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La Spal studia da matricola La Lazio la piega nel test contro una pari categoria

dall'inviato Paolo Negri
La Spal studia da matricola La Lazio la piega nel test contro una pari categoria

Ieri per la formazione ferrarese prima amichevole con una rivale di A Ad Auronzo gara lungamente in equilibrio ma i romani passano due volte

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AURONZO DI CADORE (BL). Verifica “da” e “di” serie A, ieri pomeriggio. Primo test stagionale con una pari categoria. La Spal entra alla corte dei grandi e si misura con la Lazio. Una neo-promossa al cospetto di una big. Come finisce? Che si impongono i romani (2-0), ma senza dominare, e con la Spal che nella ripresa sfiora il pareggio con Paloschi prima di subire il raddoppio su rigore. Biancazzurri estensi molto imballati, prematuro dare giudizi (anche alla luce delle assenze). Mora - il migliore - e soci studiano il copione

Cambio della guardia

Cambio della guardia ad Auronzo. La Lazio finisce il suo ritiro in Cadore, lo Spal lo inizia dopo il periodo trascorso a Tarvisio. Le due squadre ne approfittano per incrociare i tacchetti. Biancazzurri ferraresi senza l'acciaccato Felipe, principale rinforzo per la difesa, out (come contro il Campodarsego) per problemi alla schiena. Paloschi inizialmente in panca. Mister Semplici schiera il blocco della scorsa stagione, tra i nuovi in campo solo Gomis, Oikonomou e Viviani. L'ultimo arrivato, il difensore centrale finlandese Vaisanen, inanella giri intorno al terreno dello “Zandegiacomo” e non figura a referto. Anche la Lazio è ampiamente in maschera, tra rinforzi non ancora arrivati, Keita in partenza e seduto al fianco dei vari De Vrij, Lucas Leiva e Parolo.

Arbitro ko

Il match non fa in tempo ad iniziare che l'arbitro Marinelli scivola e si infortuna, ricorrendo alle cure dei sanitari laziali. Poi sembra riprendersi. La partita? Ritmi blandi, sterile supremazia territoriale della Lazio; Spal attenta, mai in affanno, ordinata, in crescita col passare dei minuti pur se non ancora in grado di velocizzare la manovra e pungere adeguatamente. Ma qualche verticalizzazione interessante (sia pur rara) c'è eccome. Il primo pericolo lo creano comunque i biancocelesti laziali, con Immobile che - su assist di Felipe Anderson - sfiora il montante. Poi ancora il buon Ciro calcia altissimo, non prima che Gomis sia costretto ad allungare il piedone per evitare un possibile autogol di Mora. Ma tutte cosettine non trascendentali. Piuttosto, un ottimo contropiede Mora-Antenucci costringe Radu al fallo per impedire al 7 spallino di involarsi verso la porta. Ma la beffa per la Spal arriva allo scadere, al 44', quando la Lazio recupera palla e infila i biancazzurri - scoperti - con l'appoggio dentro di Felipe Anderson per Immobile che evita Gomis allargandosi a destra e poi deposita in rete con un diagonale. Peccato, il confronto era equilibrato.

Tanti cambi

Nella ripresa, inevitabili, tanti cambi. Subito Paloschi e Rizzo per Floccari e Viviani, Schiattarella va in regia. Col passare dei minuti squadre completamente stravolte dalle sostituzioni, la gara non è più attendibile. Ma al 28' Vargic dice no a Paloschi ribattendogli - in uscita - la conclusione ravvicinata, negando l'1-1 alla Spal. Nel finale fallo di Polvani su Luiz Felipe e rigore trasformato da Keita. Vince la Lazio, ma il divario non è parso abissale, anzi. Con tutte le tare del periodo. Diamo tempo alla Spal. Fra tre giorni nuovo test per i ragazzi di Semplici: ad Auronzo (ore 17.30) amichevole (la quarta della stagione) questa volta contro la Triestina. Il tour de force in vista del campionato non si ferma.

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