La Spal si prende i giovani e aspetta per Paloschi
di Sergio Armanino
Se la punta andasse al Verona possibile anche lo scambio con Pazzini
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FERRARA. Smartphone bollenti, colloqui fitti fitti. Giocatori insoddisfatti, procuratori con la pressione alta, direttori sportivi che praticano lo sport di stagione: il pesce in barile. Ultimo giorno per la sessione estiva del calciomercato, chiusura inderogabilmente (e finalmente) alle 23 odierne. C’è chi cerca il colpo clamoroso per chiudere in bellezza, chi prova a fare aggiustamenti e chi, ancora, deve risolvere grane. Uno scenario, calcisticamente parlando, apocalittico: dopo appena due giornate di campionato c’è già chi deve correre ai ripari, per arrivare almeno a fine andata senza compromettere la stagione e dover poi recuperare con le trattative di gennaio e, sul campo, nel girone di ritorno. In tutto questo bailamme, non resta che sottolineare ancora una volta quanto sia stato saggio e previdente il direttore dell’area tecnica spallina. Con il supporto di proprietà e dirigenza, Davide Vagnati ha costruito una rosa di valore ed equilibrata, affondando il colpo quando se ne presentava l’occasione, sfoltendo il gruppo quando e come possibile, centrando l’operazione clamorosa nell’immediata vigilia della prima di campionato. Belin, che diesse! direbbero nella sua Genova. Dunque, in queste ore bollenti per tutti gli altri, “Lord Brummel” può stare a guardare? Nemmeno per sogno: fare il direttore sportivo è un po’ come vestire una divisa, non si è mai fuori servizio per davvero.
Allora, eccolo Vagnati che fa aggiustamenti, guarda avanti, incrementa il valore. Nella fattispecie, parliamo di due giovani.
Già preso un altro classe 1997, vent’anni compiuti: è Fabio Della Giovanna, prodotto del vivaio interista di rientro dal prestito alla Ternana, difensore centrale, mancino. Ad annunciarlo è stata la stessa Inter: «FC Internazionale Milano comunica di aver ceduto a titolo definitivo il difensore Fabio Della Giovanna alla Spal». L’ex capitano della Primavera nerazzura, che ha vinto il torneo di Viareggio e la Tim Cup tra il 2014 e il 2016, ha sottoscritto un contratto di tre stagioni con il club biancazzurro. Un metro e 82, Della Giovanna può giocare sul centro-sinistra e sul centro-destra nella difesa a tre, ma anche laterale sinistro.
Poi c’è Mattia Vitale, per il quale pare già definito il prestito alla Spal: di nascita bolognese e di cartellino juventino da sei anni, centrocampista mancino ma che preferisce il lato destro del campo o la zona nevralgica, azzurrino dall’under 15 all’under 20 (5 presenze alla corte del ct Alberico Evani, in queste ore allo stage convocato dal suo erede Federico Guidi in preparazione dell’Elite Tournament, la kermesse che raccoglie l’eredità del torneo “Quattro Nazioni” e che vedrà la partecipazione delle nazionali di otto Paesi; martedì 5 settembre alle 15 allo stadio “Romeo Galli” di Imola gli azzurrini affronteranno la Polonia), un metro e 77, 20 anni il primo ottobre, è in uscita dal Venezia di Pippo Inzaghi. Potrebbe essere lui l’alternativa a Lorenzo Dickmann, altro ventenne, per la verità più terzino destro, difficile da strappare al Novara.
