Spal torna in A e spuntano i cimeli
A casa Pazzi trovata una foto di Dido con dedica. La rete brasiliana Globo parla di Sorio “esaltando” la maglia biancazzurra
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FERRARA. L’eco della promozione della Spal in serie A non si è spenta. Il ritorno nella massima categoria, dopo 49 anni dall’ultimo campionato ai massimi livelli, ha riportato in città un entusiasmo ed un coinvolgimento che non accennano a smorzarsi. Anzi, cresce l’attesa in vista della nuova stagione.
Si è anche scatenata una sorta di caccia ai ricordi, ai cimeli, alla rievocazione degli anni d’oro, dal 1951 al 1968. In tante famiglie si va a curiosare in vecchi bauli per ritrovare materiale che rimandi agli anni d’oro della Spal.
È successo così anche a Luigi Pazzi, che ha voluto rendere omaggio alla zia, tifosa spallina doc. Nell’abitazione di famiglia è stata infatti ritrovata una foto che il brasiliano Dido aveva autografato per la signora Maria Luisa Pazzi, a metà degli anni ’50.
«I miei - ha detto Luigi - hanno finalmente ritrovato quella fotografia. Mia zia, che è deceduta nel 2009, ha vissuto in via Magnoni fino al matrimonio, nel 1962. Lavorava in Piazza Trento e Trieste, proprio sotto al campanile del Duomo, nel negozio di abbigliamento di Giacomo Pesaro. Per questo motivo era molto conosciuta in città e capitava che qualche giocatore spallino di passaggio si fermasse a scambiare quattro chiacchiere. All’epoca è stata probabilmente contagiata dalla passione per la Spal dal suo primo cugino, il geometra Cavallari, che guidava all'epoca una importante impresa di costruzioni, ed era anch'egli grande sostenitore ed abbonato alla Spal».
La foto in questione è un ritratto, come usava all’epoca, e non un’immagine di gioco. È appunto la foto di Dido, al secolo Carlos Feresin, classe 1928 (e scomparso nel settembre del 2010), primo brasiliano della storia spallina, in biancazzurro nelle stagioni 1955/56 e 1956/57. La foto reca una dedica sul retro all’amica Maria Luisa Pazzi: “A sincesa Luiza com afeto. Dido”.
Il ritrovamento di questo ricordo-cimelio ha emozionato la famiglia Pazzi, come è naturale che sia.
La Spal degli anni ’50 ha segnato un’epoca, ed i biancazzurri hanno fatto proseliti. In tutto il mondo. Sempre in tema di Brasile, infatti, la prestigiosa rete Globoesporte ha dedicato un reportage alla memoria di Wilson Sòrio, in patria conosciuto e ricordato con l’apelido di Melao. In rete sono state messe varie immagini relative alla carriera del giocatore - alla Spal nel 1957/58 e nel 58/59 - tra cui una che lo vede in azione al Comunale in occasione di Spal-Udinese del 9 febbraio 1958, gara vinta dai biancazzurri per 2-0, con gol di Macor e Broccini. La tribuna appare gremita, qualche tifoso è addirittura in piedi sulla tettoia, e Sorio è lanciato palla al piede. La Spal, con la classica casacca dell’epoca (maglia azzurra con maniche bianche), veste inediti calzoncini neri, per evitare confusione cromatica con quelli bianchi indossati dall’Udinese. E la didascalia della Globo sottolinea la bellezza della divisa spallina: que bela camisa tinha o time italiano! Che tradotto significa, appunto, che bella maglia aveva la squadra italiana. È la magia della Spal. Che ora si rinnova.
Si è anche scatenata una sorta di caccia ai ricordi, ai cimeli, alla rievocazione degli anni d’oro, dal 1951 al 1968. In tante famiglie si va a curiosare in vecchi bauli per ritrovare materiale che rimandi agli anni d’oro della Spal.
È successo così anche a Luigi Pazzi, che ha voluto rendere omaggio alla zia, tifosa spallina doc. Nell’abitazione di famiglia è stata infatti ritrovata una foto che il brasiliano Dido aveva autografato per la signora Maria Luisa Pazzi, a metà degli anni ’50.
«I miei - ha detto Luigi - hanno finalmente ritrovato quella fotografia. Mia zia, che è deceduta nel 2009, ha vissuto in via Magnoni fino al matrimonio, nel 1962. Lavorava in Piazza Trento e Trieste, proprio sotto al campanile del Duomo, nel negozio di abbigliamento di Giacomo Pesaro. Per questo motivo era molto conosciuta in città e capitava che qualche giocatore spallino di passaggio si fermasse a scambiare quattro chiacchiere. All’epoca è stata probabilmente contagiata dalla passione per la Spal dal suo primo cugino, il geometra Cavallari, che guidava all'epoca una importante impresa di costruzioni, ed era anch'egli grande sostenitore ed abbonato alla Spal».
La foto in questione è un ritratto, come usava all’epoca, e non un’immagine di gioco. È appunto la foto di Dido, al secolo Carlos Feresin, classe 1928 (e scomparso nel settembre del 2010), primo brasiliano della storia spallina, in biancazzurro nelle stagioni 1955/56 e 1956/57. La foto reca una dedica sul retro all’amica Maria Luisa Pazzi: “A sincesa Luiza com afeto. Dido”.
Il ritrovamento di questo ricordo-cimelio ha emozionato la famiglia Pazzi, come è naturale che sia.
La Spal degli anni ’50 ha segnato un’epoca, ed i biancazzurri hanno fatto proseliti. In tutto il mondo. Sempre in tema di Brasile, infatti, la prestigiosa rete Globoesporte ha dedicato un reportage alla memoria di Wilson Sòrio, in patria conosciuto e ricordato con l’apelido di Melao. In rete sono state messe varie immagini relative alla carriera del giocatore - alla Spal nel 1957/58 e nel 58/59 - tra cui una che lo vede in azione al Comunale in occasione di Spal-Udinese del 9 febbraio 1958, gara vinta dai biancazzurri per 2-0, con gol di Macor e Broccini. La tribuna appare gremita, qualche tifoso è addirittura in piedi sulla tettoia, e Sorio è lanciato palla al piede. La Spal, con la classica casacca dell’epoca (maglia azzurra con maniche bianche), veste inediti calzoncini neri, per evitare confusione cromatica con quelli bianchi indossati dall’Udinese. E la didascalia della Globo sottolinea la bellezza della divisa spallina: que bela camisa tinha o time italiano! Che tradotto significa, appunto, che bella maglia aveva la squadra italiana. È la magia della Spal. Che ora si rinnova.
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