la testimonianza
Mi ha insegnato il valore assoluto della pallavolo Ora mancherà
di Raffaele Ziosi
Sin dall’apertura di questo giornale, nell’ormai lontano 5 aprile 1989, Raffaele Ziosi è un nostro prezioso collaboratore, scrivendo di pallavolo. Inoltre, vive a Santa Maria Maddalena e del Comune...
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Sin dall’apertura di questo giornale, nell’ormai lontano 5 aprile 1989, Raffaele Ziosi è un nostro prezioso collaboratore, scrivendo di pallavolo. Inoltre, vive a Santa Maria Maddalena e del Comune di Occhiobello è stato assessore e consigliere comunale. A lui, dunque, affidiamo questo ricordo di Pietro Pantaleoni.
La pallavolo è da oggi più povera. Pallavolo ferrarese e pallavolo tutta. Se ne è andato Pietro Pantaleoni, allenatore e uomo guida della Fruvit Santa Maria Maddalena per quasi tre decenni. Da sempre punto di riferimento per chiunque in questo sport.
Ho incontrato Pietro per la prima volta a 14 anni. Più che un incontro è stato uno scontro: non ero pronto per giocare a pallavolo a quell'età, lui era l'allenatore ma io non capivo quello che diceva e quello che voleva. Ho cambiato sport da praticare, ho studiato per superare alcune mie lacune, mi sono riavvicinato alla pallavolo anni dopo.
Ho capito finalmente cos'era la pallavolo quando ho capito anche quello che voleva Pietro: mi ha aiutato mia moglie Pamela Cobianchi, lei giocatrice e da sempre con un'ammirazione per il suo coach delle giovanili, il "Panta". Voleva applicazione assoluta, la pallavolo non ha mezzi termini: non ti salvi con l'agonismo, tutto quello che hai devi riversarlo nella tua metà campo, nella tua squadra, con i tuoi compagni. Per superare gli avversari che stanno al loro posto, ben preciso, aldilà della rete.
Pietro Pantaleoni incarnava questo spirito, lo spirito “assoluto” della pallavolo. Ho compreso dunque la pallavolo e Pietro Pantaleoni solo anni dopo il primo incontro-scontro: e da allora è nato un buon rapporto, tra concittadini e soprattutto amanti della pallavolo.
Questo era, tra le tante altre cose, Pietro Pantaleoni. Questo purtroppo sarà quello che mancherà a tutti noi da adesso in poi. Tutti consapevoli che dovremo fare qualcosina in più per onorare la memoria e portare avanti il lavoro e le idee di questo grande maestro di sport.
La pallavolo è da oggi più povera. Pallavolo ferrarese e pallavolo tutta. Se ne è andato Pietro Pantaleoni, allenatore e uomo guida della Fruvit Santa Maria Maddalena per quasi tre decenni. Da sempre punto di riferimento per chiunque in questo sport.
Ho incontrato Pietro per la prima volta a 14 anni. Più che un incontro è stato uno scontro: non ero pronto per giocare a pallavolo a quell'età, lui era l'allenatore ma io non capivo quello che diceva e quello che voleva. Ho cambiato sport da praticare, ho studiato per superare alcune mie lacune, mi sono riavvicinato alla pallavolo anni dopo.
Ho capito finalmente cos'era la pallavolo quando ho capito anche quello che voleva Pietro: mi ha aiutato mia moglie Pamela Cobianchi, lei giocatrice e da sempre con un'ammirazione per il suo coach delle giovanili, il "Panta". Voleva applicazione assoluta, la pallavolo non ha mezzi termini: non ti salvi con l'agonismo, tutto quello che hai devi riversarlo nella tua metà campo, nella tua squadra, con i tuoi compagni. Per superare gli avversari che stanno al loro posto, ben preciso, aldilà della rete.
Pietro Pantaleoni incarnava questo spirito, lo spirito “assoluto” della pallavolo. Ho compreso dunque la pallavolo e Pietro Pantaleoni solo anni dopo il primo incontro-scontro: e da allora è nato un buon rapporto, tra concittadini e soprattutto amanti della pallavolo.
Questo era, tra le tante altre cose, Pietro Pantaleoni. Questo purtroppo sarà quello che mancherà a tutti noi da adesso in poi. Tutti consapevoli che dovremo fare qualcosina in più per onorare la memoria e portare avanti il lavoro e le idee di questo grande maestro di sport.
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