IL PUNTO
La linea del club rivolta i tifosi Politica opinabile ma c’è scelta
di Paolo Negri
FERRARA. Ieri la Spal ha presentato la propria campagna abbonamenti. Ieri è iniziata quella del Torino. Contrasto stridente, i prezzi. La gloriosa società granata ha optato per una linea...
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FERRARA. Ieri la Spal ha presentato la propria campagna abbonamenti. Ieri è iniziata quella del Torino. Contrasto stridente, i prezzi. La gloriosa società granata ha optato per una linea popolarissima: da 210 euro in Curva Primavera a 230 in Maratona, da 350 nei Distinti a 390 in Tribuna, da 700 nelle Poltroncine a 2.200 in Tribuna Grande Torino (il settore vip), e parliamo di prezzi interi e per i nuovi abbonati, visto che chi rinnova paga meno.
Allora: viva il Torino e abbasso la Spal? No, non si può fare una sintesi di questo tipo. Perchè, solo per dirne una, la capienza dello stadio Olimpico (casa del Toro) è di 28.000 posti, il Mazza ne avrà 12.348. Con una simile differenza, è evidente che si può impostare una diversa politica dei prezzi.
Era prevedibile che la Spal decidesse di aumentare considerevolmente il costo delle tessere. Giusta o sbagliata che sia la linea adottata dal club, nessuno obbliga nessuno a sottoscrivere l’abbonamento: esiste il diritto di decidere a proprio piacimento, chi può permetterselo e chi vuole “farlo” andrà ad acquistarlo, chi ha esigenze e pensieri contrarie/i seguirà le partite su Sky, se vorrà. In ogni caso, il bacino d’utenza sarà tale che la Spal non faticherà a vendere tutti i 9.000 abbonamenti posti sul mercato. Personalmente ci saremmo aspettati, al di là di una logica lievitazione, una linea più moderata da parte della società, che adesso si è invece esposta al primo contrasto - da quando si è insediata nel 2013 - con la propria gente. Basta dare un’occhiata ai social: rivolta totale, parole dure, risentimento per il mancato rispetto di promesse fatte ed evidentemente non mantenute. Ma fatte a chi e da chi? Non crediamo che siano state fatte ai pensionati che ieri erano raccolti sotto lo scalone del Municipio in attesa di notizie, e che pure hanno diritti pari a tutti quelli della tifoseria nel suo complesso. Personalmente non condividiamo nemmeno la differenziazione dei prezzi dei biglietti delle singole gare, tra partite base e vip, tra il Chievo e la Juventus. Ma scusate: si va a vedere le avversarie o la Spal? I tre punti, per i biancazzurri, avranno identico valore, anzi lo avranno di più col Crotone che con l’Inter. E alla nostra epoca, andavamo a gustarci la Spal di Pezzato e non l’avversario di turno, fosse anche il Genoa di Bruno Conti.
Per fortuna, ognuno ha libertà di pensiero. E di scelta. Anche di tornare a vedere il Tuttocuoio, se preferisce.
Allora: viva il Torino e abbasso la Spal? No, non si può fare una sintesi di questo tipo. Perchè, solo per dirne una, la capienza dello stadio Olimpico (casa del Toro) è di 28.000 posti, il Mazza ne avrà 12.348. Con una simile differenza, è evidente che si può impostare una diversa politica dei prezzi.
Era prevedibile che la Spal decidesse di aumentare considerevolmente il costo delle tessere. Giusta o sbagliata che sia la linea adottata dal club, nessuno obbliga nessuno a sottoscrivere l’abbonamento: esiste il diritto di decidere a proprio piacimento, chi può permetterselo e chi vuole “farlo” andrà ad acquistarlo, chi ha esigenze e pensieri contrarie/i seguirà le partite su Sky, se vorrà. In ogni caso, il bacino d’utenza sarà tale che la Spal non faticherà a vendere tutti i 9.000 abbonamenti posti sul mercato. Personalmente ci saremmo aspettati, al di là di una logica lievitazione, una linea più moderata da parte della società, che adesso si è invece esposta al primo contrasto - da quando si è insediata nel 2013 - con la propria gente. Basta dare un’occhiata ai social: rivolta totale, parole dure, risentimento per il mancato rispetto di promesse fatte ed evidentemente non mantenute. Ma fatte a chi e da chi? Non crediamo che siano state fatte ai pensionati che ieri erano raccolti sotto lo scalone del Municipio in attesa di notizie, e che pure hanno diritti pari a tutti quelli della tifoseria nel suo complesso. Personalmente non condividiamo nemmeno la differenziazione dei prezzi dei biglietti delle singole gare, tra partite base e vip, tra il Chievo e la Juventus. Ma scusate: si va a vedere le avversarie o la Spal? I tre punti, per i biancazzurri, avranno identico valore, anzi lo avranno di più col Crotone che con l’Inter. E alla nostra epoca, andavamo a gustarci la Spal di Pezzato e non l’avversario di turno, fosse anche il Genoa di Bruno Conti.
Per fortuna, ognuno ha libertà di pensiero. E di scelta. Anche di tornare a vedere il Tuttocuoio, se preferisce.
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