Tutta l’emozione della prima all’Olimpico e tifo sfrenato per la Spal
I supporter hanno sfoggiato vessilli e cori, sostenendo la squadra Incitamento continuo, anche quando in campo si stringevano i denti
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ROMA. “E tanto già lo so, che l’anno prossimo gioco all’Olimpico”. Il tormentone della scorsa primavera è diventato realtà nella maniera più suggestiva possibile per merito del calendario. Il destino ha infatti voluto che la prima partita della Spal in serie A, dopo i noti 49 anni di lunga assenza, fosse proprio all’interno dell’impianto sportivo della capitale. E poco importa se l’avversaria fosse la Lazio o la Roma. L’importanza e l’emozione di esserci è stata la stessa per tutti i cuori ferraresi che hanno popolato il settore a loro riservato, i distinti sud. Tra l’altro, la trasferta di Roma è anche geograficamente una delle più lunghe, visto che sono oltre 800 i chilometri tra andata e ritorno. Da non sottovalutare anche il periodo dell’anno caldo e ancora vacanziero, nonché il fattore orario della domenica sera. Tenuto tutto questo in conto, si può affermare con tranquillità che il numero di supporter ferraresi è stato considerevole.
La tifoseria biancazzurra, dopo aver attraversato tutto il Centro Italia - e nonostante i problemi occorsi a due pullman - è sbarcata all’interno dell’Olimpico, con i primissimi tifosi già arrivati poco dopo l’apertura dei cancelli, mentre la squadra faceva il suo sopralluogo sul manto erboso vestendo la classica polo di rappresentanza. Applausi per tutti. Con Borriello e Semplici acclamatissimi, ma anche Antenucci.
Tutto lo stadio ha mostrato un buon colpo d'occhio in termini di presenze, complice anche l’entusiasmo attorno ai padroni di casa dopo la conquista della Supercoppa. Dopo i tradizionali stornelli romani pompati dagli altoparlanti è stato il turno di Olimpia, l’aquila reale americana che dal 2010 volteggia sopra il prato dell’Olimpico prima di ogni gara interna dei biancocelesti. All’ingresso in campo delle squadre nel settore ospiti il popolo ferrarese ha sfoderato tutto il biancazzurro possibile, mostrando il solito grande senso d’appartenenza con bandiere, sciarpe e tanti stendardi alzati al cielo. Volume dei cori: altissimo. Poi, la partita, con la Spal che gioca un signor primo tempo: tiene bene il campo, lotta e crea diverse occasioni da rete. La Ovest in trasferta gradisce soddisfatta e domina la scena a livello canoro con dei veri e propri boati.
Anche nella ripresa il sostegno del tifo estense non si fa desiderare. Il popolo spinge, la squadra fa a sportellate con la Lazio, soffre e stringe i denti, trascinata dai suoi tifosi. Il finale è palpitante, ma la squadra serra le fila e riesce a portare a casa un punto pesantissimo, festeggiato sotto il settore ospiti. Ovazione ed entusiasmo per tutti.
Alessio Duatti
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