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Nel mondo Bondi Rush il timido e Hall il guascone

Nel mondo Bondi Rush il timido e Hall il guascone

Basket A2. Erik è riservato e va a letto presto Mike scherza, va in bici e si rilassa con lo yoga

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FERRARA. Uomini, prima che giocatori: questa la filosofia del management del Kleb nello scegliere i giocatori, americani compresi. Erik Rush è taciturno, almeno fuori dal campo, dentro il parquet invece mette energia e muscoli. Crescerà, anche nel tiro: coach Martelossi da lui quest’anno si aspetta leadership e punti.

E Mike Hall? E’ stato il colpo di mercato della Bondi. Ci lavorava da giugno, il diesse Alessandro Pasi, premiato dalla gran voglia dell’ex Milano e Biella di abbracciare il progetto estense. Fuori dal parquet è già un personaggio. I tifosi gli hanno dedicato l’hashtag “maihall!”, ben impresso sulla polo che sarà messa in vendita al palazzo. Lui l’ha presa con il sorriso: in ritiro a Loiano, oltre che al basket, si dedicava allo yoga. E vuole conoscere Ferrara in ogni suo angolo. Tanto che capita già di vederlo girare in bicicletta per il centro storico munito di reflex per immortalare le bellezze cittadine. Mike è anche questo.

Sia Rush che Hall si stanno integrando alla perfezione nel gruppo biancazzurro, grazie anche ad una più che accettabile “parlata” italiana. A tutti e due, infatti, l’esperienza italiana non manca e questo non può che essere un punto a favore del Kleb. In casa Bondi si sta creando la chimica giusta e in questo senso è fondamentale il lavoro di un capitano doc come Riccardo Cortese. «Erik Rush? Credo che lo conosciate meglio di me - dice “Riki” -, in quanto ha già giocato a Ferrara. L’anno scorso si era allenato con noi per una settimana prima di andare a Recanati, così ho avuto modo di conoscerlo un po’: è un ragazzo molto tranquillo e disponibile, è molto “dentro” al gruppo, stando assieme capisci che è nel gruppo. Alla sera andava sempre a riposare presto quando eravamo a Loiano in ritiro. È un ragazzo riservato e timido, anche perché siamo all’inizio e magari il carattere uscirà più avanti. Bisogna ricordare sempre che è un americano in mezzo a italiani. Per noi è molto più semplice ritrovarci, anche perché parliamo italiano. Anche Erik e Mike andranno coinvolti di più. In campo, fisicamente Rush è un’ala piccola molto potente e fisica, ha un ottimo “uno contro uno” spalle a canestro, che dovremo sfruttare. Anche nel tiro sta migliorando, sta prendendo fiducia e, se ha spazio, canestro lo può fare tranquillamente».

E Hall? «Fuori dal campo è scherzoso e sta al gioco, è molto navigato - spiega Cortese -. In campo ha un’intelligenza cestistica molto alta, data dall’esperienza. È forte a rimbalzo, in attacco passa molto bene il pallone, difende bene, comunicando tanto. Capire la pallacanestro prima degli altri lo facilita, in attacco e in difesa». Intanto, domani alle 20 contro Verona, prima uscita ferrarese della Bondi (costo 5 euro). «Devo essere collante fra società e squadra, con l’aiuto dei miei compagni tutto viene facilitato - dice Cortese riguardo al suo ruolo di capitano -; quest’anno siamo una squadra particolare, ancora devo capire il nostro potenziale reale, che è alto, anche se è ancora presto dirlo. Abbiamo molto peso sulle gambe (ieri mattina i carichi sono aumentati; ndr), ancora non si vedono le cose reali che possiamo fare. Fra qualche settimana scopriremo qualcosa di più: il ruolo di capitano serve a dare l’esempio. Non avrò molti margini di errore».

Lorenzo Montanari

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