PalaBoschetto, una battaglia senza tregua
Prima è stata l’Estense mentre ora è l’Ariosto che si rivolge al tribunale per ottenerne la gestione
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FERRARA. La vicenda del Boschetto, la palestra di via De Marchi dove si allenano ben quattro realtà diverse di pallamano, continua a tenere banco. Il tentativo qualche anno fa di creare una polisportiva è progressivamente naufragato verso un ricorso alle carte bollate per ottenere la gestione dell'impianto. Ad oggi la querelle l'ha vinta l'Handball Estense che aveva fatto ricorso al Tar, ma l'Ariosto sta per lanciare la controffensiva.
Per capire meglio quanto è successo, è necessario un passo indietro. In sintesi: l'autunno scorso l'Arioso aveva vinto il bando comunale di assegnazione della gestione per quattro anni dell'impianto sportivo cittadino. All'inizio di questa primavera, il Tar dell'Emilia Romagna si era espresso a favore dell'Estense: c'erano vizi formali nella presentazione della domanda di partecipazione al bando, l'Ariosto aveva poi provveduto a fornire tutta la documentazione necessaria (vincendo di nuovo), ma oltre le scadenze legislative. La diplomazia ormai ha perso. E' possibile che adesso una delle due società dovrà stare fuori dal PalaBoschetto, mentre nella stagione sportiva appena conclusa era sufficiente mettersi d'accordo tra team sugli orari di utilizzo della palestra. Peccato che poi le società si siano messe a discutere sul fatto che una delle due sceglieva orari più favorevoli ai suoi tesserati a discapito dei “cugini”. E' un cane che si morde la coda: ogni azione comporta una reazione avversa della stessa entità di quella precedente. Adesso tocca all'Ariosto che pare pronta a rivolgersi al Consiglio di Stato, giudice di secondo grado della giustizia amministrativa, ossia il Giudice d'appello avverso le decisioni dei Tar. Ecco perché questa estate promette di essere bollente per la pallamano. E pare proprio che non basterà rifugiarsi in qualche aula di tribunale per trovare un po' di refrigerio. (c.m.)
Per capire meglio quanto è successo, è necessario un passo indietro. In sintesi: l'autunno scorso l'Arioso aveva vinto il bando comunale di assegnazione della gestione per quattro anni dell'impianto sportivo cittadino. All'inizio di questa primavera, il Tar dell'Emilia Romagna si era espresso a favore dell'Estense: c'erano vizi formali nella presentazione della domanda di partecipazione al bando, l'Ariosto aveva poi provveduto a fornire tutta la documentazione necessaria (vincendo di nuovo), ma oltre le scadenze legislative. La diplomazia ormai ha perso. E' possibile che adesso una delle due società dovrà stare fuori dal PalaBoschetto, mentre nella stagione sportiva appena conclusa era sufficiente mettersi d'accordo tra team sugli orari di utilizzo della palestra. Peccato che poi le società si siano messe a discutere sul fatto che una delle due sceglieva orari più favorevoli ai suoi tesserati a discapito dei “cugini”. E' un cane che si morde la coda: ogni azione comporta una reazione avversa della stessa entità di quella precedente. Adesso tocca all'Ariosto che pare pronta a rivolgersi al Consiglio di Stato, giudice di secondo grado della giustizia amministrativa, ossia il Giudice d'appello avverso le decisioni dei Tar. Ecco perché questa estate promette di essere bollente per la pallamano. E pare proprio che non basterà rifugiarsi in qualche aula di tribunale per trovare un po' di refrigerio. (c.m.)
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