«Un mercato in linea con gli obiettivi della Spal Noi dobbiamo salvarci»
Il direttore sportivo Vagnati racconta tutte le trattative dell’estate Da tante operazioni chiuse in anticipo all’affondo finale sui giovani
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FERRARA. Intensa e vibrante, emozionante e sostanzialmente unica. L’estate di Vagnati, la prima da responsabile del mercato di una Spal in serie A, è finita giovedì sera. Sfibrante, ovvio. Ma da raccontare con orgoglio, perché Vagnati la squadra l’ha costruita per tempo e con scelte mirate. Senza essere costretto a rincorse complicate dell’ultima ora. E il “direttore”, il suo mercato, lo racconta così.
Qual è il suo bilancio?
«Nella mia azione ho cercato di fornire quanto prima possibile i giocatori al nostro staff tecnico perché credo tanto nel loro lavoro. Il mister e i suoi collaboratori sono bravi a dare un'organizzazione di gioco e mentalità alla squadra. Penso che abbiamo costruito una squadra adeguata per centrare gli obiettivi della Spal, un roster che ha le carte in regola per centrare la salvezza. Detto questo, negli ultimi giorni sono arrivati alcuni giovani: giocatori importanti e di prospettiva. D'altra parte siamo la società che fu di Paolo Mazza che prendeva giovani sconosciuti e poi li rivendeva, noi dobbiamo lavorare anche in quest'ottica».
Parliamo di questi nuovi arrivi...
«Mattia Vitale è un nazionale under 20, ha fatto tutta la trafila delle nazionali. Per noi è un grande talento e giocatore di grandi qualità; non ha al momento una sua collocazione ben definita, ma ha tutte le qualità per potere diventare un grande regista. Di Bonazzoli abbiamo già parlato: ha tutto per fare bene. Entrambi a fine anno possono diventare giocatori di proprietà della Spal. Abbiamo investito sul futuro con l'arrivo del 1999 Barbosa dal Palmeiras; sono arrivati altri giocatori ancora più giovani e nei giorni scorsi abbiamo concluso anche per il difensore Fabio Della Giovanna. Arriva a titolo definitivo con tre anni di contratto, è stato capitano dell'Inter che ha vinto il Viareggio, viene da un campionato non esaltante a Terni ma anche Bonifazi non giocava in Lega Pro e poi a Ferrara in B ha fatto quel che ha fatto».
Alla fine il centrocampista atteso non è arrivato: si è parlato tanto di Hallfredsson...
«Ho letto che qualcuno ha scritto di un mercato della Spal senza sussulti, mi spiace leggere certe cose perché penso invece che abbiamo fatto un mercato importante. Abbiamo parlato con il suo agente anche dopo la gara contro l'Udinese a Ferrara, io però non andrò mai contro le direttive della nostra proprietà sul budget economico. Premesso che con Vitale per me noi nel reparto siamo a posto, c'è un budget stabilito e non ci consentiva di prendere Hallfredsson».
E' stato cercato Dickmann e si è parlato di una possibile cessione in prestito di Konate.
«Una società deve guardare anche al futuro. Quello poteva e può essere ancora un discorso legato al futuro su un giocatore importante che arriverà a giocare in serie A. Sugli inserimenti degli stranieri c'è chi fa prima, Vaisanen è titolare, e altri magari hanno più problemi con la lingua e serve più tempo. Ma siamo convinti che anche Pa potrà darci una mano. In quei ruoli abbiamo anche Mattiello e c'è anche Mora».
Come mai avete deciso di tenere Bellemo?
«Lui ha fatto molto bene a Fano e abbiamo pensato che per la sua crescita fosse meglio che rimanesse qui. In C ha già fatto bene, è un fuori lista e ha dimostrato negli allenamenti di poterci stare; altri li abbiamo inviati a giocare perché per noi non sono ancora pronti per stare qui».
Di Pardo alla Juventus?
«Ce lo hanno chiesto con insistenza, andrà anche a fare la Youth League: abbiamo fatto un'operazione assieme a Vitale, in entrambi i casi c'è il prestito con diritto di riscatto».
Sono arrivate offerte per giocatori a contratto oltre a quella dell'Empoli per Antenucci?
«Sono felice che Mirco sia rimasto nonostante un'offerta molto importante dell'Empoli per un giocatore di 33 anni. Per Paloschi mi hanno chiamato diverse squadre di serie A: io penso che Alberto potrà darci una grande mano già contro l'Inter. Abbiamo ricevuto anche diverse offerte dall'estero importanti per alcuni giocatori, io ringrazio la proprietà che le ha rifiutate mostrando ancora una volta di non essere qui per lucrare ma per dare continuità a un progetto».
