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Il preparatore Fabbrizzi forgia la Spal per la serie A

Il preparatore Fabbrizzi forgia la Spal per la serie A

«Stesso metodo dell’anno scorso, ma con ancor più professionalità»

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TARVISIO (UD). Il materiale per il lavoro sul campo sempre in mano, i fogli con i programmi pure, della presenza del classico fischietto non sarebbe neanche da scrivere. La voce di Yuri Fabbrizzi - con il suo inconfondibile accento toscano - si fa sentire anche e sopratutto durante le calde sedute di allenamento estivo della Spal. Perché la figura del preparatore atletico non può che essere determinante in questa fase della stagione. Definire il ruolo di Fabbrizzi solamente come “importante”, infatti, sarebbe riduttivo, perché d’estate il palcoscenico lo vede di diritto come uno degli attori principali, anche se la sua umiltà e la sua classica pacatezza professionale, quasi non contemplano la presa della scena maggiore. Parlare con lui è sempre un piacere e questa volta l’abbiamo fatto ai margini di una delle dure sedute di allenamento in questi giorni di ritiro a Tarvisio.

“Prof”, che tipo di preparazione avete studiato?

«Da sabato abbiamo iniziato a correre. Ora faremo più lavoro di quantità e man mano che si andrà avanti faremo anche la qualità. Stiamo inizialmente alternando la corsa e la forza. Al pomeriggio lavoriamo sempre con il pallone e dopo i primi 4-5 giorni lavoreremo sempre più intensamente e già da lì la cosiddetta velocità comparirà, per poi aumentare».

Abbiamo visto subito l’utilizzo del pallone…

«Tanti anni fa la palla si toccava dopo una settimana almeno. Ora è diverso, perché le partite sono più dinamiche e questo ha portato a usare la sfera anche dalle prime sedute di lavoro stagionale. Il fondo si fa, ma ci sono tanti esercizi che negli anni si sono evoluti per adeguarsi alle richieste di quelle che sono le partite vere e proprie».

Come avete trovato i vari giocatori dopo i test dei primi giorni a Ferrara?

«Ci tengo veramente a dire che i ragazzi sono arrivati in buone condizioni, alcuni anche in ottime e nessuno è rimasto inattivo durante le vacanze. Sono stati bravi. I test sono stati eseguiti per valutare non tanto la condizione fisica, ma l'assetto di ogni singolo, per poter lavorare con dati certi in prevenzione d’infortuni che possono capitare - speriamo di no - durante la preparazione».

I nuovi che impressione le hanno fatto?

«Sono tutti bravi ragazzi. Mi hanno fatto un'ottima impressione, sono arrivati tutti in ottime condizioni, anche perché hanno una cultura del lavoro dovuta alla loro grande professionalità e sanno che non corrono per me, ma per il loro corpo, uno strumento di lavoro che va poi a giovare alla squadra e ai risultati».

Ci sono collaboratori nuovi nello staff?

«Abbiamo sempre Fabrizio Franceschetti, che c'era già lo scorso anno, che è veramente un tuttofare e ci dà una grossa mano. Inoltre, da quest'anno c'è anche Riccardo Ori, che era già stato alla Giacomense e si occuperà del recupero infortuni. Qualche cambiamento per far trovare un ambiente sempre più professionale era necessario, per dare un segnale importante a tutti».

Punterete a prepararvi fisicamente per partire subito in maniera decisa?

«Credo che faremo come l'anno scorso: il metodo era piaciuto e lo porteremo avanti, magari modificando qualcosina per migliorare. Nei nostri piani non c’è un’intenzione di lavorare per partire forte o meno forte, ma per avere una continuità a periodo. Credo che anche le altre squadre non faranno calcoli di partenze sprint. Personalizzeremo ancor di più il lavoro per andare incontro alle singole esigenze».

Alessio Duatti



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