serie a
Tra Spal e Atalanta vertice per Paloschi
di Paolo Negri
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Alberto Paloschi (a sinistra)Il presidente Mattioli ieri a Milano col suo collega Percassi
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FERRARA. Missione milanese. Ieri in tarda mattinata il presidente spallino Walter Mattioli, il responsabile dell’area tecnica Davide Vagnati ed il neo-segretario sportivo Andrea Bernardelli sono partiti per raggiungere il cuore delle trattative di mercato. Compiti diversi, anche se con chiari incroci. Bernardelli pronto a ratificare e depositare contratti. Vagnati impegnato soprattutto sul... fronte russo. Mattioli indaffaratissimo con il suo collega atalantino Percassi.
Eh già, perchè uno dei fronti caldi, caldissimi, era quello per Andrea Paloschi, centravanti della Dea, in testa agli obiettivi spallini per rafforzare l’attacco. Anzi: obiettivo numero uno, non da ieri.
I fatti sono noti. La Spal ha sempre puntato su Paloschi. Poi si è inserito il Chievo che avrebbe voluto/vorrebbe riportare in gialloblu il centravanti. Accordo tra i presidenti Percassi e Campedelli, squilli di tromba per annunciare il sorpasso sulla Spal e l’approdo di Paloschi sulla sponda clivense. Mica vero. Nulla di fatto. Per un motivo semplicissimo: Paloschi ed il suo agente Tullio Tinti hanno scelto la Spal, l’accordo c’è, la parole pure. Così, a fronte dell’evidenza, il Chievo sta virando altrove (ha acquistato Rodriguez dal Cesena e cerca un ulteriore attaccante da aggiungere a Inglese, Pellissier, Meggiorini...). Resta un fatto: Percassi aveva garantito all’amico Campedelli che gli avrebbe dato Paloschi.
Così, ieri, il patron atalantino ha convocato Mattioli, per parlargli di persona e trovare la soluzione, già che la Spal l’intesa con Paloschi l’ha trovata. I biancazzurri hanno anche formulato un’offerta ben precisa all’Atalanta per il prestito oneroso della punta: 4 milioni e spiccioli. Ci siamo, la cifra è giusta.
Ieri sera si attendevano sviluppi, ma le sensazioni erano positive. Il pur cauto Vagnati diceva, ore prima: «Paloschi per noi è uno sforzo importante. Il ragazzo lo apprezziamo per qualità tecniche e umane. Se il presidente è così bravo da accontentarci... Comunque, in una trattativa, il parere del giocatore è determinante».
Il parere di Paloschi è a favore della Spal. E Mattioli, dal canto suo, ha sfoggiato tutta la sua arte. Adesso si attende che l’Atalanta accetti. Recuperare 4 milioni, sui 6 versati la scorsa estate allo Swansea, sarebbe già un bel modo per ammortizzare, poi ci sarà tempo per valutare futuri sviluppi (obbligo di riscatto, cessione definitiva...). Nel discorso con i bergamaschi rientrebbe, o potrebbe rientrare, anche il portiere Radunovic, di ritorno al prestito all’Avellino dove si è imposto come titolare in B e che avrebbe profilo ideale per fare il “vice” a Meret. Comunque, la priorità spallina era ed è Paloschi. Nel progetto tecnico è compatibilissimo in tandem sia con Antenucci che con Floccari, ha 27 anni, è nel pieno, ha fame di riscatto dopo la prima annata anomala della sua carriera, chiusa a 0 gol e con minutaggio scarsissimo a causa delle scelte del Gasp che gli ha sempre preferito Petagno.
La Spal gradirebbe poter annunciare Paloschi oggi, o domani in coincidenza con la presentazione della campagna acquisti. Sarebbe uno squillo di tromba graditissimo ai tifosi. E ci mancherebbe altro...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Eh già, perchè uno dei fronti caldi, caldissimi, era quello per Andrea Paloschi, centravanti della Dea, in testa agli obiettivi spallini per rafforzare l’attacco. Anzi: obiettivo numero uno, non da ieri.
I fatti sono noti. La Spal ha sempre puntato su Paloschi. Poi si è inserito il Chievo che avrebbe voluto/vorrebbe riportare in gialloblu il centravanti. Accordo tra i presidenti Percassi e Campedelli, squilli di tromba per annunciare il sorpasso sulla Spal e l’approdo di Paloschi sulla sponda clivense. Mica vero. Nulla di fatto. Per un motivo semplicissimo: Paloschi ed il suo agente Tullio Tinti hanno scelto la Spal, l’accordo c’è, la parole pure. Così, a fronte dell’evidenza, il Chievo sta virando altrove (ha acquistato Rodriguez dal Cesena e cerca un ulteriore attaccante da aggiungere a Inglese, Pellissier, Meggiorini...). Resta un fatto: Percassi aveva garantito all’amico Campedelli che gli avrebbe dato Paloschi.
Così, ieri, il patron atalantino ha convocato Mattioli, per parlargli di persona e trovare la soluzione, già che la Spal l’intesa con Paloschi l’ha trovata. I biancazzurri hanno anche formulato un’offerta ben precisa all’Atalanta per il prestito oneroso della punta: 4 milioni e spiccioli. Ci siamo, la cifra è giusta.
Ieri sera si attendevano sviluppi, ma le sensazioni erano positive. Il pur cauto Vagnati diceva, ore prima: «Paloschi per noi è uno sforzo importante. Il ragazzo lo apprezziamo per qualità tecniche e umane. Se il presidente è così bravo da accontentarci... Comunque, in una trattativa, il parere del giocatore è determinante».
Il parere di Paloschi è a favore della Spal. E Mattioli, dal canto suo, ha sfoggiato tutta la sua arte. Adesso si attende che l’Atalanta accetti. Recuperare 4 milioni, sui 6 versati la scorsa estate allo Swansea, sarebbe già un bel modo per ammortizzare, poi ci sarà tempo per valutare futuri sviluppi (obbligo di riscatto, cessione definitiva...). Nel discorso con i bergamaschi rientrebbe, o potrebbe rientrare, anche il portiere Radunovic, di ritorno al prestito all’Avellino dove si è imposto come titolare in B e che avrebbe profilo ideale per fare il “vice” a Meret. Comunque, la priorità spallina era ed è Paloschi. Nel progetto tecnico è compatibilissimo in tandem sia con Antenucci che con Floccari, ha 27 anni, è nel pieno, ha fame di riscatto dopo la prima annata anomala della sua carriera, chiusa a 0 gol e con minutaggio scarsissimo a causa delle scelte del Gasp che gli ha sempre preferito Petagno.
La Spal gradirebbe poter annunciare Paloschi oggi, o domani in coincidenza con la presentazione della campagna acquisti. Sarebbe uno squillo di tromba graditissimo ai tifosi. E ci mancherebbe altro...
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