Spal, lavori in corso con vista Lazio
di Paolo Negri
Domenica il debutto all’Olimpico. Fiducia al blocco storico
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FERRARA. Nessuno è pronto. O veramente pronto. A meno di una settimana dal via del campionato di serie A, le incognite sono tante. Per chiunque. Lo hanno sottolineato amichevoli e gare di Coppa Italia.
Lasciamo stare Juve, Milan, Inter, le romane... Viaggiano in un’altra galassia, pur avendo anche loro i problemi tipici del periodo o derivanti da turbolenze varie (vedi la Lazio, avversaria della Spal domenica nella prima giornata. Guardiamo alcuni dei verdetti di Coppa: il Bologna ne ha presi tre in casa dal Cittadella; il Benevento, a domicilio, si è visto rifilare un poker dal Perugia (3 gol di Cerri, che tante reti non le ha segnate in tutto il campionato scorso); il Chievo ha eliminato l’Ascoli al 50’ del secondo tempo; il Crotone ha sofferto ed ha eliminato in extremis il Piacenza (serie C); l’Udinese ha sofferto per far fuori il Frosinone; al Cagliari sono serviti i rigori per superare il Palermo. Morale: l’1-0 della Spal al Renate non fa disordine. I biancazzurri sono più avanti di alcune squadre, ed allo stesso livello di altre.
Il contraddittorio calcio d’estate dice questo. Qualcosa di veramente attendibile si inizierà ad avere da domenica. E lì la musica cambierà, per chiunque.
La Spal al debutto in Coppa ha vinto e si è qualificata. Bene, anche se il 29 novembre nel quarto turno non ci sarà il derby col Bologna ma verrà ospitato il Cittadella che sabato sera ha passeggiato sui rossoblu allo sbando. In caso di vittoria, i biancazzurri negli ottavi di finale (13 e 20 dicembre) se la vedranno con la Lazio. Destino.
Ma parlando di Lazio in ottica debutto in campionato, cosa si può dire della Spal?
Che con il Renate (serie C) ha convinto meno rispetto al test contro il Chievo (serie A). Il fatto è che la gara dell’altra sera era ufficiale, quella precedente un’amichevole. Con i lombardi le sostituzioni erano tre, contro i veronesi “mille”. Il nuovo tappeto erboso era parso migliore col Chievo che l’altra sera, quando lo si è visto pieno di sabbia e col pallone che sobbalzava. Inoltre, prima della Coppa la Spal ha sostenuto una dura settimana di preparazione a Pejo. Basta per spiegare i piccoli passi indietro?
Non basta, ma è una chiave di lettura di cui bisogna tenere conto. Inoltre, contro avversari di categoria inferiore è più difficile trovare spazi, e se non hai gambe e lucidità fatichi ancor di più. Detto ciò, sono emerse anche note positive. Il primo tempo ha offerto qualche fase di interessante gioco manovrato. E le occasioni per aumentare il bottino ci sono state sia nella prima frazione che nella ripresa (nel finale).
La Spal deve eliminare alcune disattenzioni difensive (il Renate in due occasioni non ne ha approfittato; qualsiasi squadra di A lo avrebbe fatto). Deve velocizzare la manovra. Due aspetti che contro il Chievo avevano funzionato, col Renate non sempre. Per questo parliamo di oscillazioni del periodo, più che di carenze insite. Certo bisognerà alzare l’asticella. Filosofia e identità ci sono, e quella è la cosa più importante. Servirà il recupero degli infortunati, anche se al momento si attendono lumi sulle condizioni di Grassi e Floccari, si sa che Meret sarà fuori fino a settembre/ottobre e che Felipe - da ora riaggregato al gruppo - dopo aver perso un mese di preparazione a Roma non sarà certo titolare.
Poi ci saranno altri innesti. Noti: un difensore centrale, un centrocampista, due attaccanti. Con che tempi arriveranno, da qui al 31, ancora non si sa. Ma servono, sia per elevare il tasso di competitività, sia perchè mister Semplici - tra assenze del momento e giocatori in uscita - non è che abbia tantissime scelte. Ora come ora, per affrontare la Lazio domenica all’Olimpico si profila questa formazione di partenza:
Gomis; Lazzari, Marios, Vicari, Cremonesi, Costa; Schiattarella, Viviani, Mora; Paloschi, Antenucci
Quattro nuovi e sette uomini della scorsa stagione. Qualcuno dei neo-acquisti necessita di un adeguato processo d’inserimento. E a Roma serviranno garanzie.
