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Spal, Felipe anima brasiliana ma cuore tutto italiano

Spal, Felipe anima brasiliana ma cuore tutto italiano

Udine rimane il quartier generale. La moglie Caterina è anche il suo procuratore. Ha nonni di origini padovane e in campo porta ai biancazzurri esperienza e grinta

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FERRARA. Anima brasiliana, cuore italiano. Felipe Dal Bello, nuovo difensore centrale della Spal, è nato a Guaratinguetà il 31 luglio del 1984, ma ha “campo base” a Udine. La moglie, Caterina Gobetti, è friulana doc e gestisce attività commerciali (legate alla moda) nel centro del capoluogo friulano. Si conoscono da quando Felipe, all’inizio degli anni Duemila, è sbarcato in Italia in cerca di fortuna calcistica (il matrimonio nel 2007 a Tarcento). La coppia ha una figlia (Beatrice) e Udine il luogo in cui vivere. E la signora Felipe è anche il procuratore del neo biancazzurro. Giusto la settimana scorsa, col marito fresco di rinnovo annuale con i friulani, disse: «Cerchiamo un progetto a lunga scadenza». Con un blitz, la Spal gliel’ha garantito: triennale da circa 500.000 euro all’anno. All’Udinese ne guadagnava 450.000.

La storia calcistica di Felipe è molto particolare se pensiamo al fatto che la sua carriera è iniziata, come quella di molti suoi connazionali, con l’avventura nel calcio a 5, prima di emigrare direttamente in Italia dove a Udine è partita la sua intensa storia di difensore. Il giocatore, tra l’altro, è in possesso del passaporto italiano ottenuto grazie ad un bisnonno di origini padovane.

Si tratta di un calciatore duttile, che negli anni ha imparato a destreggiarsi con astuzia, fisico e mestiere nelle retroguardie (in particolare linee a tre) come centrale vero e proprio o come marcatore di sinistra. La sua fase d’impostazione è discreta, il piede sinistro è tutt’altro che grezzo e il colpo di testa è una delle sue doti maggiori favorito anche dal suo quasi metro e novanta d’altezza. A volte può risultare poco “gentile” con gli avversari: è il classico difensore che ha imparato letteralmente le modalità del calcio italiano e cerca anche di badare al sodo.

Nella stagione 2005 è stato protagonista dell’avventura storica in Champions League dell’Udinese. Un’esperienza che di certo non dimenticherà mai con la magica serata del Camp Nou (27 settembre di quell’anno) che, sconfitta 4-1 a parte determinata da un Ronaldinho in una delle sue serate al top, lo ha visto marcatore del momentaneo pareggio friulano davanti alle quasi ottantamila persone che assiepavano le imponenti tribune dell’impianto calcistico catalano. A questo gol ne vanno aggiunti altri dodici totali in carriera, di cui uno nell’ultima stagione dove Felipe ha totalizzato trentadue presenze, sfiorando quota tremila minuti giocati. Nella militanza ultradecennale nel massimo campionato italiano, Felipe ha indossato, gironzolando per qualche anno lungo lo stivale, le maglie di Fiorentina, Cesena, Siena, Parma e Inter, prima di far ritorno di nuovo all’Udinese dove si è appropriato della casacca numero 30, anche se in carriera il numero utilizzato maggiormente è stato il 19. In totale fanno 348 partite per 13 reti. Tutta esperienza a disposizione della Spal.
 

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