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sicurezza negli stadi 

Tavecchio: «Facciamo il massimo» 

di Nicola Corda

Il presidente Figc ieri all’Antimafia: serve il controllo fotografico

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ROMA. «Sulla sicurezza negli stadi facciamo il massimo ma senza la foto i biglietti nominativi servono a poco».

Alla Commissione parlamentare Antimafia è di scena Carlo Tavecchio, presidente della Figc e commissario della Lega di serie A. L’indagine della commissione è rivolta a verificare infiltrazioni e pressioni della criminalità organizzata nel mondo del calcio. Le pressioni dei tifosi, la sicurezza, sono state al centro delle precedenti audizioni con i presidenti della Juventus, della Lazio, del Genoa e del Napoli. Ieri Tavecchio ha chiuso il ciclo e promesso a Rosy Bindi piena collaborazione, sempre nei limiti dei poteri della Federcalcio che nel caso del riciclaggio di denaro, sono pochi. Così per i grandi capitali investiti nelle società calcistiche «ci si fida dei certificati antimafia e i controlli del sistema bancario», dice, perché oltre la Figc non può andare, «il compito è della Guardia di finanza». Per Inter e Milan, bonifici arrivati da banche cinesi, «il controllo è stato lungo e complesso» dice Tavecchio, che, però sugli investimenti sotto il 10 per cento del pacchetto societario dice di avere le mani legate. Le scommesse e i procuratori finiscono sotto la lente dell’antimafia: il calcio è un’industria ma se le società non fanno profitti e lo Stato non le aiuta, «diventano soggetto debole» con la criminalità pronta a trarne il massimo vantaggio. Analogo discorso per la sudditanza nei confronti dei tifosi e il bagarinaggio è il primo punto d’attacco per arginare i boss. «Se diventa reato penale, io sono d’accordo», dice Tavecchio. Linea dura anche «per le celle di sicurezza negli impianti e sulla necessità di mantenere la responsabilità oggettiva delle società». Rosy Bindi e i commissari prendono nota. I controlli sono il vero punto debole degli impianti italiani. Bene i biglietti nominativi, ma con il controllo fotografico ai tornelli, che «con un investimento di 100 milioni si può realizzare» dice Tavecchio. Il capitolo scommesse riguarda soprattutto le serie minori e ieri è emerso l’orientamento di limitarle solo alla Lega Pro, escludendo i dilettanti dove è più facile lucrare sulla compravendita delle partite. Il patron della Figc ricorda che è stata “«la politica a rendere legali le scommesse». Un giro d’affari enorme che vale in tutto il mondo oltre 1.000 miliardi di euro, 89 dei quali gravitano sul calcio italiano.

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