Hernani e Paloschi Spal allo sprint
di Paolo Negri
Paredes libera il brasiliano. Tra Chievo e punta non c’è il sì
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FERRARA. Luiz Roberto Zini Junior o, semplicemente, Nenè Zini. Personaggio influente del calcio brasiliano, agente Fifa di lungo corso, figlio d’arte (il padre, Beto Zini, è stato presidente del Guarani di Campinas, campione nazionale nel 1978; è il club che rivelò Careca). È il procuratore ufficiale di Hernani, il fortissimo centrocampista in cima ai desideri della Spal. Lo scorso gennaio Zini, con il trasferimento del suo pupillo allo Zenit San Pietroburgo, ha permesso all’Atletico Paranaense di intascare 28 milioni di reais: per intenderci, 8 milioni di euro.
Con cifre del genere com’è possibile che la Spal possa strappare Hernani al ricchissimo club russo che ha in Roberto Mancini il suo fresco allenatore? Una chance c’è, ancor di più adesso: è stato ufficializzato il trasferimento dalla Roma allo Zenit del centrocampista Paredes, che ieri ha sostenuto le visite mediche per la sua nuova società. E l’arrivo di Paredes significa che lo Zenit presterà Hernani. Destinazione Italia, per collocare - e rilanciare - il giocatore su un mercato che tra giugno 2016 e gennaio 2017 ha corteggiato il brasiliano con richieste di livello, Inter e Fiorentina tanto per essere chiari. Hernani in Russia da marzo a maggio ha raccolto 8 presenze in campionato e 1 in Europa League, lo Zenit vuole rivalutare il capitale. Parliamo di un profilo di primissimo livello, centrocampista completo, centrale o mezz’ala, gran destro dalla distanza, specialista delle punizioni, in confidenza con il gol. Il digì spallino Davide Vagnati ci sta lavorando alacremente, con l’intermediario che fa da ponte tra Italia e Russia, e con Zini in regia, già che il procuratore cerca la soluzione più idonea per il suo assistito.
Se prende Hernani, la Spal piazza il colpaccio, allestisce un centrocampo assai interessante (i confermati Mora e Schiattarella, i nuovi Rizzo e Viviani, un’altra pedina - giovane - in arrivo e forse la “bandiera” Schiavon).
L’operazione è prioritaria, come quella per il centravanti. Paloschi sfumato? È il tormentone dell’estate. No, l’ormai ex atalantino non è ancora del Chievo, non ha ancora firmato. Prima in vacanza a Los Angeles, ora a Ibiza, Paloschi non si è ri-consegnato ai gialloblù, anche se sia a Bergamo che a Verona dicono che è tutto fatto e che la concorrenza della Spal è stata battuta. In realtà, tra Chievo e attaccante c’è ancora distanza a livello di ingaggio. Paloschi aveva il contratto con i gallesi dello Swansea fino al 2020, a 2 milioni stagionali; è stato trasferito all’Atalanta la scorsa estate, vincolo fino al 2021 a poco meno di 1 milione e mezzo annui. Il Chievo non si allinea su queste cifre, nemmeno la Spal può farlo, ma i biancazzurri hanno giocato - non da oggi - le loro carte ed anche in questo caso uno spiraglio esiste. Il d.s. clivense Giancarlo Romairone, ex centravanti spallino, proprio ieri ha dichiarato: «Con lui (Paloschi; ndr) in settimana cercheremo di chiudere, ma se i tempi dovessero allungarsi ulteriormente potremmo anche decidere di puntare su altri obiettivi». Insomma, tutte queste certezze evidentemente non ci sono, e nel frattempo il Chievo ha già acquistato un altro attaccante quale Rodriguez, tratta i vari Galabinov, Iemmello e Favilli, ha Pellissier e Inglese, è tornato Floro Flores. La Spal osserva.
Con cifre del genere com’è possibile che la Spal possa strappare Hernani al ricchissimo club russo che ha in Roberto Mancini il suo fresco allenatore? Una chance c’è, ancor di più adesso: è stato ufficializzato il trasferimento dalla Roma allo Zenit del centrocampista Paredes, che ieri ha sostenuto le visite mediche per la sua nuova società. E l’arrivo di Paredes significa che lo Zenit presterà Hernani. Destinazione Italia, per collocare - e rilanciare - il giocatore su un mercato che tra giugno 2016 e gennaio 2017 ha corteggiato il brasiliano con richieste di livello, Inter e Fiorentina tanto per essere chiari. Hernani in Russia da marzo a maggio ha raccolto 8 presenze in campionato e 1 in Europa League, lo Zenit vuole rivalutare il capitale. Parliamo di un profilo di primissimo livello, centrocampista completo, centrale o mezz’ala, gran destro dalla distanza, specialista delle punizioni, in confidenza con il gol. Il digì spallino Davide Vagnati ci sta lavorando alacremente, con l’intermediario che fa da ponte tra Italia e Russia, e con Zini in regia, già che il procuratore cerca la soluzione più idonea per il suo assistito.
Se prende Hernani, la Spal piazza il colpaccio, allestisce un centrocampo assai interessante (i confermati Mora e Schiattarella, i nuovi Rizzo e Viviani, un’altra pedina - giovane - in arrivo e forse la “bandiera” Schiavon).
L’operazione è prioritaria, come quella per il centravanti. Paloschi sfumato? È il tormentone dell’estate. No, l’ormai ex atalantino non è ancora del Chievo, non ha ancora firmato. Prima in vacanza a Los Angeles, ora a Ibiza, Paloschi non si è ri-consegnato ai gialloblù, anche se sia a Bergamo che a Verona dicono che è tutto fatto e che la concorrenza della Spal è stata battuta. In realtà, tra Chievo e attaccante c’è ancora distanza a livello di ingaggio. Paloschi aveva il contratto con i gallesi dello Swansea fino al 2020, a 2 milioni stagionali; è stato trasferito all’Atalanta la scorsa estate, vincolo fino al 2021 a poco meno di 1 milione e mezzo annui. Il Chievo non si allinea su queste cifre, nemmeno la Spal può farlo, ma i biancazzurri hanno giocato - non da oggi - le loro carte ed anche in questo caso uno spiraglio esiste. Il d.s. clivense Giancarlo Romairone, ex centravanti spallino, proprio ieri ha dichiarato: «Con lui (Paloschi; ndr) in settimana cercheremo di chiudere, ma se i tempi dovessero allungarsi ulteriormente potremmo anche decidere di puntare su altri obiettivi». Insomma, tutte queste certezze evidentemente non ci sono, e nel frattempo il Chievo ha già acquistato un altro attaccante quale Rodriguez, tratta i vari Galabinov, Iemmello e Favilli, ha Pellissier e Inglese, è tornato Floro Flores. La Spal osserva.
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