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CALCIO SERIE A

Colombarini: non siamo alla Spal per lucrare

Colombarini: non siamo alla Spal per lucrare

Il patron: bene le critiche costruttive, le offese fanno scendere l’entusiasmo. Il presidente Mattioli: insulti assurdi, faremo un altro miracolo

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FERRARA. È patron Simone Colombarini ad aprire la conferenza: «Dopo la presentazione dei prezzi ci sono arrivate tante critiche costruttive che abbiamo preso in considerazione e tante parole offensive sulle quali non vorrei perdere troppo tempo ma qualcosa devo dire. Quando si vanno a toccare situazioni personali le cose non sono più accettabili, siamo stati chiamati 4 anni fa, siamo arrivati in punta di piedi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Noi facciamo tutto questo per spirito di appartenenza a questa città e io non farei mai calcio da un'altra parte. Il mio mestiere è un altro, io non sono venuto per lucrare, spero che si riesca ad andare avanti con l'entusiasmo di questi anni. In questi giorni l'entusiasmo mi è calato molto in basso, spero che torni presto quello che era e vorrei ricordare anche che stiamo spendendo pure 4 milioni di euro per ristrutturare beni non di nostra proprietà».

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«Detto questo - ha proseguito Colombarini - le critiche costruttive le abbiamo accolte, abbiamo fatto una fascia agevolata per i bambini, su alcune cose ammetto che ci potevamo pensare prima. Il comunicato della Curva Ovest, ad esempio, conteneva critiche costruttive che abbiamo preso in considerazione. Abbiamo letto tante cose: quel che non voglio che passi è che grazie alle offese si è giunti a questo risultato. Non è così: stiamo facendo tanto, i lavori allo stadio di nostra competenza procedono spediti, le critiche costruttive le abbiamo accolte, le offese hanno dato fastidio, c'è chi è più bravo a ignorarle e chi meno, ma ora guardiamo avanti».

«L'altro ieri - ha detto il presidente della Spal Walter Mattioli - alla presentazione abbiamo detto che abbiamo il budget più basso di tutta la serie A, tolte le spese è tra i 19-19,5 milioni di euro, volevamo arrivare attorno ai 30 per competere per fare rimanere Ferrara in serie A. Sono arrivati tantissimi insulti, è stata scritta anche la scemenza che siamo più cari del Real Madrid quando loro hanno uno stadio da 100.000 e noi uno da 12.000. Ora noi abbiamo preso questa decisione, incasseremo di meno, prenderemo meno giocatori, faremo comunque anche quest'anno un altro miracolo e manterremo la categoria. Ne sono certo».

«Sentirmi dire certe cose personali mi ha molto ferito. Leggo poi interviste di ex politici come l'ex assessore Stabellini al quale voglio solo dire una cosa, il suo mandato a cosa ha portato che ci siamo trovati uno stadio e un centro sportivo che cadevano a pezzi? Io faccio il mio, ma non ci si tiri per il giacchino che altrimenti diventiamo cattivi anche noi. Ci sono esponenti politici e consiglieri che parlano: io allora chiedo, visto che in serie A ci rimarremo, chi pagherà le spese per lo stadio che da 12.000 al secondo anno dovrà diventare di 16.000 persone? Non lo si può chiedere ancora a questa grande proprietà. Dopo questi giorni amari dobbiamo ripartire, tutti uniti Comune-stampa-società-tifosi: l'attuale ammistrazione ci sostiene e ci ha sempre sostenuto, ora dobbiamo fare un passettino indietro tutti, noi società l'abbiamo fatto, speriamo che non succedano altre cose che ci facciano passare la voglia di fare calcio a Ferrara». (a.t.)

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