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La Krifi parte di slancio e con nuove ambizione

La Krifi parte di slancio e con nuove ambizione

FERRARA. Ci sono tutte le intenzioni per fare le cose bene e in grande. A giudicare dal primo giorno di scuola, alla Krifi non si sono certo deposte le armi. E la stagione, che è iniziata ieri con...

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FERRARA. Ci sono tutte le intenzioni per fare le cose bene e in grande. A giudicare dal primo giorno di scuola, alla Krifi non si sono certo deposte le armi. E la stagione, che è iniziata ieri con raduno e primo allenamento, promette bene.

Il programma prevedeva per i giocatori i test fisici con il preparatore Biagio Colavolpe e poi il primo allenamento con la palla, agli ordini di coach Marco Martinelli. Nel mezzo, si è scatenato il vice presidente Riccardo Cavicchi, presentando uno a uno tutti i giocatori, schierati a metà campo, sottorete, ancora in posizione per le fotografie di rito. Si è soffermato sul volto nuovo, l’unica vera e propria novità della rosa, Nicolò Casaro, ricordando la sua bella partita a Ferrara qualche anno fa, con la Pall. Motta in coppa Italia. Ha salutato i dirigenti, il preziosissimo accompagnatore e tuttofare Silvano Pirani, poi ha lasciato il microfono al presidente Massimiliano Bristot: «È la squadra che volevamo - ha detto, anche un po’ emozionato, il nuovo numero 1 -, speriamo di toglierci delle belle soddisfazioni. E poi vi confesso che ho una punta d’invidia nei vostri confronti (rivolto ai giocatori, ndr), mi piacerebbe poter essere lì con voi, e ricominciare a giocare».

È stata poi la volta di Marco Martinelli a lanciare la sfida, sempre rivolto ai giocatori: «È una squadra nata un po’ “sofferta”, la società si è dovuta sistemare, ma poi le cose sono andate bene, sono contento. Siamo in un girone impegnativo, per avversarie e trasferte, ma abbiamo le caratteristiche per lottare per i piani alti della classifica. Mi auguro d’iniziare una stagione esaltante, lo sarà di sicuro nel lavoro che faremo assieme».

Tra il pubblico anche Ruggero Tosi, quest’anno solo nelle vesti di dirigente, per il quale hanno avuto parole di stima sia Martinelli che Cavicchi. Poi è stata la volta di Mauro Baroni, che con l’“alibi” di essere lo sponsor, ha parlato come quando era presidente: «È dura abbandonare la palestra, questi luoghi e voi ragazzi. Non succederà. Sento un buon clima, quello degli anni passati: se continuerà, riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni».

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