Il “Doc”saluta «Ora per la Bondi farò solo il tifoso»
Basket A2. Per oltre 30 anni medico sociale Adesso Mario Capozza si sposta sugli spalti
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FERRARA. Oltre trent’anni al fianco e al servizio del basket di casa nostra. Ora è ufficiale: il medico Mario Capozza e il massaggiatore Carlo Piacentini, per tutti “il Doc” e “Carletto”, lasciano il Kleb. Il saluto del numero 1 Fabio Bulgarelli certamente non poteva mancare: «Ringraziamo Capozza e Piacentini per quanto fatto in questi anni - dice -, durante la mia gestione e in quelle precedenti. Tutti i tifosi del basket e gli appassionati sono loro grati, a loro va tributato un doveroso saluto e un sentito ringraziamento da parte di tutti. Li aspettiamo al palasport per tifare insieme la nostra squadra».
Capozza ha preso la palla al balzo: «A Bulgarelli, che ringrazio, ho già chiesto i biglietti per me e la mia famiglia. Della Bondi resterò il primo tifoso».
Dottore, perché l’addio?
«Con Piacentini l’abbiamo maturato l’intera scorsa stagione: ci lamentavamo della stanchezza fisica, devo dire che tutti questi anni hanno inevitabilmente lasciato delle scorie. Mollare lascia un gran vuoto per l’enorme passione che abbiamo buttato in quest’avventura, allo stesso tempo, da parte nostra c’è l’orgoglio di sapere che pochi in Italia possono vantare oltre trent’anni di militanza nella pallacanestro, non come capo che sceglie, ma come collaboratore che viene scelto. Mi sono arrivati infiniti messaggi: è tutto molto bello».
Rimpianti?
«Non ne ho. Resta il piacevole ricordo. Avevamo accettato di rinnovare, ma poi ci abbiamo ripensato. Il carico di tutti questi anni comincia a farsi sentire».
Fare un bilancio sarà difficilissimo.
«I miei sono stati 33-34 anni di servizio. Ho lavorato con tutti i presidenti: Mazzanti, Scopa, Lauriola, Mascellani e Bulgarelli. Un ricordo? Preferisco ricordare anche solo i pomeriggi e le giornate passate al palasport, con Piacentini e Rossano Bonati (l’ex preparatore atletico, ndr), altra notevole persona, abbiamo passato diversi sabati pomeriggio e notte a fare terapie per permettere ai giocatori di entrare in campo il giorno dopo. Non c’è un episodio particolare, ma la routine quotidiana: ecco cosa ricordo con maggior piacere».
Con quale giocatore si è trovato meglio?
«Tutti, è sbagliato fare solo un nome. Mi hanno telefonato Fabio Magri, Luca Ansaloni, Valerio Binotto, Simone Cortesi, sento spesso Charlie Foiera. Anche con coloro con i quali non c’era amicizia particolare ho dato e imparato qualcosa».
Assieme a Piacentini la vediamo già a tifare Bondi dagli spalti.
«Ci potete giurare. Con il presidente Bulgarelli ho già prenotato i miei biglietti, per me e la mia famiglia. Ferrara è la mia città e la Bondi è la mia squadra, non posso pensare di fare il tifo per altri. Posso lavorare per altri, ma per sempre tiferò Ferrara, che ho contribuito a far crescere e mi ha dato molto. Noi siamo in mezzo al campo e facciamo il nostro lavoro, chi comanda è superfluo».
Ha parlato di giocatori, ma anche i tifosi l’hanno salutata con grande affetto.
«Che bella cosa! Anche molti che non conosco direttamente: beh, li ringrazio con affetto. Ho avuto la fortuna di vivere una grande cosa».
Un augurio al Kleb?
«Faccio un grandissimo in bocca al lupo. La squadra è bella, con giocatori duttili e veloci. Sono convinto che ci divertiremo».
Lorenzo Montanari
Capozza ha preso la palla al balzo: «A Bulgarelli, che ringrazio, ho già chiesto i biglietti per me e la mia famiglia. Della Bondi resterò il primo tifoso».
Dottore, perché l’addio?
«Con Piacentini l’abbiamo maturato l’intera scorsa stagione: ci lamentavamo della stanchezza fisica, devo dire che tutti questi anni hanno inevitabilmente lasciato delle scorie. Mollare lascia un gran vuoto per l’enorme passione che abbiamo buttato in quest’avventura, allo stesso tempo, da parte nostra c’è l’orgoglio di sapere che pochi in Italia possono vantare oltre trent’anni di militanza nella pallacanestro, non come capo che sceglie, ma come collaboratore che viene scelto. Mi sono arrivati infiniti messaggi: è tutto molto bello».
Rimpianti?
«Non ne ho. Resta il piacevole ricordo. Avevamo accettato di rinnovare, ma poi ci abbiamo ripensato. Il carico di tutti questi anni comincia a farsi sentire».
Fare un bilancio sarà difficilissimo.
«I miei sono stati 33-34 anni di servizio. Ho lavorato con tutti i presidenti: Mazzanti, Scopa, Lauriola, Mascellani e Bulgarelli. Un ricordo? Preferisco ricordare anche solo i pomeriggi e le giornate passate al palasport, con Piacentini e Rossano Bonati (l’ex preparatore atletico, ndr), altra notevole persona, abbiamo passato diversi sabati pomeriggio e notte a fare terapie per permettere ai giocatori di entrare in campo il giorno dopo. Non c’è un episodio particolare, ma la routine quotidiana: ecco cosa ricordo con maggior piacere».
Con quale giocatore si è trovato meglio?
«Tutti, è sbagliato fare solo un nome. Mi hanno telefonato Fabio Magri, Luca Ansaloni, Valerio Binotto, Simone Cortesi, sento spesso Charlie Foiera. Anche con coloro con i quali non c’era amicizia particolare ho dato e imparato qualcosa».
Assieme a Piacentini la vediamo già a tifare Bondi dagli spalti.
«Ci potete giurare. Con il presidente Bulgarelli ho già prenotato i miei biglietti, per me e la mia famiglia. Ferrara è la mia città e la Bondi è la mia squadra, non posso pensare di fare il tifo per altri. Posso lavorare per altri, ma per sempre tiferò Ferrara, che ho contribuito a far crescere e mi ha dato molto. Noi siamo in mezzo al campo e facciamo il nostro lavoro, chi comanda è superfluo».
Ha parlato di giocatori, ma anche i tifosi l’hanno salutata con grande affetto.
«Che bella cosa! Anche molti che non conosco direttamente: beh, li ringrazio con affetto. Ho avuto la fortuna di vivere una grande cosa».
Un augurio al Kleb?
«Faccio un grandissimo in bocca al lupo. La squadra è bella, con giocatori duttili e veloci. Sono convinto che ci divertiremo».
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