Sarà una Spal double face Buone carte nel mazzo
di Marco Nagliati
Nella rosa ci sono giocatori competitivi che ambiscono al ruolo di titolari
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FERRARA. Mentre l’aquila Olimpia volava dalla tribuna dell’Olimpico al centro del campo, occhi degli spettatori incollati sulla planata, nel ventre dello stadio romano mister Semplici compitava una pagina di storia. Metteva a referto, nero indelebile su bianco carta, l’undici titolare della Spal che riportava Ferrara a giocare in serie A dopo quarantanove anni di assenza. Un momento da almanacco. Una formazione figlia, anche, dell’emergenza perché non era disponibile il portiere Meret, così come in infermeria erano rimaste bloccate le ambizioni del difensore Felipe e del centrocampista Grassi. Emergenza a parte, di suo il tecnico biancazzurro ha compiuto scelte precise: Vaisanen nella linea di difesa a tre a sinistra (nella ripresa il finlandese andrà poi a destra) invece magari del più rodato Cremonesi (se parliamo di calcio italiano), oppure Paloschi in avanti al fianco di Floccari con Antenucci in panchina.
Sono state tutte mosse azzeccate, in quanto Vaisanen è piaciuto per la prudente, semplice, ed efficace interpretazione del momento. Paloschi s’è sbattuto in un ingrato lavoro di cucitura tra il centrocampo (attento a coprirsi le spalle e non sempre pronto ad accompagnare l’azione) e il compagno Floccari. Ma per reggere l’urto della massima categoria è indispensabile poter contare su alternative valide ed affidabili, in grado di spremere atletismo e fisicità. Così non è peccato pensare che lo schieramento di domenica contro la Lazio sia stato anche figlio di una congiuntura particolare. Ovvero, l’idea di puntare su calciatori che già conoscevano il verbo tattico e che sapessero trovarsi ad occhi chiusi. Uomini capaci di comprendere il senso di quanto stava accadendo all’Olimpico e alla Spal: la storicità di un ritorno che sapeva, in fondo, di prima volta.
Quando gambe ed affiatamento saranno più solide, probabile però che salgano sul palcoscenico anche altri attori. Elementi che il diesse Vagnati ha scelto per maggiore esperienza e tecnica, oppure per una gamba rapida che nella massima serie è fondamentale. Possibile, dunque, che nel prosieguo dell’annata la Spal possa presentare un volto diverso. Per dire: Oikonomou a Roma ha giocato in condizioni fisiche precarie, s’è sbattuto ma poi a destra - s’è detto - Vaisanen ha saputo fare molto bene. Al suo posto, a sinistra, è stato schierato un ottimo Cremonesi ma quando starà bene è evidente che quella casella potrà occuparla Felipe: il capitano di mare di lungo corso.
Sulla corsia di destra della linea a cinque c’è Lazzari, splendido e generoso anche con la Lazio. Ma in A il dispendio energetico richiesto è doppio rispetto al passato e potrà accadere che Manuel dovrà rifiatare più spesso. Ecco, allora, che Mattiello pare il giovane della provvidenza. Assurdo giudicarlo per la manciata di minuti avuti nell’urbe, eppure quel poco è parso foriero di buone notizie: garretti tosti e capacità di ribaltare rapidamente l’azione. Nella terra di mezzo, poi, Viviani non è dispiaciuto ma a volte potrebbe servire tanta “garra”. Tipo Schiattarella al centro e Rizzo e Mora al fianco. A sinistra difficile pensare che si rinuncerà a lungo a Konate: Costa tatticamente è stato bravissimo, così come non s’è risparmiato un solo secondo. Di fronte alla velocità di certi mammasantissima, però, la gazzella Konate sarà fondamentale. Infine, l’attacco. Borriello sarà titolare senza discussioni: sicuri che al suo fianco un Antenucci motivato e tecnicamente il migliore del plotone biancazzurro non possa comporre una coppia super? Marco a fare l’ariete, Mirco a girarci attorno a dispensare tocchi e furbizia. A naso, non male.
Sono state tutte mosse azzeccate, in quanto Vaisanen è piaciuto per la prudente, semplice, ed efficace interpretazione del momento. Paloschi s’è sbattuto in un ingrato lavoro di cucitura tra il centrocampo (attento a coprirsi le spalle e non sempre pronto ad accompagnare l’azione) e il compagno Floccari. Ma per reggere l’urto della massima categoria è indispensabile poter contare su alternative valide ed affidabili, in grado di spremere atletismo e fisicità. Così non è peccato pensare che lo schieramento di domenica contro la Lazio sia stato anche figlio di una congiuntura particolare. Ovvero, l’idea di puntare su calciatori che già conoscevano il verbo tattico e che sapessero trovarsi ad occhi chiusi. Uomini capaci di comprendere il senso di quanto stava accadendo all’Olimpico e alla Spal: la storicità di un ritorno che sapeva, in fondo, di prima volta.
Quando gambe ed affiatamento saranno più solide, probabile però che salgano sul palcoscenico anche altri attori. Elementi che il diesse Vagnati ha scelto per maggiore esperienza e tecnica, oppure per una gamba rapida che nella massima serie è fondamentale. Possibile, dunque, che nel prosieguo dell’annata la Spal possa presentare un volto diverso. Per dire: Oikonomou a Roma ha giocato in condizioni fisiche precarie, s’è sbattuto ma poi a destra - s’è detto - Vaisanen ha saputo fare molto bene. Al suo posto, a sinistra, è stato schierato un ottimo Cremonesi ma quando starà bene è evidente che quella casella potrà occuparla Felipe: il capitano di mare di lungo corso.
Sulla corsia di destra della linea a cinque c’è Lazzari, splendido e generoso anche con la Lazio. Ma in A il dispendio energetico richiesto è doppio rispetto al passato e potrà accadere che Manuel dovrà rifiatare più spesso. Ecco, allora, che Mattiello pare il giovane della provvidenza. Assurdo giudicarlo per la manciata di minuti avuti nell’urbe, eppure quel poco è parso foriero di buone notizie: garretti tosti e capacità di ribaltare rapidamente l’azione. Nella terra di mezzo, poi, Viviani non è dispiaciuto ma a volte potrebbe servire tanta “garra”. Tipo Schiattarella al centro e Rizzo e Mora al fianco. A sinistra difficile pensare che si rinuncerà a lungo a Konate: Costa tatticamente è stato bravissimo, così come non s’è risparmiato un solo secondo. Di fronte alla velocità di certi mammasantissima, però, la gazzella Konate sarà fondamentale. Infine, l’attacco. Borriello sarà titolare senza discussioni: sicuri che al suo fianco un Antenucci motivato e tecnicamente il migliore del plotone biancazzurro non possa comporre una coppia super? Marco a fare l’ariete, Mirco a girarci attorno a dispensare tocchi e furbizia. A naso, non male.
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