Il Reno Centese dice stop Ora il campo è a rischio
Calcio. Andato a vuoto anche l’intervento dei massimi vertici della Federazione La dirigenza non si iscrive al campionato e così perde la gestione della struttura
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RENO CENTESE. Niente da fare, le rotture interne, i malumori ma anche i diversi punti di vista sono tali da impedire al Reno Centese di iscriversi ad un campionato di calcio, fosse la Promozione che gli spettava di diritto o la Prima categoria a cui intendeva partecipare una parte della dirigenza del club bluazzurro.
Molte speranze erano state riposte nella cena alla Sagra del tortellino programma per venerdì scorso, quando nella struttura coperta di Reno erano presenti anche i vertici della Federazione regionale, il presidente Paolo Braiati ed il suo vice Dorindo Sanguanini, da tempo amici del presidente Orlando Simonati. Il clima iniziale era allegro ma quando si è toccato il tema societario sono emerse le tensioni che stanno accompagnando quest’ultimo periodo in casa Reno. E a nulla sarebbero servite le parole di stimolo di Braiati e Sanguanini. Così come a nulla erano servite una settimana fa quelle di supporto del sindaco Fabrizio Toselli e del vice Simone Maccaferri, i quali avevano garantito anche l’avvio degli attesi lavori ai bagni della sala polivalente.
Niente, la dirigenza è irremovibile, tanto che ha già inviato alla Federazione regionale la lettera di rinuncia all’iscrizione, tenuta in stand by dal Crer per vedere se le cose potranno cambiare in questi giorni (le iscrizioni al campionato regionale scadono venerdì), altrimenti il Reno dirà addio al calcio dopo anni ricchi di soddisfazioni, con l’apice vissuto nelle due stagioni in serie D, una Coppa regionale e tanti campionati vinti.
Ma, come detto, c’è nulla da fare, il presidente Simonati ribadisce la volontà di non iscrivere alla squadra, continuando l’attività della Polisportiva con il solo tennistavolo e - ma non è certo una disciplina - le sagre nella sala polivalente. Il problema - a parte la dolorosa rinuncia al calcio giocato - resta dunque quello di vedere cosa deciderà l’amministrazione comunale che, in più occasioni, ha fatto sapere ai vertici del Reno Centese che avrebbero perso la gestione della struttura in caso di ritiro dall’attività agonistica. Fra le ipotesi paventate quella di separare con due bandi la gestione del campo e della sala polivalente, ma questo creerebbe un precedente complicato per il Comune di Cento, il quale ha diverse strutture in queste condizioni, ovvio che è più semplice avere ogni centro sportivo gestito da un unico affidatario. La scadenza è vicina, a questo punto serve solo un miracolo. (d.b.)
Molte speranze erano state riposte nella cena alla Sagra del tortellino programma per venerdì scorso, quando nella struttura coperta di Reno erano presenti anche i vertici della Federazione regionale, il presidente Paolo Braiati ed il suo vice Dorindo Sanguanini, da tempo amici del presidente Orlando Simonati. Il clima iniziale era allegro ma quando si è toccato il tema societario sono emerse le tensioni che stanno accompagnando quest’ultimo periodo in casa Reno. E a nulla sarebbero servite le parole di stimolo di Braiati e Sanguanini. Così come a nulla erano servite una settimana fa quelle di supporto del sindaco Fabrizio Toselli e del vice Simone Maccaferri, i quali avevano garantito anche l’avvio degli attesi lavori ai bagni della sala polivalente.
Niente, la dirigenza è irremovibile, tanto che ha già inviato alla Federazione regionale la lettera di rinuncia all’iscrizione, tenuta in stand by dal Crer per vedere se le cose potranno cambiare in questi giorni (le iscrizioni al campionato regionale scadono venerdì), altrimenti il Reno dirà addio al calcio dopo anni ricchi di soddisfazioni, con l’apice vissuto nelle due stagioni in serie D, una Coppa regionale e tanti campionati vinti.
Ma, come detto, c’è nulla da fare, il presidente Simonati ribadisce la volontà di non iscrivere alla squadra, continuando l’attività della Polisportiva con il solo tennistavolo e - ma non è certo una disciplina - le sagre nella sala polivalente. Il problema - a parte la dolorosa rinuncia al calcio giocato - resta dunque quello di vedere cosa deciderà l’amministrazione comunale che, in più occasioni, ha fatto sapere ai vertici del Reno Centese che avrebbero perso la gestione della struttura in caso di ritiro dall’attività agonistica. Fra le ipotesi paventate quella di separare con due bandi la gestione del campo e della sala polivalente, ma questo creerebbe un precedente complicato per il Comune di Cento, il quale ha diverse strutture in queste condizioni, ovvio che è più semplice avere ogni centro sportivo gestito da un unico affidatario. La scadenza è vicina, a questo punto serve solo un miracolo. (d.b.)
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