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Quegli intrecci con l’udinese 

Anche i friulani su Pavoletti E ora incrocio pure per Ariaudo

di Marco Nagliati
Anche i friulani su Pavoletti E ora incrocio pure per Ariaudo

FERRARA. C’è questa sorta di fil rouge che unisce i lembi del mercato spallino e dell’Udinese. Sarà anche la vicinanza geografica, ma recentemente i passi biancazzurri incrociano i medesimi sentieri...

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FERRARA. C’è questa sorta di fil rouge che unisce i lembi del mercato spallino e dell’Udinese. Sarà anche la vicinanza geografica, ma recentemente i passi biancazzurri incrociano i medesimi sentieri bianconeri. La Spal è in ritiro a Tarvisio (Udine), l’Udinese ieri ha giocato a Manzano (Udine), poi da oggi salirà in Austria (Sankt Veit an der Gian). Questa sorta di condivisione dei luoghi del ritiro sta trasferendosi in concorrenza su alcuni profili di calciatori: evidente che se gli obiettivi sono similari, potenza di fuoco e traguardi stagionali non differiscono. La matricola Spal cerca la salvezza come la ben più rodata formazione friulana. Dunque: Meret è tuttora con l’Aquila udinese, ma appena firmerà il prolungamento del contratto dovrebbe tornare a Ferrara per la stagione della consacrazione. Intanto, capitan Felipe ha salutato Udine divenendo il nuovo leader della difesa di mister Semplici.

Dove il fiume s’ingrossa, alzando il livello della concorrenza, è nelle caselle attacco e difesa. Da qualche giorno la famiglia Pozzo vorrebbe attingere laddove il ds Vagnati ha posato gli occhi. In primis su Leonardo Pavoletti, che certamente lascerà Napoli e probabilmente con la formula del prestito. La Spal ha annusato il profumo del gran colpo, s’è fatta sotto e ha messo un paletto importante. Nelle ultime ore s’è mossa pure l’Udinese, che però sta trovando lo stesso scoglio che ha frenato i biancazzurri: l’ingaggio del giocatore. Pavoletti viaggia su cifre importanti, se il Napoli non dà l’aiutino né estensi e neppure i friulani potranno chiudere. L’osso, ad ogni modo, non va mollato.

Di certo, comunque, le alternative vanno rinfocolate. L’Udinese va per una strada creativa: John Guidetti, svedese di origini italiane (ha pure parenti ferraresi) che gioca nel Celta Vigo. In subordine rimane sottotraccia l’ipotesi Babacar, la punta di peso che piace infinitamente pure a Semplici. Tant’è che Vagnati un sondaggio tempo fa l’ha compiuto con il collega Corvino e un occhio continua a mantenerlo sul profilo. In questo caso, va anche sottolineato, la volontà del giocatore non è ancora espressa compiutamente: Babacar chiede semplicemente di avere più spazio rispetto all’ultima stagione e se la Fiorentina sarà in grado di garantirglielo rimarrà in Toscana più che volentieri. Ma se Kalinic alla fine dovesse rimanere alla corte viola, togliendo aria a Babacar, allora quest’ultimo chiederà la cessione. Situazione fluida.

Di conseguenza, se l’Udinese pensa sempre più a Guidetti, la Spal non accantona del tutto la possibilità di chiedere il laziale Filip Djordjevic. Il serbo non fa più parte del progetto Lazio: sembrava orientato al Genoa, ma l’arrivo di Lapadula ha chiuso l’opzione. Djordjevic ha raggiunto Auronzo e s’è messo agli ordini di Inzaghi, attendendo proposte in uscita. Tra sei giorni, proprio ad Auronzo, ci sarà l’amichevole Lazio-Spal: un’occasione per fare due chiacchiere dirette con l’attaccante. È sullo sfondo, comunque sempre attuale, l’affare legato a Gianmarco Zigoni: il Milan intende lasciarlo andare con la formula della “cessione” e non più del “prestito”. In B, il Cobra ha mercato: sondaggi del Venezia, affondo deciso dell’Entella. La Spal sta giocando d’attesa, obbligata a ridurre le pretese economiche rossonere.

Infine, ultimo - per ora - pestarsi i piedi tra Spal e Udinese: entrambe stanno valutando il difensore centrale (mancino naturale) Lorenzo Ariaudo. Cresciuto nella Juventus ha giocato la sua prima stagione “piena” quest’anno nel Frosinone.

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