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«Io vorrei restasse ma deve esserci anche la sua volontà»

«Io vorrei restasse ma deve esserci anche la sua volontà»

Il presidente Mattioli infastidito dal caso Antenucci Intanto cresce l’emozione per il debutto con la Lazio

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FERRARA. Il presidente spallino Walter Mattioli, come sempre, ci mette la faccia. A margine della presentazione dell’accordo di sponsorizzazione con Interspar, parla a tutto campo e affronta i temi della settimana spallina che porta a Roma. Non si può non partire dal “caso Antenucci”.

Presidente da oggi allo Store ci sarà ancora in vendita la maglia numero 7 di Antenucci?

«Ho fatto tre giorni di ferie, domenica, lunedì e martedì; mercoledì al mio rientro mi sono trovato sul tavolo due pesche mica indifferenti (facendo riferimento anche al caso-Specchia di cui parliamo a parte, ndr). Sulla situazione Antenucci posso dire che al momento non è stato ancora deciso niente, ma se ne sta parlando. Ci sono argomenti da affrontare e sviluppare. Posso dire che come società la nostra intenzione è quella di continuare con l’attuale gruppo, Antenucci compreso, ma se venti giorni fa, prima del ritiro, si fa un rinnovo di contratto e poi a così breve distanza di tempo si deve tornare a parlarne, beh, dispiace molto e qualcosa non quadra. Questi sono i giorni decisivi per questa situazione, forse anche ore: io voglio rimanere fiducioso, vorrei tenere il giocatore, ma è chiaro che questa intenzione ci dev’essere da entrambe le parti».

Dobbiamo attenderci nuovi arrivi dal mercato in questi giorni?

«È possibile, stiamo parlando della possibilità di nuovi arrivi, anche importanti. Vediamo se riusciamo subito o si va alla prossima settimana. Tutti noi - dalla proprietà, al presidente, al direttore e allo staff tecnico - concordiamo sul fatto d’inserire elementi di rilievo nella nostra rosa».

Intanto mancano pochissimi giorni al debutto in serie A: emozioni?

«In questi giorni mi hanno fermato tantissime persone per strada e anche al Puedes. Se tutti quelli che mi hanno detto che ci saranno, a Roma ci saranno davvero, penso che sarà un vero e proprio esodo di massa. Saremo 2.000 o anche di più, a Roma non ci sono problemi in questo senso, visto che c’è un settore ospiti in grado di contenere anche più di 5.000 persone. Mi fa piacere il tanto affetto delle persone, andiamo ad affrontare un campionato difficile, che inizia con una gara subito molto complicata. Chi ha visto Juventus-Lazio domenica scorsa avrà già i peli dritti all’idea di affrontare questa partita. Noi siamo pronti, ovvio che c’è sempre un’emozione speciale per il debutto, per vedere se siamo all’altezza della serie A. Io spero tanto di andare a fare risultato, anche se sarà molto difficile, visto che andiamo ad affrontare una delle squadre attrezzate per stare ai primi posti della classifica. Da qui a domenica è chiaro che salirà la tensione, ma dobbiamo fare tutto il possibile per farcela passare e giocare a calcio. Non sempre i più forti vincono... Ora è importante che cresca il nostro gruppo e la nostra idea di squadra».

Ha sentito Lotito in questi giorni?

«No, ma l’ho stuzzicato la sera dei calendari a Milano e venivamo da sei ore di assemblea in cui lui ha spadroneggiato. In quell’occasione mi sono sentito di dire “non vedo l'ora di fare uno sgambetto a Lotito”, frase alla quale ha risposto pochi minuti dopo dicendo che “l’inizio della Lazio è molto semplice”. A trasmissione conclusa, poi, gli ho detto scherzando “di non fare troppo il furbo” e lui mi ha replicato “tu mi hai provocato e quindi io ti ho risposto!”».

Andrea Tebaldi

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