Ma è solo di questo che si sta occupando il direttore? Forse sì, o forse no. Ad agitare l’ultima notte di mercato in casa biancazzurra c’è il “caso”, vero o presunto, di Alberto Paloschi. La punta, prima scelta fortemente voluta da Vagnati, inseguito e conteso al Chievo per settimane, preso in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza a 4 milioni di euro, nell’ambiente si dice che non sia soddisfatto. Supponiamo: la presenza in rosa di Sergio Floccari, la permanenza di Mirco Antenucci, dopo che la Spal ha respinto gli assalti dell’Empoli, l’arrivo del giovane Federico Bonazzoli, ma, soprattutto, l’ingaggio di bomber Marco Borriello, che, appena vestita la maglia biancazzurra, lo ha sostituito all’Olimpico contro la Lazio e lo ha rimpiazzato domenica contro l’Udinese, ha mostrato a Paloschi una strada stretta e ripida per entrare nell’undici titolare di mister Semplici. E con altre piazze a corto di attaccanti, la tentazione di accasarsi altrove può essere anche concepibile. Un’ipotesi, di cui si parla in queste ore, sebbene lasci perplessi: Vagnati porta a Ferrara solo giocatori altamente motivati, pronti a lottare per la causa, a fare gruppo, a sacrificarsi; il diesse quasi mai ha sbagliato valutazione, men che meno su un giocatore di questa importanza. Non solo. Lo stesso Semplici, nella gestione della Spal, ha sempre utilizzato tutte le punte a sua disposizione, spesso mettendo in difficoltà anche noi giornalisti nell’immaginare l’undici di partenza e, talvolta, spiazzandoci del tutto. Terzo, ma non ultimo, si sono giocate appena due giornate di campionato, Floccari è infortunato e di certo servirà tempo per riaverlo a disposizione al meglio della forma: la stagione è lunga e ci sarà bisogno di tutti, non è certo un caso se la Spal ha optato per cinque attaccanti, volendo avere un reparto avanzato solido e affidabile. Pro e contro tutti verosimili, cui si possono aggiungere logiche di mercato che sfuggono a quest’analisi. Fatto sta che per Paloschi si sarebbe fatto vivo l’interesse di Sassuolo (Matri in uscita verso Parma, ma prima i neroverdi vogliono avere la certezza del sostituto) e Verona, che sì ha preso il coreano Lee Seung-woo dal Barcellona, ma non sarà certo l’arrivo dell’under 20 a risolvere i guai dei gialloblù, ossia l’alta tensione fra Giampaolo Pazzini e mister Fabio Pecchia, che potrebbe sfociare in una rottura definitiva. Allora, se dobbiamo fantasticare, supponiamo: scambio Paloschi-Pazzini? Tutto può essere, i due fra l’altro hanno lo stesso procuratore, ma il “Pazzo” potrebbe trovare collocazione anche altrove, con lo stesso Sassuolo e Crotone pronte ad accoglierlo, mentre il Benevento ha ingaggiato Samuel Armenteros in arrivo dagli olandesi dell’Heracles Almelo e aspetta Pietro Iemmello dal Sassuolo, dove si stringe per Simone Lo Faso del Palermo e, soprattutto, per il trasferimento dal Napoli di Duvan Zapata, ma c’è da fare i conti con la Sampdoria che non molla (e se fossero i blucerchiati del presidente Ferrero a riprendersi Pazzini?).
Rimane il fatto che, se partisse Paloschi, la Spal si troverebbe con una punta in meno rispetto a quanto voluto, addirittura due in meno, aspettando il recupero di Floccari. Due titolari e una riserva: impossibile restare così. Ecco, allora, che per Vagnati queste ultime ore di mercato diventano roventi come per tutti gli altri operatori. Attaccanti da poter ingaggiare proprio al rush finale, con la richiesta che c’è anche da parte delle concorrenti? Fra quelli ipotizzati prima dell’arrivo di Borriello, si può tenere in considerazione il laziale Filip Djordjevic, ma sembra che Vagnati non si sia ancora rassegnato ad abbandonare il fronte svizzero che porta al ventenne Albian Ajeti del San Gallo. In quest’ultimo caso, si libererebbe un posto nella lista degli “over” e questo consentirebbe l’ingaggio di un altro giocatore da tempo nel mirino della Spal, il centrocampista svizzero Pajtim Kasami, 25enne in uscita dall’Olympiakos.
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Allora, eccolo Vagnati che fa aggiustamenti, guarda avanti, incrementa il valore. Nella fattispecie, parliamo di due giovani.
Già preso un altro classe 1997, vent’anni compiuti: è Fabio Della Giovanna, prodotto del vivaio interista di rientro dal prestito alla Ternana, difensore centrale, mancino. Ad annunciarlo è stata la stessa Inter: «FC Internazionale Milano comunica di aver ceduto a titolo definitivo il difensore Fabio Della Giovanna alla Spal». L’ex capitano della Primavera nerazzura, che ha vinto il torneo di Viareggio e la Tim Cup tra il 2014 e il 2016, ha sottoscritto un contratto di tre stagioni con il club biancazzurro. Un metro e 82, Della Giovanna può giocare sul centro-sinistra e sul centro-destra nella difesa a tre, ma anche laterale sinistro.
Poi c’è Mattia Vitale, per il quale pare già definito il prestito alla Spal: di nascita bolognese e di cartellino juventino da sei anni, centrocampista mancino ma che preferisce il lato destro del campo o la zona nevralgica, azzurrino dall’under 15 all’under 20 (5 presenze alla corte del ct Alberico Evani, in queste ore allo stage convocato dal suo erede Federico Guidi in preparazione dell’Elite Tournament, la kermesse che raccoglie l’eredità del torneo “Quattro Nazioni” e che vedrà la partecipazione delle nazionali di otto Paesi; martedì 5 settembre alle 15 allo stadio “Romeo Galli” di Imola gli azzurrini affronteranno la Polonia), un metro e 77, 20 anni il primo ottobre, è in uscita dal Venezia di Pippo Inzaghi. Potrebbe essere lui l’alternativa a Lorenzo Dickmann, altro ventenne, per la verità più terzino destro, difficile da strappare al Novara.
