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La Spal cala il prezzo degli abbonamenti 

di Paolo Negri
La Spal cala il prezzo degli abbonamenti 

Tifosi in rivolta, striscioni di protesta in vari punti della città, interventi politici. Così ieri la società ha deciso il dietrofront

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FERRARA. Eco nazionale. Notizia ripresa da quotidiani, emittenti tv, siti specializzati, organizzazioni di tifosi. Tutti a commentare, criticare, la politica dei prezzi adottata dalla società Spal. I prezzi degli abbonamenti e dei biglietti per la prossima stagione. Cifre giudicate alle stelle, decisamente eccessive, fuori dalla portata di molti, penalizzanti soprattutto (ma non solo) per le famiglie. Stilettate in condimento di ironia. Non una bella pubblicità, per la Spal. Ma la protesta, ovviamente, ha avuto ed ha l’epicentro a Ferrara. Così, a fronte delle proteste, della rivolta del popolo, ieri la società biancazzurra ha deciso di compiere un passo indietro, di abbassare i prezzi degli abbonamenti, di riformulare alcune modalità. Oggi verranno illustrati i dettagli. Un colpo di scena se non clamoroso comunque di rilievo.

«Superato ogni limite»

D’altra parte la notte scorsa i membri della Curva Ovest hanno appeso striscioni in vari punti della città, dal Centro Spal di via Copparo al sottopasso di via Ravenna. Lenzuoli bianchi con scritte azzurre: A.A.A. cercasi settore popolare. Poi quello al Centro è stato rimosso (ovvio...), in via Ravenna ha campeggiato per tutto il giorno. Il segnale - forte - è stato dato. Com’era la situazione? Semplice. Tra gli sportivi serpeggiavano rabbia, sconcerto, disapprovazione. Molti hanno fatto sapere che non avrebbero sottoscritto l’abbonamento né avrebbero acquistato il biglietto, preferendo la comodità del divano di casa per seguire la Spal in tv su Sky. Un messaggio di protesta. Sono scesi in campo anche i politici. Ad esempio Pietro Turri, consigliere comunale del Pd che è intervenuto in Facebook nella pagina del gruppo Maial ac Spal: «Se calate il prezzo rinnoverò, altrimenti lascerò ad altri. La società ha superato ogni limite, invito i tifosi a fare pressione verso la dirigenza. Non siamo il Real Madrid». Pacato ma critico anche l’intervento dell’ex assessore allo sport Davide Stabellini: «Vorrei solo aggiungermi al coro delle tante persone e del tifo organizzato della Spal che oggi con contrarieta' si sono espresse per l'esagerato aumento dei prezzi degli abbonamenti e dei biglietti. Dopo 49 anni si torna in serie A e tante persone che in questi anni hanno garantito agli spalti di non essere vuoti in serie D o C2 e C1 rinunceranno. Chi sono? Persone pensionate, giovani tra i 16 e i 18 anni. I prezzi non scherzano e non si è tenuto conto che Ferrara ha anche altre peculiarità ovvero, essere una città dove la richezza pro capite è la più bassa della Regione e dove il lavoro è un problema non solo per i giovani. Mi dispiace non aver letto commenti degli amministratori direttamente interessati. Quando si gestisce un ruolo pubblico non serve essere solo tifosi e calcare le onde quando le cose vanno bene bisogna saper prendere le distanze dalla società se serve e fare richiami alla realtà. I ferraresi si entusiasmano facilmente ma fanno anche presto a girare le spalle quando le cose sono esagerate e quella dei prezzi allo stadio non è certo stata una bella sopresa per i tifosi».

Solidarietà dai bolognesi

Nel dibattito sono intervenuti anche i tifosi del Bologna: «...Ecco qua perchè la gente non va più allo stadio (e pubblicano la tabella dei prezzi degli abbonamenti della Spal; ndr). Al di là degli sfottò, solidarietà sincera ai cugini ferraresi».

A fronte di tale insieme di proteste, ieri la retromarcia della società. Si riparte.

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