Il caso Specchia?
«Lui ora non è qui, vogliamo vederci chiaro su quella vicenda del passato, quando la Spal aveva un'altra proprietà. Vogliamo capire le responsabilità e prendere decisioni che tutelino la Spal che negli ultimi anni si è contraddistinta per lealtà e correttezza della gestione».
Andrea Tebaldi
Qual è il suo bilancio?
«Nella mia azione ho cercato di fornire quanto prima possibile i giocatori al nostro staff tecnico perché credo tanto nel loro lavoro. Il mister e i suoi collaboratori sono bravi a dare un'organizzazione di gioco e mentalità alla squadra. Penso che abbiamo costruito una squadra adeguata per centrare gli obiettivi della Spal, un roster che ha le carte in regola per centrare la salvezza. Detto questo, negli ultimi giorni sono arrivati alcuni giovani: giocatori importanti e di prospettiva. D'altra parte siamo la società che fu di Paolo Mazza che prendeva giovani sconosciuti e poi li rivendeva, noi dobbiamo lavorare anche in quest'ottica».
Parliamo di questi nuovi arrivi...
«Mattia Vitale è un nazionale under 20, ha fatto tutta la trafila delle nazionali. Per noi è un grande talento e giocatore di grandi qualità; non ha al momento una sua collocazione ben definita, ma ha tutte le qualità per potere diventare un grande regista. Di Bonazzoli abbiamo già parlato: ha tutto per fare bene. Entrambi a fine anno possono diventare giocatori di proprietà della Spal. Abbiamo investito sul futuro con l'arrivo del 1999 Barbosa dal Palmeiras; sono arrivati altri giocatori ancora più giovani e nei giorni scorsi abbiamo concluso anche per il difensore Fabio Della Giovanna. Arriva a titolo definitivo con tre anni di contratto, è stato capitano dell'Inter che ha vinto il Viareggio, viene da un campionato non esaltante a Terni ma anche Bonifazi non giocava in Lega Pro e poi a Ferrara in B ha fatto quel che ha fatto».
Alla fine il centrocampista atteso non è arrivato: si è parlato tanto di Hallfredsson...
«Ho letto che qualcuno ha scritto di un mercato della Spal senza sussulti, mi spiace leggere certe cose perché penso invece che abbiamo fatto un mercato importante. Abbiamo parlato con il suo agente anche dopo la gara contro l'Udinese a Ferrara, io però non andrò mai contro le direttive della nostra proprietà sul budget economico. Premesso che con Vitale per me noi nel reparto siamo a posto, c'è un budget stabilito e non ci consentiva di prendere Hallfredsson».
E' stato cercato Dickmann e si è parlato di una possibile cessione in prestito di Konate.
«Una società deve guardare anche al futuro. Quello poteva e può essere ancora un discorso legato al futuro su un giocatore importante che arriverà a giocare in serie A. Sugli inserimenti degli stranieri c'è chi fa prima, Vaisanen è titolare, e altri magari hanno più problemi con la lingua e serve più tempo. Ma siamo convinti che anche Pa potrà darci una mano. In quei ruoli abbiamo anche Mattiello e c'è anche Mora».
Come mai avete deciso di tenere Bellemo?
«Lui ha fatto molto bene a Fano e abbiamo pensato che per la sua crescita fosse meglio che rimanesse qui. In C ha già fatto bene, è un fuori lista e ha dimostrato negli allenamenti di poterci stare; altri li abbiamo inviati a giocare perché per noi non sono ancora pronti per stare qui».
Di Pardo alla Juventus?
«Ce lo hanno chiesto con insistenza, andrà anche a fare la Youth League: abbiamo fatto un'operazione assieme a Vitale, in entrambi i casi c'è il prestito con diritto di riscatto».
Sono arrivate offerte per giocatori a contratto oltre a quella dell'Empoli per Antenucci?
«Sono felice che Mirco sia rimasto nonostante un'offerta molto importante dell'Empoli per un giocatore di 33 anni. Per Paloschi mi hanno chiamato diverse squadre di serie A: io penso che Alberto potrà darci una grande mano già contro l'Inter. Abbiamo ricevuto anche diverse offerte dall'estero importanti per alcuni giocatori, io ringrazio la proprietà che le ha rifiutate mostrando ancora una volta di non essere qui per lucrare ma per dare continuità a un progetto».
Il caso Specchia?
«Lui ora non è qui, vogliamo vederci chiaro su quella vicenda del passato, quando la Spal aveva un'altra proprietà. Vogliamo capire le responsabilità e prendere decisioni che tutelino la Spal che negli ultimi anni si è contraddistinta per lealtà e correttezza della gestione».
Andrea Tebaldi
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