Semplici si sente sulla strada giusta
Il mister: «Siamo all’altezza. Idee, gioco e i nostri tifosi per salvare la categoria»
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AURONZO DI CADORE (BL). Poco più di venti gradi, un venticello che aiuta a respirare. Il secondo step del ritiro spallino è un invito alla concentrazione e al lavoro. Sabato c’è stato il primo match contro una pari categoria: la Lazio. Male nel risultato (0-2) benino nella tenuta difensiva. Da costruire manovra e pericolosità. L’indomani allenamento mattutino, libero il pomeriggio. C’è l’inviato di Sky che riprende ed intervista: Oiknomou («questa della Spal è una grande opportunità per me - dice il difensore -: ho sentito la fiducia di tutti»), Paloschi («ho notato programmazione e una voglia feroce di restare in categoria»), Rizzo, la dottoressa Giagnorio.
Prima di pranzo arriva mister Leonardo Semplici, che amplia i concetti espressi dopo la partita con i laziali. «È stato un test probante, ci ha detto che dobbiamo lavorare tanto. La Lazio, ricordiamolo, è più forte di noi: l’anno scorso ha sfiorato la Champions».
Poi, il primo scatto di orgoglio: «Noi, però, abbiamo tenuto il campo. Dimostrando di essere all’altezza della categoria che andremo ad affrontare. Cercheremo di farci trovare pronti per l’inizio del campionato».
La rosa va completata, intanto molto è stato fatto. Con quale filosofia, lo ricorda Semplici: «Il nostro budget ci ha indirizzati alla ricerca di giocatori che avessero voglia di rivalsa, che volessero mettersi in discussione. Sicuri del cammino che li aspettava». Ovvero un lungo, sfibrante, percorso per raggiungere la salvezza. Alla Spal niente di più si può e deve chiedere: proteggere una serie A che manca a Ferrara da 49 anni. Semplici annuisce, con pieno senso di consapevolezza. «La cosa che non ci deve mai mancare è la mentalità. Anche in Lega Pro e in serie B non siamo mai partiti come favoriti. Però non ci siamo accontentati: idee, gioco, identità. Questi sono i nostri principi. Per conquistare una salvezza importantissima».
Gli viene chiesto di alcuni nuovi arrivi, che dovrebbero lasciare un segno. «Paloschi? Non c’è solo lui per risolvere il problema del gol. Con la Lazio abbiamo costruito poco, ma era il primo test importante dopo soli dieci giorni di allenamenti. Rizzo? Ha le qualità che mi piacciono in un centrocampista: dinamismo e determinazione. Comunque, la cosa determinante sarà il nostro pubblico. Quest’anno dobbiamo essere ancora più uniti perché troveremo delle difficoltà». (m.na.)
Prima di pranzo arriva mister Leonardo Semplici, che amplia i concetti espressi dopo la partita con i laziali. «È stato un test probante, ci ha detto che dobbiamo lavorare tanto. La Lazio, ricordiamolo, è più forte di noi: l’anno scorso ha sfiorato la Champions».
Poi, il primo scatto di orgoglio: «Noi, però, abbiamo tenuto il campo. Dimostrando di essere all’altezza della categoria che andremo ad affrontare. Cercheremo di farci trovare pronti per l’inizio del campionato».
La rosa va completata, intanto molto è stato fatto. Con quale filosofia, lo ricorda Semplici: «Il nostro budget ci ha indirizzati alla ricerca di giocatori che avessero voglia di rivalsa, che volessero mettersi in discussione. Sicuri del cammino che li aspettava». Ovvero un lungo, sfibrante, percorso per raggiungere la salvezza. Alla Spal niente di più si può e deve chiedere: proteggere una serie A che manca a Ferrara da 49 anni. Semplici annuisce, con pieno senso di consapevolezza. «La cosa che non ci deve mai mancare è la mentalità. Anche in Lega Pro e in serie B non siamo mai partiti come favoriti. Però non ci siamo accontentati: idee, gioco, identità. Questi sono i nostri principi. Per conquistare una salvezza importantissima».
Gli viene chiesto di alcuni nuovi arrivi, che dovrebbero lasciare un segno. «Paloschi? Non c’è solo lui per risolvere il problema del gol. Con la Lazio abbiamo costruito poco, ma era il primo test importante dopo soli dieci giorni di allenamenti. Rizzo? Ha le qualità che mi piacciono in un centrocampista: dinamismo e determinazione. Comunque, la cosa determinante sarà il nostro pubblico. Quest’anno dobbiamo essere ancora più uniti perché troveremo delle difficoltà». (m.na.)
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