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Massei il più grande di tutti Alti e bassi per gli altri 

Massei il più grande di tutti Alti e bassi per gli altri 

Il fenomenale Oscar è stato il miglior giocatore biancazzurro di tutti i tempi Il primo ad essere ingaggiato fu l’argentino Montagnoli nel 1954: una meteora

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FERRARA. Per tanti anni, dal 1968 (quando si è chiusa la gloriosa era di Oscar Massei) al 2000 (quando è stata ingaggiata la meteora australiana Matt Kemp) i biancazzurri non hanno avuto giocatori di oltre-frontiera. Dopo, il filone venne riaperto dall’argentino Dario Aurellio (nel 2002) e dal brasiliano Marco Aurelio (nel 2003). Due sudamericani, dunque. Ma - stante le attuali voci su possibili trattative con Yago Pikachu, John Lennon e Petryk - la Spal nella sua storia quante volte ha pescato oltre Atlantico?

Il simbolo è stato Oscar Massei, il più grande giocatore spallino di tutti i tempi. Avi italiani, nativo di Pergamino (non lontano da Buenos Aires), Massei si è rivelato giovanissimo con la maglia del Rosario Central, squadra che in epoche diverse ha sempre prodotto grandi e celeberrimi cannonieri (El Flaco César Luis Menotti, Mario Alberto Kempes, Juan Antonio Pizzi). Già, perchè Massei era un centravanti, laureatosi capocannoniere del campionato argentino nel 1955 con la casacca auriazul del Rosario Central: 21 gol quell'anno (44, in 80 partite, in totale con le canallas). Acquistato dall'Inter con l'etichetta di "nuovo Meazza", Massei con i nerazzurri ha segnato 21 gol in 54 gare (coppe comprese), prima di passare alla Triestina dove è stato impostato da centrocampista e da dove l'ha prelevato la Spal. Per nove campionati Massei è stato il leader ed il simbolo dei biancazzurri, il giocatore più grande della squadra di Paolo Mazza. Le sue cifre sono eloquenti, come una fedeltà alla maglia spiegabile non solo con il rifiuto del presidentissimo di cederlo.

Andando a ritroso, Dido - arrivato nel 1955 - non fu il primo sudamericano in assoluto della Spal, perchè l'anno prima del suo arrivo i biancazzurri ingaggiarono l'italo-argentino Montagnoli (proveniente dai francesi del Metz, a Ferrara appena 11 presenze e 1 gol). Fu però il primo brasiliano, ed anche se rimase a Ferrara solo per due campionati riuscì a farsi apprezzare da molti. venne seguito dai connazionali Sorio (dal 1957 al ’59) e De Souza (dal 1962 al 1964).

L'attaccante italo-argentino Rebonato, negli anni '70, non ha lasciato il segno: appena una presenza.

In epoca ben più recente, appunto, è arrivato Carlos Dario Aurellio, centrocampista offensivo di fascia sinistra,alla Spal riciclato come terzino, cresciuto nel fertilissimo vivaio del Gimnasia y Esgrima di La Plata ed impostosi in prima squadra agli ordini del vecchio mago Griguol, prima di compiere le esperienze italiane con Brescia e Cosenza e quella scozzese con il Livingston. Alla Spal fino al 2005, ha avuto come compagno il brasiliano Marco Aurelio, “l’Imperatore”, leader difensivo di grande classe e carisma, scuola Vasco da Gama, dove ha vinto e avuto compagni di grandissimo nome. Ha fatto epoca in Portogallo con lo Sporting, in Italia è stato con Vicenza, Palermo e Cosenza, nella Spal ha giocato a due riprese (con la parentesi Teramo). Fosse arrivato più giovane, e in annate meno difficili a livello societario, avrebbe avuto un impatto ancor più rilevante.

La Spal autarchica di Mattioli, Vagnati e dei Colombarini ha fatto un’eccezione per Romulo Eugenio Togni, brasiliano, 29 presenze e 3 gol nel 2014/15 ma spesso contestato dai tifosi. Ora il club potrebbe parzialmente rivedere la propria politica e aprire al mercato estero, quindi anche al Sudamerica. L’importante, se da quelle latitudini arriverà qualcuno, è che vengano acquistati elementi di valore.

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