La Spal ha riscoperto il filone scandinavo
di Paolo Negri
Mazza lo aprì nel ’50 con Bennike. Ora Vaisanen e Konate
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FERRARA. Da autarchica ad apertissima agli arrivi stranieri. La Spal della triade Colombarini-Mattioli-Vagnati con l’approdo in serie A cambia la propria politica. Prima tutta italiana, adesso multietnica. Nella nuova rosa di mister Semplici ci saranno sicuramente un greco (Oikonomou, primo ellenico ad arrivare alla Spal), un brasiliano (Felipe), un finlandese (Vaisanen) e uno svedese (Pa Konate). In attesa di ulteriori innesti che potranno arricchire una colonia o rappresentarne un’altra. In particolare, il prossimo acquisto del difensore centrale Vaisanen e del terzino sinistro Pa Konate riaprirà un filone scandinavo che fu il primo ad essere ampiamente esplorato e sfruttato dal presidentissimo Paolo Mazza, che lì pescò ben cinque dei primi dieci stranieri della storia biancazzurra.
I due danesi
Ad inaugurare gli arrivi nordici fu Niels Bennike, straordinaria mezz’ala danese, protagonista (15 reti) della prima storica promozione in serie A nel 1950/51. A Ferrara per tre stagioni, giocatore completo, in confidenza con il gol, lasciò il segno e rimase per sempre innamorato di città e squadra, tornando in visita anche con la famiglia.
Dopo di lui, un altro danese: Dion Oernvold, centromediano, ex KB. Di altra pasta rispetto a Bennike, 22 presenze e via, senza lasciare rimpianti.
Da Gre-No-Li a Ferrara
Poi, ecco il filone svedese con, in sequenza, Ekner, Lofgren e Sandell.
Ekner era una mezz’ala di grandissima qualità, che Paolo Mazza volle fortemente, prelevandolo dalla Fiorentina. Nazionale svedese, campione olimpico nel 1948 a Londra con Gren, Nordhal e Liedholm (scusate se è poco...), in biancazzurro era titolarissimo. Ma rimase solo una stagione, nel 53/54, incapace di resistere al suo istinto giramondo: in carriera giocò in 7 nazioni e 2 continenti, dalla Spal passò ai Chicago Vikings, figurando come pioniere nel calcio Usa.
Sigge Lofgren venne alla Spal nel 1955, dopo quattro stagioni alla Lazio. Nazionale svedese, mezz’ala di spola, gran fisico, non lasciò il segno ma fu onesto pedalatore. Dopo un’annata tornò in Svezia.
Infine, Nils Ake Sandell. Centravanti, 20 volte Nazionale svedese, bronzo olimpico a Helsinki 1952, Mazza lo pescò nel 1956 direttamente nel Malmoe con cui era stato quattro volte campione nazionale. Bel giocatore, buon impatto, 8 gol in 25 gare il primo anno, meno performante nella stagione successiva quando realizzò 5 reti. Archiviata quell’esperienza, tornò in Svezia.
Primo finlandese
E adesso? Beh, adesso Sauli Vaisanen, classe 1994, difensore specialista della retroguardia “a tre” centrali, sarà il primo finlandese della storia spallina. Gioca in Nazionale (2 presenze e 1 gol) e milita nell’Aik Solna, uno dei più famosi club di Svezia. Ha il contratto in scadenza il 31 dicembre. Difficile dire se si tratti di un giocatore capace di affermarsi in serie A, ma il potenziale - soprattutto fisico - sembra non mancare.
Il quarto svedese
Pa Momodou Konate, pure lui del 1994, a sua volta a scadenza contrattuale il 31 dicembre, è invece un terzino sinistro. Sarà il quarto svedese della storia spallina. Svedese di nascita e di passaporto, ma radici africane: padre della Guinea, mamma del Gambia, è figlio della multirazziale società svedese. Fisico nervoso, rapido, veloce, resistente, mancino, due volte campione nazionale con il Malmoe, vincitore di una Supercoppa, campione europeo Under 21 con la Svezia nel 2015 in Repubblica Ceca, ha 3 presenze nella Nazionale Olimpica e 2 in quella maggiore.
La scuola del Malmoe è ottima, vi è stato formato anche un certo... Ibrahimovic. La Spal spera di pescare bene.
I due danesi
Ad inaugurare gli arrivi nordici fu Niels Bennike, straordinaria mezz’ala danese, protagonista (15 reti) della prima storica promozione in serie A nel 1950/51. A Ferrara per tre stagioni, giocatore completo, in confidenza con il gol, lasciò il segno e rimase per sempre innamorato di città e squadra, tornando in visita anche con la famiglia.
Dopo di lui, un altro danese: Dion Oernvold, centromediano, ex KB. Di altra pasta rispetto a Bennike, 22 presenze e via, senza lasciare rimpianti.
Da Gre-No-Li a Ferrara
Poi, ecco il filone svedese con, in sequenza, Ekner, Lofgren e Sandell.
Ekner era una mezz’ala di grandissima qualità, che Paolo Mazza volle fortemente, prelevandolo dalla Fiorentina. Nazionale svedese, campione olimpico nel 1948 a Londra con Gren, Nordhal e Liedholm (scusate se è poco...), in biancazzurro era titolarissimo. Ma rimase solo una stagione, nel 53/54, incapace di resistere al suo istinto giramondo: in carriera giocò in 7 nazioni e 2 continenti, dalla Spal passò ai Chicago Vikings, figurando come pioniere nel calcio Usa.
Sigge Lofgren venne alla Spal nel 1955, dopo quattro stagioni alla Lazio. Nazionale svedese, mezz’ala di spola, gran fisico, non lasciò il segno ma fu onesto pedalatore. Dopo un’annata tornò in Svezia.
Infine, Nils Ake Sandell. Centravanti, 20 volte Nazionale svedese, bronzo olimpico a Helsinki 1952, Mazza lo pescò nel 1956 direttamente nel Malmoe con cui era stato quattro volte campione nazionale. Bel giocatore, buon impatto, 8 gol in 25 gare il primo anno, meno performante nella stagione successiva quando realizzò 5 reti. Archiviata quell’esperienza, tornò in Svezia.
Primo finlandese
E adesso? Beh, adesso Sauli Vaisanen, classe 1994, difensore specialista della retroguardia “a tre” centrali, sarà il primo finlandese della storia spallina. Gioca in Nazionale (2 presenze e 1 gol) e milita nell’Aik Solna, uno dei più famosi club di Svezia. Ha il contratto in scadenza il 31 dicembre. Difficile dire se si tratti di un giocatore capace di affermarsi in serie A, ma il potenziale - soprattutto fisico - sembra non mancare.
Il quarto svedese
Pa Momodou Konate, pure lui del 1994, a sua volta a scadenza contrattuale il 31 dicembre, è invece un terzino sinistro. Sarà il quarto svedese della storia spallina. Svedese di nascita e di passaporto, ma radici africane: padre della Guinea, mamma del Gambia, è figlio della multirazziale società svedese. Fisico nervoso, rapido, veloce, resistente, mancino, due volte campione nazionale con il Malmoe, vincitore di una Supercoppa, campione europeo Under 21 con la Svezia nel 2015 in Repubblica Ceca, ha 3 presenze nella Nazionale Olimpica e 2 in quella maggiore.
La scuola del Malmoe è ottima, vi è stato formato anche un certo... Ibrahimovic. La Spal spera di pescare bene.
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