Spal, quanto subbuglio Antenucci e Specchia i casi che dividono i tifosi
di Paolo Negri
Calcio serie A/-3 al campionato. Empoli e Palermo vogliono la punta L’ex biancazzurro ingaggiato come coordinatore scouting: è polemica
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FERRARA. Mirco Antenucci e Giammario Specchia. I due nomi che ieri hanno in qualche modo messo a subbuglio il mondo Spal. Loro malgrado, ovvio. A tre giorni dal debutto in campionato (domenica alle 20.45 all’Olimpico contro la Lazio) non ci sarebbe stato e non ci sarebbe bisogno di certe turbolenze.
Partiamo da Antenucci. Nella serata di Ferragosto la notizia della richiesta avanzata dall’Empoli per il bomber biancazzurro, tra i protagonisti assoluti della promozione in serie A. I toscani hanno urgente necessità di un attaccante di rilievo, vogliono lottare per il ritorno nella massima categoria. La short list: Antenucci, Caputo, Di Carmine. Con un’offerta - sia per lo spallino che per il “ribelle” dell’Entella che per il perugino - di 2 milioni di euro. Trattative difficili, ognuna per un proprio motivo, ma l’Empoli è deciso a provarci.
Si ricorderà che la scorsa settimana la Spal, tramite il direttore Vagnati, aveva smentito le possibilità di un trasferimento al Brescia. Avevamo riportato quanto affermavano proprio a Brescia. Di più: avevamo precisato che dopo la rottura al Leeds, Antenucci non avrebbe certo avuto voglia di ritrovare il patron Cellino, nuovo proprietario del Brescia. Tant’è, evidentemente qualche movimento su Antenucci c’era e c’è, se è vero che la stampa palermitana ne ha scritto in relazione ai rosanero, nell’ambito del discorso per il regista Chochev. A Ferragosto, infine, ecco l’acclarato interessamento dell’Empoli. Talmente concreto che ieri sera Michelangelo Minieri, procuratore di Antenucci, ha incontrato - a Ferrara - il direttore spallino Vagnati, al quale ha portato le offerte di Empoli e Palermo. La tifoseria biancazzurra, naturalmente, ha drizzato le orecchie. Ovvio. Il 7 è figura di spicco della Spal, leader, bomber, attaccante che sa giocare. Perderlo nell’imminenza del debutto in A non sarebbe cosuccia da poco.
Antenucci ha rinnovato il contratto con la Spal allungandolo fino al 2019. Può finalmente affacciarsi sul palcoscenico della A con un ruolo di primo piano. Ha sempre manifestato il suo perfetto inserimento nella realtà ferrarese, entusiasta lui, entusiasta la sua famiglia: perchè mai, con questi presupposti, dovrebbe andarsene, oltretutto tornando al piano di sotto? In secondo luogo, è plausibile che la Spal possa contemplare l’ipotesi di una cessione?
Il discorso è semplice. Sia Empoli che Palermo offrono ad Antenucci un contratto che va oltre l’attuale scadenza del 2019 con la Spal, e lo fanno a cifre importanti. Inoltre la Spal, si sa, è impegnata nella difficile ed onerosa ricerca di una punta di alto profilo da inserire in organico, per accrescere il potenziale offensivo con un attaccante che mastichi A e gol. Che sia Pavoletti o che sia Djordjevic, ci sarebbe da spendere parecchio. E allora può essere che la Spal per arrivare ad un profilo del genere abbia deciso di mantenere il bilancio in equilibrio - di rispettare il budget - compiendo il sacrificio della cessione di Antenucci? In tal caso eliminerebbe un ingaggio (importante, ma nulla al confronto di Pavoletti e/o Djordjevic) e soprattutto incamererebbe denaro fresco realizzando una notevole plusvalenza in considerazione del fatto che Antenucci era arrivato dal Leeds a parametro zero.
Sono ipotesi che facciamo in attesa degli eventi, che potrebbero accadere anche la prossima settimana (la B partirà sfalsata rispetto alla A). La palla è in mano alla Spal.
L’altra questione del giorno: Giammario Specchia. Ieri la Spal ne ha comunicato l’assunzione come coordinatore dello scouting (responsabile degli osservatori), contratto fino al 2019. Apriti cielo. È iniziata la rivolta popolare, sullo stesso profilo Facebook della Spal. I tifosi hanno una vecchia diatriba con Specchia, ex difensore biancazzurro da loro ritenuto tra i principali responsabili della sconfitta di Portogruaro (da 2-0 e 4-1 complessivo per la Spal a 3-2 e 4-4, con qualificazione dei veneti) nella semifinale di ritorno dei play off di C2 nel maggio 2008. Sui social ne seguirono accuse cui Specchia replicò e ieri i supporters hanno ripubblicato quanto teoricamente scrisse l’allora difensore. La vicenda è complessa, sia perchè in campo l’errore decisivo lo commise Chadi perdendo palla al limite e Specchia era da diversi minuti alle prese con i crampi (come altri spallini), sia perchè per quel controverso scambio di accuse via social si parlò anche di un account falso. Comunque, un clima non proprio idilliaco, e non certo un benvenuto al dirigente reduce dalle esperienze con Portogruaro, Venezia e Chievo.
