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Paloschi, ecco il centravanti della Spal 

di Paolo Negri
Paloschi, ecco il centravanti della Spal 

Magistrale operazione della società che ha trovato l’accordo con l’Atalanta per assicurarsi il “9” in cima alle preferenze

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FERRARA. Annuntio vobis gaudium magnum: habemus bomber

Alberto Paloschi è della Spal. Si attende solo l’annuncio ufficiale, ma non ci sono più dubbi in proposito. La missione milanese - martedì - del presidente Walter Mattioli, del responsabile dell’area tecnica Davide Vagnati e del segretario sportivo Andrea Bernardelli è andata a ottimo fine. Mattioli, in particolare, ha trovato gli argomenti giusti per convincere il suo collega atalantino Percassi a recedere dai personali accordi presi con il numero uno clivense Campedelli per consentire il ritorno di Paloschi a Verona, sponda Chievo. Il tutto, naturalmente, con il fondamentale apporto della famiglia Colombarini che ha acconsentito ad un più che rilevante sforzo economico per favorire l’operazione.

Giova ricordarlo: la scorsa estate, per acquisire Paloschi dai gallesi dello Swansea, l’Atalanta ha sborsato 6 milioni di euro più bonus, oltre a garantire un contratto fino al 2021 al centravanti, a cifre di rilievo (si dice superiori a 1 milione e 200.000 euro). La Spal, dunque, ha ora compiuto la più importante operazione economica della sua nuova era, quella che sotto la gestione Colombarini-Mattioli-Vagnati l’ha condotta dalla Seconda Divisione alla serie A, dal 2013 a oggi. Il club biancazzurro dovrebbe corrispondere all’Atalanta 4 milioni di euro per il prestito oneroso, con riscatto.

Determinante, per il buon fine della trattativa, la perseveranza dei dirigenti spallini - che non hanno mai mollato la presa nemmeno quando da più parti si assicurava che il Chievo aveva in mano il giocatore -, la chiarezza del progetto, le garanzie fornite, l’abilità e la tempistica nel costruire la nuova squadra (mostrando a Paloschi la potenziale competitività dell’organico in allestimento), il continuo e fortissimo interessamento per l’atleta. Ma ha avuto un peso decisivo anche la volontà di Paloschi, che unitamente al suo agente Tullio Tinti ha preferito la soluzione-Spal facendo così pendere la bilancia dalla parte biancazzurra, a detrimento delle avances del Chievo.

Alberto Paloschi è bresciano, ha 27 anni, è cresciuto nel Milan, ha giocato anche con Parma, Genoa, Chievo, Swansea e Atalanta, vanta numerose presenze in tutte le Nazionali azzurre fino all’Under 21, è stato convocato dai c.t. Prandelli e Conti per diversi stages della Nazionale maggiore senza però poi essere chiamato per gli impegni ufficiali. In serie A vanta 194 presenze e 50 gol, media inficiata dall’infausta avventura atalantina dell’ultima stagione, con 13 gettoni, pochissimi minuti e nessuna rete. In Premier League con lo Swansea ha infilato 10 gare e 2 gol.

Fisico compatto (1.82 per 82 chili), punta centrale, destro, bravo di testa, predone dei 16 metri tanto da essere soprannominato Inzaghino, già che il Pippo è sempre stato il suo idolo e che lo stesso Inzaghi non ha mai nascosto di rivedersi nel ragazzo.

La scelta giusta per la Spal? La scelta migliore, sì. Perchè Babacar era irraggiungibile, Falcinelli e Pavoletti viaggiano in un’altra galassia, Pinilla è tornato in Cile, Iemmello, Macheda e Melchiorri per vari motivi non erano “la” soluzione, Maxi Lopez e Djordievic per motivi diversi non facevano al caso, Matri ha altri parametri. Ma, soprattutto, perchè Paloschi è apparsa da subito come la prima scelta, individuata, seguita, corteggiata, voluta e presa con la massima decisione.



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