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«Chiedo scusa ai tifosi che si sono sentiti traditi»

 «Chiedo scusa ai tifosi che si sono sentiti traditi»

Donnarumma spiega il rinnovo con il Milan: «Mai avuto dubbi, ora l’obiettivo è tornare in Champions»

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MILANO. Le scuse «ai tifosi che si sono sentiti traditi», l'atto di fedeltà al club che l'ha lanciato, e la promessa di diventare fra un anno un “portiere ragioniere”. Si apre così la seconda vita rossonera di Gianluigi Donnarumma, che all'indomani della sospirata firma sul rinnovo (è ufficiale anche il quadriennale del fratello Antonio), si affaccia all'ingresso di Casa Milan per giurare che il Milan è casa sua, che non ha «mai avuto dubbi» e per augurarsi che la tormentata trattativa non abbia rovinato l'idillio con il popolo milanista. Per gli oltre cinquanta tifosi in festa davanti alla sede, in gran parte bimbi, è tutto superato. In camicia bianca, con il suo numero 99 ricamato al posto delle iniziali, Donnarumma ha firmato autografi, sorridendo nei selfie come gli capiterà centinaia di volte nella tournée in Cina, dove potrà brindare con Li Yonghong. Il rinnovo era la priorità indicata dal nuovo proprietario, ma l'agente del portiere, Mino Raiola, ha sempre avuto perplessità sul progetto del cinese, arrivato al closing con un maxiprestito. Donnarumma ha firmato un quadriennale da 6 milioni di euro, con clausola da 70-80 milioni di euro. Avrà addosso gli occhi di chi lo aspetta al varco, e al fianco il fratello maggiore Antonio, compagno di stanza a Milanello e riserva in panchina, con un contratto da un milione. «Gigio, cosa ci hai detto dal primo giorno?», gli ha domandato il ds Massimiliano Mirabelli nell'ormai consueto appuntamento per le firme. «Che volevo rimanere al Milan», la risposta immediata del diciottenne portiere che si è detto «orgoglioso e felicissimo» di essere ancora al Milan: «Sono nato e cresciuto qui, nella mia testa non ci sono mai stati dubbi. Mi scuso coi tifosi che si sono sentiti traditi. Non volevo assolutamente ferirli e spero che le cose tornino come prima. Obiettivi? Per quest'anno tornare in Champions». Qualche indecisione, però, c'è stata e va compresa, come ha sottolineato Marco Fassone. «Ha 18 anni, è normale che Gigio abbia avuto dubbi, tentennamenti. Bisogna comprendere cosa sia passato nella testa di un ragazzo davanti a opportunità, prospettive, riflessioni - ha notato l'ad rossonero -. E sono molto contento che alla fine abbia scelto il Milan, la sua famiglia, la sua casa».

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