Spal, colpacci ufficiali Paloschi e Viviani al raduno Da ieri squadra al lavoro
Centravanti e regista rappresentano le due operazioni più onerose Erano due prime scelte. Entrambi sono apparsi sorridenti e determinati
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FERRARA. Le vacanze della Spal sono terminate. I giocatori nel caldissimo pomeriggio di ieri sono arrivati alla spicciolata al Centro di via Copparo per le visite mediche e per il via ad una stagione, storica, che segna il ritorno della Spal nel massimo campionato nazionale dopo 49 anni di assenza. Sarà serie A e la Spal prosegue la sua campagna di rafforzamento: ieri erano presenti insieme ai dirigenti biancazzurri anche Federico Viviani, centrocampista del Verona, nell'ultima stagione al Bologna, e niente di meno che Alberto Paloschi. La punta dell'Atalanta è un altro grande colpo messo a segno da parte del direttore Davide Vagnati (ed è già agli ordini di un mister Leonardo Semplici che questa sera partirà insieme alla sua truppa per Tarvisio dove si svolgerà la prima fase del ritiro della rosa biancazzurra). Due colpacci, due prime scelte, due operazioni in prestito ma con esborsi di rilievo. Si sono presentati col sorriso e con fare determinato. E ieri è stata la volta anche della presentazione di quello che rappresenta uno degli acquisti principali del mercato biancazzurro: Felipe Dias da Silva Dal Belo che arriva a rafforzare la difesa dopo una vita a Udine. «Vi presento un "esordiente"- ha aperto Vagnati -; battute a parte penso che questo signore possa spiegare a tutti che cosa è la serie A. Io sono orgoglioso di essere riuscito a portare un giocatore di questo livello a Ferrara. Vi racconto un aneddoto: al di là dell'indiscutibile valore in campo l'ho visto in una sala di un hotel con sua figlia. Nel modo di fare che aveva ho capito che non c'è solo il calciatore ma c'è anche l'uomo e quindi poteva fare benissimo al caso nostro. Penso che ci possa dare un aiuto molto importante nel nostro obiettivo di mantenere la categoria».
«In apertura - ha detto Felipe - ci tengo a salutare Udine e la gente di Udine. L'Udinese è stata casa mia per tanti anni e Udine è la città in cui vivo. Il rapporto con la società è semplicemente terminato quando loro mi hanno convocato per dirmi che avevano fatto altre scelte. Mi è stato comunicato che non facevo più parte del loro progetto ed a quel punto non ho potuto fare altro che guardarmi intorno. È arrivata subito la Spal, che mi ha presentato un progetto molto chiaro, mi hanno fatto sentire un giocatore importante e quindi tutto questo ha facilitato moltissimo la mia scelta. Ora sono pronto per questa nuova avventura e non vedo l'ora che abbia inizio».
Una stagione che si annuncia di lotta per evitare la retrocessione: «Sarà senz'altro una annata difficile ma con il sostegno di tutti ce la possiamo fare. Qui l'aspetto importante è il gruppo, c'è già un'ottima base di partenza che è l’ossatura che ha vinto la B e ha consentito di arrivare in A. Nel mio piccolo cerco di portare un contributo per potere raggiungere il nostro obiettivo».
Sulle motivazioni della scelta di Ferrara, Felipe è chiaro: «È stata una decisione molto veloce, avevo anche proposte e contatti dall'estero e anche dalla Cina ma io e la mia famiglia non cercavamo nulla di tutto questo. Noi cercavamo un progetto serio e importante e qui l'abbiamo trovato. Ho trovato persone serie, con la giusta voglia e determinazione. Noi dobbiamo andare in campo in ogni partita come se fosse l'ultima battaglia, ci deve essere grinta dal primo all'ultimo minuto: il Crotone insegna. La squadra calabrese a gennaio sembrava spacciata, invece è riuscita a salvarsi. Fino a che non c'è il fischio finale dell'ultima partita ci sono sempre delle possibilità».
Sulla carta il suo posto naturale sembra essere quello di centrale sul versante di centrosinistra della difesa: «Su questo davvero non dico nulla - analizza Felipe - io sono a totale disposizione dell'allenatore, ho fatto tanti altri ruoli nella mia carriera e sono disponibile a giocare dappertutto, anche in attacco se dovesse servire».
Dovesse dare un consiglio ai tanti esordienti in serie A che si troverà come compagni? «Io non sono qui per dare consigli, ci sono anche altri giocatori di serie A che hanno esperienze importanti. Io posso magari dare un contributo in termini di serenità ricordando per alleggerire certe tensioni che poi è sempre una partita di calcio».
A Ferrara troverà grande tifo: «So che c'è una Curva meravigliosa che spinge sempre la squadra. Sono basilari, ne avremo bisogno e il loro contributo è determinante».
Andrea Tebaldi
«In apertura - ha detto Felipe - ci tengo a salutare Udine e la gente di Udine. L'Udinese è stata casa mia per tanti anni e Udine è la città in cui vivo. Il rapporto con la società è semplicemente terminato quando loro mi hanno convocato per dirmi che avevano fatto altre scelte. Mi è stato comunicato che non facevo più parte del loro progetto ed a quel punto non ho potuto fare altro che guardarmi intorno. È arrivata subito la Spal, che mi ha presentato un progetto molto chiaro, mi hanno fatto sentire un giocatore importante e quindi tutto questo ha facilitato moltissimo la mia scelta. Ora sono pronto per questa nuova avventura e non vedo l'ora che abbia inizio».
Una stagione che si annuncia di lotta per evitare la retrocessione: «Sarà senz'altro una annata difficile ma con il sostegno di tutti ce la possiamo fare. Qui l'aspetto importante è il gruppo, c'è già un'ottima base di partenza che è l’ossatura che ha vinto la B e ha consentito di arrivare in A. Nel mio piccolo cerco di portare un contributo per potere raggiungere il nostro obiettivo».
Sulle motivazioni della scelta di Ferrara, Felipe è chiaro: «È stata una decisione molto veloce, avevo anche proposte e contatti dall'estero e anche dalla Cina ma io e la mia famiglia non cercavamo nulla di tutto questo. Noi cercavamo un progetto serio e importante e qui l'abbiamo trovato. Ho trovato persone serie, con la giusta voglia e determinazione. Noi dobbiamo andare in campo in ogni partita come se fosse l'ultima battaglia, ci deve essere grinta dal primo all'ultimo minuto: il Crotone insegna. La squadra calabrese a gennaio sembrava spacciata, invece è riuscita a salvarsi. Fino a che non c'è il fischio finale dell'ultima partita ci sono sempre delle possibilità».
Sulla carta il suo posto naturale sembra essere quello di centrale sul versante di centrosinistra della difesa: «Su questo davvero non dico nulla - analizza Felipe - io sono a totale disposizione dell'allenatore, ho fatto tanti altri ruoli nella mia carriera e sono disponibile a giocare dappertutto, anche in attacco se dovesse servire».
Dovesse dare un consiglio ai tanti esordienti in serie A che si troverà come compagni? «Io non sono qui per dare consigli, ci sono anche altri giocatori di serie A che hanno esperienze importanti. Io posso magari dare un contributo in termini di serenità ricordando per alleggerire certe tensioni che poi è sempre una partita di calcio».
A Ferrara troverà grande tifo: «So che c'è una Curva meravigliosa che spinge sempre la squadra. Sono basilari, ne avremo bisogno e il loro contributo è determinante».
Andrea Tebaldi
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