La Nuova Ferrara

Sport

«Il mio regalo è la Spal in A Riparto da qui»

di Sergio Armanino
«Il mio regalo è la Spal in A Riparto da qui»

Per il mister è stata una giornata particolare Lui guarda avanti, ma alle spalle ha già tanto

4 MINUTI DI LETTURA





Io ricomincio da qui. Dai miei cinquant'anni e dal regalo che mi sono già fatto: la SPAL in Serie A. Due traguardi che voglio condividere con la mia famiglia, i miei figli e tutte le persone che mi sono state vicine e mi hanno sostenuto. Guardo avanti col sorriso di chi ha la fortuna di fare ciò che ama dal profondo con una passione senza limiti.

Leonardo Semplici



di Sergio Armanino

FERRARA

Non è stata una giornata qualsiasi, quella di ieri. Non avrebbe mai potuto esserla. E, infatti, non lo è stata. Perché i 50 anni di Semplici si sono trasformati in una sorta di evento, sia nel ritiro di Tarvisio, sia e soprattutto sul web.

Una valanga virtuale di auguri ha travolto il tecnico della Spal e, leggendo quei post su Facebook, si è capito - una volta di più - il legame fra il popolo biancazzurro e il mister, o semplicemente “Leo”, come lo chiamano i tifosi. Una sorta di riverenza, di rispetto, nel chiamarlo mister; una grande familiarità nell’accorciargli il nome, senza mancargli di riguardo, ma segno di quel rapporto che si è instaurato fra lui e i ferraresi. Leonardo Semplici è già entrato nella storia della Spal, riportandola in serie B dopo 23 anni e in serie A dopo 49: è un fatto, un dato inconfutabile. Ma è andato oltre. Il Grande Fiorentino ha trovato la chiave per entrare nei cuori, spesso schivi, talvolta prevenuti dalle tante delusioni, dei tifosi biancazzurri. Una testimonianza per tutte, la dedica ricevuta dalla Curva Ovest in occasione della centesima panchina alla guida della Spal: “Uomo vero e grande condottiero, 100 volte grazie mister” lo striscione esposto in occasione di quel Spal-Pisa che non è certo stata la miglior prestazione della sua squadra, un pareggino interno senza infamia e senza lode. Ma per lui la riconoscenza è stata grandissima. E si è manifestata un’infinità di volte. Certo, i risultati aiutano e se sono storici, beh, anche di più. Però, c’è un però.

Prendendo Semplici come simbolo, a Ferrara si è creata una magia a tinte biancazzurre. Al di là delle piccole incrinature dei giorni scorsi per la questione abbonamenti (prima per i prezzi, poi per l’organizzazione traballante per la prelazione), fra squadra, società e Ferrara si è ricomposto un legame che si era spezzato da tempo immemore, ricreandosi forse ancor più stretto, perché coinvolge tutte le componenti della Spal, di quello dei tempi di Gibì Fabbri. Una nuova era Paolo Mazza sotto la proprietà Colombarini? Può darsi: probabilmente sarà proprio la stagione appena iniziata a dirlo. Ma torniamo all’uomo del momento. Semplici e quel suo passeggiare per la città - solo, con la moglie, con gli amici - e non negarsi mai a un saluto, a una chiacchiera, a un selfie, quel passare in sella alla sua bici biancazzurra, fermarsi, mai negarsi. Ne abbiamo conosciuti di fenomeni - a Ferrara come altrove - che più erano scarsi in campo e più erano altezzosi fuori. Qui, il marchio di fabbrica è un altro. Sempre con orgoglio, il mister ha rivendicato le sue origini, la sua gavetta, l’essere arrivato dall’Eccellenza e aver scalato le categorie, non per chiamata, ma a suon di promozioni ottenute sui campi della sua Toscana prima e in giro per l’Italia poi: serie D, Seconda divisione, Prima divisione. Sei, in tutto, prima di approdare alla Spal. In mezzo, bistrattato da Arezzo e Pisa a colpi di esoneri, richiamate e altri esoneri: avrebbe potuto perdersi dopo due annate tanto grigie. Invece, eccolo ripartire dai giovani, dalla Primavera della Fiorentina, tre anni durante i quali costruire nel vivaio della Viola e lanciare, uno per tutti, Federico Bernardeschi, azzurrino ora a un passo dall’approdo alla Juventus. Il resto è storia recente, con l’arrivo alla Spal e, dopo un avvio difficile, la cavalcata che ha portato un’intera città in Paradiso. Aspettando il nuovo sogno, che inizierà tra un mese esatto, ieri i festeggiamenti per un compleanno particolare: 50 anni. Tempo di bilanci per tutti, quello sportivo di Leonardo Semplici lo abbiamo appena raccontato. Per uno che nella vita avrebbe dovuto fare l’agente di commercio, beh, non ci sono parole. Allora, auguri mister.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google