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La diga biancazzurra finora ha retto l’urto Vicari è il leader

La diga biancazzurra finora ha retto l’urto Vicari è il leader

Nonostante i due gol subiti con l’Udinese la difesa tiene Salamon e Vaisanen sono state delle piacevoli sorprese

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FERRARA. I due gol subiti dalla Spal contro l’Udinese – seppur evitabili, viste le circostanze – non possono di certo macchiare la buonissima prova della difesa biancazzurra, che ha fatto vedere già una discreta continuità d’idee e d’intesa dopo l’altrettanto solida prova dell’Olimpico. Il reparto arretrato estense ha ovviamente giovato di tutto il processo difensivo di squadra che ha ben interpretato tutta la fase sin dal pressing degli attaccanti sui portatori avversari. Anche il centrocampo ha filtrato più che discretamente. Sulle fasce tutto è stato ancora più semplice, con Lazzari e Mattiello che hanno lasciato poche briciole a chiunque passasse dalle loro parti. Ma la prestazione del trio difensivo spallino è quella che merita un’analisi maggiormente completa, anche perché si sta parlando di ragazzi che sostanzialmente non si conoscono ancora.

Sono bastati pochissimi allenamenti a Bartosz Salamon per comprendere le richieste dell’allenatore. Ne aveva qualcuno in più sulle gambe e una partita – quella di Roma – Sauli Vaisanen, autentica sorpresa in positivo di questo inizio stagione. Francesco Vicari, invece, è dalla scorsa stagione una bella garanzia. Il suo cognome è ormai sinonimo di certezza e affidabilità. Le aspettative sul suo percorso di crescita con l’esordio nel massimo campionato erano e sono ancora molto elevate. Siamo solo all’inizio, ma non si vedono tutti i giorni giovani calciatori italiani scendere in campo con così tanta sicurezza, personalità e autorità. Gli eleganti movimenti di Vicari – petto in fuori, testa alta e un non verbale conduttore di tranquillità – ricordano quelli di giocatori già affermati, senza fare nomi. La lotta con Ciro Immobile e il recente buonissimo lavoro sbrigato anche con Lasagna e Thereau fanno veramente ben sperare per il futuro suo e della Spal.

Per il polacco Bartosz Salamon domenica è arrivata una maglia da titolare quasi inaspettata, visto che alla vigilia le probabili formazioni davano per favorito Michele Cremonesi. Posizionato benissimo nella zona del centro destra arretrato, Salamon ha eseguito molto bene e con il sangue freddo i compiti a lui affidati, mettendo a disposizione il suo fisico e il buon piede destro in fase d’impostazione. Va infatti ricordato che l’ex Cagliari all’inizio della sua carriera è partito come centrocampista centrale e per questo è stato poi naturalizzato come regista centrale arretrato. Doti tecniche da tenere in considerazione. Una straordinaria prova fino al momento Var del calcio di rigore del 2-2 l’ha offerta anche il finlandese Vaisanen. L’eccesso di imprudenza stava costando due punti meritati, ma il calciatore nativo di Helsinki ha ben figurato con diversi anticipi secchi e ottimo senso della posizione nei meccanismi di una difesa a tre decisamente a lui congeniale. Anche sul gioco aereo si è visto qualcosa di rilevante. Quella contro l’Inter sarà un’altra bella prova del nove per il pacchetto arretrato spallino che dovrebbe veder recuperato Felipe dagli acciacchi a schiena e caviglia, mentre rimangono da valutare le condizioni di Oikonomou.

Alessio Duatti



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