Partiamo da Antenucci. Nella serata di Ferragosto la notizia della richiesta avanzata dall’Empoli per il bomber biancazzurro, tra i protagonisti assoluti della promozione in serie A. I toscani hanno urgente necessità di un attaccante di rilievo, vogliono lottare per il ritorno nella massima categoria. La short list: Antenucci, Caputo, Di Carmine. Con un’offerta - sia per lo spallino che per il “ribelle” dell’Entella che per il perugino - di 2 milioni di euro. Trattative difficili, ognuna per un proprio motivo, ma l’Empoli è deciso a provarci.
Si ricorderà che la scorsa settimana la Spal, tramite il direttore Vagnati, aveva smentito le possibilità di un trasferimento al Brescia. Avevamo riportato quanto affermavano proprio a Brescia. Di più: avevamo precisato che dopo la rottura al Leeds, Antenucci non avrebbe certo avuto voglia di ritrovare il patron Cellino, nuovo proprietario del Brescia. Tant’è, evidentemente qualche movimento su Antenucci c’era e c’è, se è vero che la stampa palermitana ne ha scritto in relazione ai rosanero, nell’ambito del discorso per il regista Chochev. A Ferragosto, infine, ecco l’acclarato interessamento dell’Empoli. Talmente concreto che ieri sera Michelangelo Minieri, procuratore di Antenucci, ha incontrato - a Ferrara - il direttore spallino Vagnati, al quale ha portato le offerte di Empoli e Palermo. La tifoseria biancazzurra, naturalmente, ha drizzato le orecchie. Ovvio. Il 7 è figura di spicco della Spal, leader, bomber, attaccante che sa giocare. Perderlo nell’imminenza del debutto in A non sarebbe cosuccia da poco.
Antenucci ha rinnovato il contratto con la Spal allungandolo fino al 2019. Può finalmente affacciarsi sul palcoscenico della A con un ruolo di primo piano. Ha sempre manifestato il suo perfetto inserimento nella realtà ferrarese, entusiasta lui, entusiasta la sua famiglia: perchè mai, con questi presupposti, dovrebbe andarsene, oltretutto tornando al piano di sotto? In secondo luogo, è plausibile che la Spal possa contemplare l’ipotesi di una cessione?
Il discorso è semplice. Sia Empoli che Palermo offrono ad Antenucci un contratto che va oltre l’attuale scadenza del 2019 con la Spal, e lo fanno a cifre importanti. Inoltre la Spal, si sa, è impegnata nella difficile ed onerosa ricerca di una punta di alto profilo da inserire in organico, per accrescere il potenziale offensivo con un attaccante che mastichi A e gol. Che sia Pavoletti o che sia Djordjevic, ci sarebbe da spendere parecchio. E allora può essere che la Spal per arrivare ad un profilo del genere abbia deciso di mantenere il bilancio in equilibrio - di rispettare il budget - compiendo il sacrificio della cessione di Antenucci? In tal caso eliminerebbe un ingaggio (importante, ma nulla al confronto di Pavoletti e/o Djordjevic) e soprattutto incamererebbe denaro fresco realizzando una notevole plusvalenza in considerazione del fatto che Antenucci era arrivato dal Leeds a parametro zero.
Sono ipotesi che facciamo in attesa degli eventi, che potrebbero accadere anche la prossima settimana (la B partirà sfalsata rispetto alla A). La palla è in mano alla Spal.
L’altra questione del giorno: Giammario Specchia. Ieri la Spal ne ha comunicato l’assunzione come coordinatore dello scouting (responsabile degli osservatori), contratto fino al 2019. Apriti cielo. È iniziata la rivolta popolare, sullo stesso profilo Facebook della Spal. I tifosi hanno una vecchia diatriba con Specchia, ex difensore biancazzurro da loro ritenuto tra i principali responsabili della sconfitta di Portogruaro (da 2-0 e 4-1 complessivo per la Spal a 3-2 e 4-4, con qualificazione dei veneti) nella semifinale di ritorno dei play off di C2 nel maggio 2008. Sui social ne seguirono accuse cui Specchia replicò e ieri i supporters hanno ripubblicato quanto teoricamente scrisse l’allora difensore. La vicenda è complessa, sia perchè in campo l’errore decisivo lo commise Chadi perdendo palla al limite e Specchia era da diversi minuti alle prese con i crampi (come altri spallini), sia perchè per quel controverso scambio di accuse via social si parlò anche di un account falso. Comunque, un clima non proprio idilliaco, e non certo un benvenuto al dirigente reduce dalle esperienze con Portogruaro, Venezia e Chievo.
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