I muscoli del Kleb nelle mani di Braida
Basket A2. Scopriamo il nuovo preparatore atletico «Sono qui grazie a Martelossi, ho trovato un bel gruppo»
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FERRARA. «Devo dire grazie ad Alberto Martelossi se sono alla Bondi. Il gruppo? Ho visto gente motivata, sono certo che faremo bene». A cominciare dal 17 agosto il Kleb sarà torchiato da Giacomo Braida, neo preparatore atletico del sodalizio estense.
«Sono molto contento – dice Braida -, Ferrara l’ho sempre vista da avversario e... sempre male: adesso, finalmente, la vedo bene. È una bella realtà, che ha tradizione, mi è restato sempre un buon ricordo come società. Non vi nascondo che quando Martelossi mi ha interpellato, beh, mi ha fatto molto piacere. Con il coach ci siamo separati da un po’ di anni, a livello professionale mi fa molto piacere ricongiungermi con lui».
Da quanti anni conosce Martelossi?
«Ci conosciamo da piccoli. Ci siamo persi, ci siamo rivisti e abbiamo collaborato a Verona, quando lui subentrò a Garelli. Quando fu esonerato Garelli, avevo dato le dimissioni, dopo è arrivato Alberto, a cui non mi sentivo di dire di no. Se adesso sono a Ferrara è perché c’è coach Martelossi».
Ha “rischiato” di non firmare. Conferma?
«Ero legato alla Federazione macedon, con cui ho fatto Eurobasket 2015. L’estate scorsa abbiamo fatto le qualificazioni a Eurobasket 2017, ma non ci siamo qualificati: l’avessimo fatto, io non sarei a Ferrara. Si è chiusa una porta, ma si è aperto un portone».
L’esperienza con la Macedonia è risultata la migliore della sua carriera?
«È stata la più bella, a 360º, dunque non solo per il basket. È un altro mondo, in Macedonia, dove ho passato due estati, si sta molto bene. C’è delusione per la mancata qualificazione agli Europei 2017, allo stesso tempo felicità per essere approdato a Ferrara: sono molto contento. Anche con Verona mi sono trovato benissimo, ma dal punto di vista cestistico metto in cima l’esperienza con la Macedonia, anche perché, a livello internazionale, era la prima volta per me».
Le prime impressioni del mondo Kleb?
«Conosco già alcuni ragazzi: Molinaro è quasi un compaesano, l’ho avuto nelle giovanili della Snaidero Udine. Stessa cosa per Venuto, anche lui in quel vivaio: li ho cresciuti io. Gli altri li conosco da avversari, tutte le informazioni che ho preso su di loro corrispondono al vero: ho avuto modo di conoscere Moreno, Panni, Cortese e Fantoni, tutti si sono presentati, come giusto che fosse, in buona forma, già questo me li fa vedere con un occhio migliore. Sono tutte brave persone, responsabili, con idee molto chiare. Se il fiuto non m’inganna, ho visto tutti molto motivati, la prima impressione è stata molto buona».
Dal 17 agosto si comincerà a fare sul serio.
«Aspetto di vedere ancora Venuto, che verrà a Udine. Mi hanno parlato pure molto bene di Rush. Dal 17 agosto si ricomincerà a fare sul serio e le sensazioni sono positive, il primo approccio è positivo».
Lorenzo Montanari
«Sono molto contento – dice Braida -, Ferrara l’ho sempre vista da avversario e... sempre male: adesso, finalmente, la vedo bene. È una bella realtà, che ha tradizione, mi è restato sempre un buon ricordo come società. Non vi nascondo che quando Martelossi mi ha interpellato, beh, mi ha fatto molto piacere. Con il coach ci siamo separati da un po’ di anni, a livello professionale mi fa molto piacere ricongiungermi con lui».
Da quanti anni conosce Martelossi?
«Ci conosciamo da piccoli. Ci siamo persi, ci siamo rivisti e abbiamo collaborato a Verona, quando lui subentrò a Garelli. Quando fu esonerato Garelli, avevo dato le dimissioni, dopo è arrivato Alberto, a cui non mi sentivo di dire di no. Se adesso sono a Ferrara è perché c’è coach Martelossi».
Ha “rischiato” di non firmare. Conferma?
«Ero legato alla Federazione macedon, con cui ho fatto Eurobasket 2015. L’estate scorsa abbiamo fatto le qualificazioni a Eurobasket 2017, ma non ci siamo qualificati: l’avessimo fatto, io non sarei a Ferrara. Si è chiusa una porta, ma si è aperto un portone».
L’esperienza con la Macedonia è risultata la migliore della sua carriera?
«È stata la più bella, a 360º, dunque non solo per il basket. È un altro mondo, in Macedonia, dove ho passato due estati, si sta molto bene. C’è delusione per la mancata qualificazione agli Europei 2017, allo stesso tempo felicità per essere approdato a Ferrara: sono molto contento. Anche con Verona mi sono trovato benissimo, ma dal punto di vista cestistico metto in cima l’esperienza con la Macedonia, anche perché, a livello internazionale, era la prima volta per me».
Le prime impressioni del mondo Kleb?
«Conosco già alcuni ragazzi: Molinaro è quasi un compaesano, l’ho avuto nelle giovanili della Snaidero Udine. Stessa cosa per Venuto, anche lui in quel vivaio: li ho cresciuti io. Gli altri li conosco da avversari, tutte le informazioni che ho preso su di loro corrispondono al vero: ho avuto modo di conoscere Moreno, Panni, Cortese e Fantoni, tutti si sono presentati, come giusto che fosse, in buona forma, già questo me li fa vedere con un occhio migliore. Sono tutte brave persone, responsabili, con idee molto chiare. Se il fiuto non m’inganna, ho visto tutti molto motivati, la prima impressione è stata molto buona».
Dal 17 agosto si comincerà a fare sul serio.
«Aspetto di vedere ancora Venuto, che verrà a Udine. Mi hanno parlato pure molto bene di Rush. Dal 17 agosto si ricomincerà a fare sul serio e le sensazioni sono positive, il primo approccio è positivo».
Lorenzo Montanari
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