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Troppi disfattisti e incontentabili per mestiere La via è un’altra

Troppi disfattisti e incontentabili per mestiere La via è un’altra

FERRARA. Una Curva da finale di Champions. Una tribuna da Terza Categoria. Non lo diciamo in ossequio al populismo, o come atto supino davanti al cuore del tifo spallino. No, è una considerazione...

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FERRARA. Una Curva da finale di Champions. Una tribuna da Terza Categoria. Non lo diciamo in ossequio al populismo, o come atto supino davanti al cuore del tifo spallino. No, è una considerazione obiettiva, che si impone. Per riflettere.

L’altra sera, Spal-Renate di Coppa. La Ovest canta dall’inizio alla fine, incoraggia, esulta, vibra ad ogni azione offensiva, alle conclusioni di Antenucci, al gol di Vicari, alle chiusure dello stesso centralone. Sul lato lungo del campo, intorno a noi, tutto il contrario: offese, insulti, critiche, urla belluine, consigli tattici, inviti a questo o quel giocatore a stoppare, a sovrapporsi, ad andare. E anche a tornare alle squadre di provenienza, con un astio verbale che non trova spiegazioni. E tutto ciò dall’inizio del match, non solo nel corso dello stesso.

Qui non ci siamo proprio. Si è totalmente fuori strada. Cosa si vuole dalla Spal? Cosa si pretende? Che aspettative ci sono già adesso? Perchè non ci si gode il momento? Perchè non ci si approccia con gioia, con entusiasmo, ad una serie A che molti in vita loro non hanno nemmeno mai visto? Non sarebbe bella una partecipazione totale, un’adesione, un sostegno, una carica, un senso di appartenenza? Qual è il senso di offendere e giudicare con compiaciuto senso di superiorità, di verità, financo di masochistica soddisfazione nel predire un futuro nero?

La Spal con il Renate non ha brillato, è parsa più pesante (nelle idee, nel gioco, nella reattività, nel passo, nell’attenzione) rispetto all’amichevole col Chievo, e ad una settimana dall’inizio del campionato ciò potrebbe preoccupare. Ma sono anche le oscillazioni tipiche del periodo. E c’è chi sta peggio, molto peggio, infinitamente peggio (il Bologna, ad esempio; il Benevento, per dirne un’altra). Ma qui non va bene, non andrebbe bene comunque. In attacco serve altro. A centrocampo serve altro. Arrivassero Rivera e Van Basten, susciterebbero diffidenza, sarcasmo, critiche. Il mercato non è finito, quattro pedine sono prossime ad essere inserite, il livello complessivo lieviterà. Rinforzi necessari, sì. Ma non è il punto. Se la gente, certa gente, non capisce che il potere d’acquisto della Spal non è infinito e che - soprattutto - contano le basi esistenti, il lavoro, la filosofia, il progetto, la solidarietà, lo spirito di gruppo, la comunione tra società, squadra e popolo, allora non si andrà da nessuna parte. Si tornerà indietro.

Un po’ di rispetto, di fiducia, di entusiasmo. Godiamoci questa serie A, accidenti!(p.n.)

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