Ma è solo di questo che si sta occupando il direttore? Forse sì, o forse no. Ad agitare l’ultima notte di mercato in casa biancazzurra c’è il “caso”, vero o presunto, di Alberto Paloschi. La punta, prima scelta fortemente voluta da Vagnati, inseguito e conteso al Chievo per settimane, preso in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza a 4 milioni di euro, nell’ambiente si dice che non sia soddisfatto. Supponiamo: la presenza in rosa di Sergio Floccari, la permanenza di Mirco Antenucci, dopo che la Spal ha respinto gli assalti dell’Empoli, l’arrivo del giovane Federico Bonazzoli, ma, soprattutto, l’ingaggio di bomber Marco Borriello, che, appena vestita la maglia biancazzurra, lo ha sostituito all’Olimpico contro la Lazio e lo ha rimpiazzato domenica contro l’Udinese, ha mostrato a Paloschi una strada stretta e ripida per entrare nell’undici titolare di mister Semplici. E con altre piazze a corto di attaccanti, la tentazione di accasarsi altrove può essere anche concepibile. Un’ipotesi, di cui si parla in queste ore, sebbene lasci perplessi: Vagnati porta a Ferrara solo giocatori altamente motivati, pronti a lottare per la causa, a fare gruppo, a sacrificarsi; il diesse quasi mai ha sbagliato valutazione, men che meno su un giocatore di questa importanza. Non solo. Lo stesso Semplici, nella gestione della Spal, ha sempre utilizzato tutte le punte a sua disposizione, spesso mettendo in difficoltà anche noi giornalisti nell’immaginare l’undici di partenza e, talvolta, spiazzandoci del tutto. Terzo, ma non ultimo, si sono giocate appena due giornate di campionato, Floccari è infortunato e di certo servirà tempo per riaverlo a disposizione al meglio della forma: la stagione è lunga e ci sarà bisogno di tutti, non è certo un caso se la Spal ha optato per cinque attaccanti, volendo avere un reparto avanzato solido e affidabile. Pro e contro tutti verosimili, cui si possono aggiungere logiche di mercato che sfuggono a quest’analisi. Fatto sta che per Paloschi si sarebbe fatto vivo l’interesse di Sassuolo (Matri in uscita verso Parma, ma prima i neroverdi vogliono avere la certezza del sostituto) e Verona, che sì ha preso il coreano Lee Seung-woo dal Barcellona, ma non sarà certo l’arrivo dell’under 20 a risolvere i guai dei gialloblù, ossia l’alta tensione fra Giampaolo Pazzini e mister Fabio Pecchia, che potrebbe sfociare in una rottura definitiva. Allora, se dobbiamo fantasticare, supponiamo: scambio Paloschi-Pazzini? Tutto può essere, i due fra l’altro hanno lo stesso procuratore, ma il “Pazzo” potrebbe trovare collocazione anche altrove, con lo stesso Sassuolo e Crotone pronte ad accoglierlo, mentre il Benevento ha ingaggiato Samuel Armenteros in arrivo dagli olandesi dell’Heracles Almelo e aspetta Pietro Iemmello dal Sassuolo, dove si stringe per Simone Lo Faso del Palermo e, soprattutto, per il trasferimento dal Napoli di Duvan Zapata, ma c’è da fare i conti con la Sampdoria che non molla (e se fossero i blucerchiati del presidente Ferrero a riprendersi Pazzini?).
Rimane il fatto che, se partisse Paloschi, la Spal si troverebbe con una punta in meno rispetto a quanto voluto, addirittura due in meno, aspettando il recupero di Floccari. Due titolari e una riserva: impossibile restare così. Ecco, allora, che per Vagnati queste ultime ore di mercato diventano roventi come per tutti gli altri operatori. Attaccanti da poter ingaggiare proprio al rush finale, con la richiesta che c’è anche da parte delle concorrenti? Fra quelli ipotizzati prima dell’arrivo di Borriello, si può tenere in considerazione il laziale Filip Djordjevic, ma sembra che Vagnati non si sia ancora rassegnato ad abbandonare il fronte svizzero che porta al ventenne Albian Ajeti del San Gallo. In quest’ultimo caso, si libererebbe un posto nella lista degli “over” e questo consentirebbe l’ingaggio di un altro giocatore da tempo nel mirino della Spal, il centrocampista svizzero Pajtim Kasami, 25enne in uscita dall’Olympiakos.
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