Lasciamo stare Juve, Milan, Inter, le romane... Viaggiano in un’altra galassia, pur avendo anche loro i problemi tipici del periodo o derivanti da turbolenze varie (vedi la Lazio, avversaria della Spal domenica nella prima giornata. Guardiamo alcuni dei verdetti di Coppa: il Bologna ne ha presi tre in casa dal Cittadella; il Benevento, a domicilio, si è visto rifilare un poker dal Perugia (3 gol di Cerri, che tante reti non le ha segnate in tutto il campionato scorso); il Chievo ha eliminato l’Ascoli al 50’ del secondo tempo; il Crotone ha sofferto ed ha eliminato in extremis il Piacenza (serie C); l’Udinese ha sofferto per far fuori il Frosinone; al Cagliari sono serviti i rigori per superare il Palermo. Morale: l’1-0 della Spal al Renate non fa disordine. I biancazzurri sono più avanti di alcune squadre, ed allo stesso livello di altre.
Il contraddittorio calcio d’estate dice questo. Qualcosa di veramente attendibile si inizierà ad avere da domenica. E lì la musica cambierà, per chiunque.
La Spal al debutto in Coppa ha vinto e si è qualificata. Bene, anche se il 29 novembre nel quarto turno non ci sarà il derby col Bologna ma verrà ospitato il Cittadella che sabato sera ha passeggiato sui rossoblu allo sbando. In caso di vittoria, i biancazzurri negli ottavi di finale (13 e 20 dicembre) se la vedranno con la Lazio. Destino.
Ma parlando di Lazio in ottica debutto in campionato, cosa si può dire della Spal?
Che con il Renate (serie C) ha convinto meno rispetto al test contro il Chievo (serie A). Il fatto è che la gara dell’altra sera era ufficiale, quella precedente un’amichevole. Con i lombardi le sostituzioni erano tre, contro i veronesi “mille”. Il nuovo tappeto erboso era parso migliore col Chievo che l’altra sera, quando lo si è visto pieno di sabbia e col pallone che sobbalzava. Inoltre, prima della Coppa la Spal ha sostenuto una dura settimana di preparazione a Pejo. Basta per spiegare i piccoli passi indietro?
Non basta, ma è una chiave di lettura di cui bisogna tenere conto. Inoltre, contro avversari di categoria inferiore è più difficile trovare spazi, e se non hai gambe e lucidità fatichi ancor di più. Detto ciò, sono emerse anche note positive. Il primo tempo ha offerto qualche fase di interessante gioco manovrato. E le occasioni per aumentare il bottino ci sono state sia nella prima frazione che nella ripresa (nel finale).
La Spal deve eliminare alcune disattenzioni difensive (il Renate in due occasioni non ne ha approfittato; qualsiasi squadra di A lo avrebbe fatto). Deve velocizzare la manovra. Due aspetti che contro il Chievo avevano funzionato, col Renate non sempre. Per questo parliamo di oscillazioni del periodo, più che di carenze insite. Certo bisognerà alzare l’asticella. Filosofia e identità ci sono, e quella è la cosa più importante. Servirà il recupero degli infortunati, anche se al momento si attendono lumi sulle condizioni di Grassi e Floccari, si sa che Meret sarà fuori fino a settembre/ottobre e che Felipe - da ora riaggregato al gruppo - dopo aver perso un mese di preparazione a Roma non sarà certo titolare.
Poi ci saranno altri innesti. Noti: un difensore centrale, un centrocampista, due attaccanti. Con che tempi arriveranno, da qui al 31, ancora non si sa. Ma servono, sia per elevare il tasso di competitività, sia perchè mister Semplici - tra assenze del momento e giocatori in uscita - non è che abbia tantissime scelte. Ora come ora, per affrontare la Lazio domenica all’Olimpico si profila questa formazione di partenza:
Gomis; Lazzari, Marios, Vicari, Cremonesi, Costa; Schiattarella, Viviani, Mora; Paloschi, Antenucci
Quattro nuovi e sette uomini della scorsa stagione. Qualcuno dei neo-acquisti necessita di un adeguato processo d’inserimento. E a Roma serviranno garanzie.
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