il giovane rampante
«Dai compagni di reparto posso imparare»
FERRARA. Federico Bonazzoli, nato il 21 maggio 1997, è un nuovo centravanti della Spal. Ieri, alla presenza del direttore dell’area tecnica Davide Vagnati, la sua presentazione ufficiale.«Federico...
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FERRARA. Federico Bonazzoli, nato il 21 maggio 1997, è un nuovo centravanti della Spal. Ieri, alla presenza del direttore dell’area tecnica Davide Vagnati, la sua presentazione ufficiale.
«Federico - ha introdotto Vagnati - è uno di quei ragazzi che, chi ama questo sport e lo segue, non può non conoscere le sue qualità. Ha fatto il settore giovanile all’Inter, la Sampdoria ha investito su di lui e l’anno scorso ha già giocato nei grandi 25 partite al Brescia: non male per un classe ’97. Avevamo da tempo l'accordo con la Sampdoria, abbiamo atteso anche per via dell’infortunio di Quagliarella, ma Federico è qui e arriva in prestito annuale con diritto di riscatto. Io penso che se Bonazzoli non diventerà un campione sarà solo per colpa sua, perché ha grandi qualità».
«Io non posso che ringraziare il direttore per le belle parole che ha speso per me - ha esordito Bonazzoli - e sono alla Spal perché la squadra mi ha voluto fortemente: quando ho saputo che c’era l'opportunità concreta di venire a Ferrara, non ci ho pensato un attimo e ho detto subito di sì. La Spal è un club la cui storia parla da sola».
Poi, le sue caratteristiche: «Difetti ne ho tanti, penso che soprattutto per chi è molto giovane come me è normale che ci siano dei margini di miglioramento, a ogni età si può e si deve migliorare. Mi trovo bene in un attacco che gioca a due punte, posso fare la prima punta, che forse è il mio ruolo, ma posso fare anche la seconda».
Qui trova una concorrenza in attacco molto forte, con i vari Borriello, Paloschi, Antenucci e Floccari: «C'è un gruppo formato da giocatori eccellenti, c’è un livello straordinario, io sono qui e devo imparare da questi professionisti, cercando di rubare loro qualche trucchetto e farlo mio. Spero di dare il mio contributo».
Poi, le sue impressioni su Lazio-Spal: «Ho visto una squadra molto organizzata, anche dal primo approccio in allenamento con il mister ho percepito chiara l’intenzione di provare a giocare a calcio e sempre palla a terra».
E arriva con la benedizione di Stefano Vecchi, ex giocatore e allenatore della Spal, che è stato suo mister alla Primavera dell’Inter: «Non appena ha saputo che venivo qui - conclude Bonazzoli - mi ha mandato un messaggio. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, mi ha fatto piacere, e mi ha parlato benissimo della società e della città».
Andrea Tebaldi
«Federico - ha introdotto Vagnati - è uno di quei ragazzi che, chi ama questo sport e lo segue, non può non conoscere le sue qualità. Ha fatto il settore giovanile all’Inter, la Sampdoria ha investito su di lui e l’anno scorso ha già giocato nei grandi 25 partite al Brescia: non male per un classe ’97. Avevamo da tempo l'accordo con la Sampdoria, abbiamo atteso anche per via dell’infortunio di Quagliarella, ma Federico è qui e arriva in prestito annuale con diritto di riscatto. Io penso che se Bonazzoli non diventerà un campione sarà solo per colpa sua, perché ha grandi qualità».
«Io non posso che ringraziare il direttore per le belle parole che ha speso per me - ha esordito Bonazzoli - e sono alla Spal perché la squadra mi ha voluto fortemente: quando ho saputo che c’era l'opportunità concreta di venire a Ferrara, non ci ho pensato un attimo e ho detto subito di sì. La Spal è un club la cui storia parla da sola».
Poi, le sue caratteristiche: «Difetti ne ho tanti, penso che soprattutto per chi è molto giovane come me è normale che ci siano dei margini di miglioramento, a ogni età si può e si deve migliorare. Mi trovo bene in un attacco che gioca a due punte, posso fare la prima punta, che forse è il mio ruolo, ma posso fare anche la seconda».
Qui trova una concorrenza in attacco molto forte, con i vari Borriello, Paloschi, Antenucci e Floccari: «C'è un gruppo formato da giocatori eccellenti, c’è un livello straordinario, io sono qui e devo imparare da questi professionisti, cercando di rubare loro qualche trucchetto e farlo mio. Spero di dare il mio contributo».
Poi, le sue impressioni su Lazio-Spal: «Ho visto una squadra molto organizzata, anche dal primo approccio in allenamento con il mister ho percepito chiara l’intenzione di provare a giocare a calcio e sempre palla a terra».
E arriva con la benedizione di Stefano Vecchi, ex giocatore e allenatore della Spal, che è stato suo mister alla Primavera dell’Inter: «Non appena ha saputo che venivo qui - conclude Bonazzoli - mi ha mandato un messaggio. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, mi ha fatto piacere, e mi ha parlato benissimo della società e della città».
Andrea Tebaldi
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