Spal, il calore del Mazza accoglie Borriello
Ieri sera oltre 500 tifosi per il neo acquisto La punta: «Sono in sintonia con l’ambiente»
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FERRARA. Bagno di folla per Marco Borriello ieri sera al Mazza. Il nuovo acquisto, che ha firmato un contratto biennale con la Spal, è stato accolto tra gli applausi dalle quasi 500 persone in curva Ovest. Sorrisi, foto, selfie... Pochi minuti prima si è concesso ai taccuini presentato dal direttore dell’area tecnica Davide Vagnati. «Sono contento di avere portato qui un professionista - ha detto Vagnati - al di là del calciatore. La carriera parla per lui e nel calcio i numeri non tradiscono mai. Abbiamo sempre fatto sforzi per acquisire le prestazioni di “uomini” e anche questa volta è andata così. Marco è un uomo che porta nel nostro gruppo leadership, esperienza e qualità. Avevamo parlato a inizio mercato, poi quando si è presentata l’opportunità che venisse via da Cagliari c’eravamo. Sono state giornate di più di 24 ore e siamo felici che sia arrivato un giocatore funzionale al nostro progetto».
Ed eccolo, Borriello: «Non sono un grande oratore - ha esordito - ringrazio tutti per l’accoglienza di questi primi giorni. Già a Roma abbiamo iniziato bene conquistando un punto; dai primi allenamenti mi sono sentito in forte sintonia con tutto l’ambiente. Di chiacchiere ne abbiamo fatte tante questa settimana ed ora dobbiamo stare concentrati. Testa all’Udinese». L’ultima settimana comunque va rivissuta: «Ho lasciato Cagliari per i motivi che ho spiegato sui miei social, la Spal e il “direttore” sono stati i più pronti. C’erano 4 squadre di A, 2 di B e 1 straniera ma la Spal è stata la più veloce, il mister il più convincente. Ho parlato anche con il presidente. Io sapevo come gioca la Spal, avevo visto partite, è una squadra che gioca a memoria con due attaccanti, c’è tutto quel che serve per esprimersi nel migliore dei modi».
La città e l’accoglienza: «Ferrara la conoscevo già anche se non sono mai stato qui più di due giorni, è una città elegante e molto bella». Un attacco ricco: «La Spal ha fatto questo sforzo per prendermi e ci sono altri calciatori molto importanti come Floccari, Antenucci, Paloschi e il giovane Bonazzoli. Non credo che ci siano tante altre squadre che in attacco abbiano queste possibilità». Il mister è stato tra i più convincenti: «Con lui abbiamo parlato di moduli e schemi di gioco, Semplici opta per le due punte, sugli attaccanti che si scambiano la palla: per gli attaccanti è bello avere una squadra che gioca per fare gol. Ora sta a me dimostrare che la società non ha sbagliato acquisto». A Cagliari 16 reti e anno della rinascita: «Io penso di avere fatto bene anche negli anni precedenti. L’anno scorso concordo che è stato un bellissimo anno per i gol, fare di nuovo sedici reti in una squadra che punta alla salvezza non sarà facile, però per centrare il nostro obiettivo c’è bisogno di un attaccante che vada oltre i dieci. Mi impegno per superare la doppia cifra, oltre i 10 li devo fare». Uno staff di prima qualità con Borriello: «Da diversi anni ho un fisioterapista che mi segue, mi aiuta prima e dopo gli allenamenti a tenere la macchina “pulita”; ho anche un nutrizionista perché prima facevo di testa mia ma sbagliavo tante cose». E quest’anno che porta al Mondiale in Russia può dare una ulteriore motivazione: «Io mi baso sulle parole del commissario tecnico Ventura, quando gli hanno chiesto di Balotelli ha detto, perché no Borriello? Ovvio che io non sto prendendo parte alle gare di qualificazione, la mia priorità è la Spal, la Nazionale sarà una cosa che viene nel caso gara dopo gara. Intanto spero di avere le mie opportunità per una maglia alla Spal». Borriello poi in campo ha lanciato palloni autografati in Curva. Quella curva che lo attende in gol domenica al Mazza contro l’Udinese assieme a tutto il resto dello stadio.
Andrea Tebaldi
Ed eccolo, Borriello: «Non sono un grande oratore - ha esordito - ringrazio tutti per l’accoglienza di questi primi giorni. Già a Roma abbiamo iniziato bene conquistando un punto; dai primi allenamenti mi sono sentito in forte sintonia con tutto l’ambiente. Di chiacchiere ne abbiamo fatte tante questa settimana ed ora dobbiamo stare concentrati. Testa all’Udinese». L’ultima settimana comunque va rivissuta: «Ho lasciato Cagliari per i motivi che ho spiegato sui miei social, la Spal e il “direttore” sono stati i più pronti. C’erano 4 squadre di A, 2 di B e 1 straniera ma la Spal è stata la più veloce, il mister il più convincente. Ho parlato anche con il presidente. Io sapevo come gioca la Spal, avevo visto partite, è una squadra che gioca a memoria con due attaccanti, c’è tutto quel che serve per esprimersi nel migliore dei modi».
La città e l’accoglienza: «Ferrara la conoscevo già anche se non sono mai stato qui più di due giorni, è una città elegante e molto bella». Un attacco ricco: «La Spal ha fatto questo sforzo per prendermi e ci sono altri calciatori molto importanti come Floccari, Antenucci, Paloschi e il giovane Bonazzoli. Non credo che ci siano tante altre squadre che in attacco abbiano queste possibilità». Il mister è stato tra i più convincenti: «Con lui abbiamo parlato di moduli e schemi di gioco, Semplici opta per le due punte, sugli attaccanti che si scambiano la palla: per gli attaccanti è bello avere una squadra che gioca per fare gol. Ora sta a me dimostrare che la società non ha sbagliato acquisto». A Cagliari 16 reti e anno della rinascita: «Io penso di avere fatto bene anche negli anni precedenti. L’anno scorso concordo che è stato un bellissimo anno per i gol, fare di nuovo sedici reti in una squadra che punta alla salvezza non sarà facile, però per centrare il nostro obiettivo c’è bisogno di un attaccante che vada oltre i dieci. Mi impegno per superare la doppia cifra, oltre i 10 li devo fare». Uno staff di prima qualità con Borriello: «Da diversi anni ho un fisioterapista che mi segue, mi aiuta prima e dopo gli allenamenti a tenere la macchina “pulita”; ho anche un nutrizionista perché prima facevo di testa mia ma sbagliavo tante cose». E quest’anno che porta al Mondiale in Russia può dare una ulteriore motivazione: «Io mi baso sulle parole del commissario tecnico Ventura, quando gli hanno chiesto di Balotelli ha detto, perché no Borriello? Ovvio che io non sto prendendo parte alle gare di qualificazione, la mia priorità è la Spal, la Nazionale sarà una cosa che viene nel caso gara dopo gara. Intanto spero di avere le mie opportunità per una maglia alla Spal». Borriello poi in campo ha lanciato palloni autografati in Curva. Quella curva che lo attende in gol domenica al Mazza contro l’Udinese assieme a tutto il resto dello stadio.
Andrea Tebaldi
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