Spal, attacco di alto livello
Tra le squadre in fascia salvezza nessuna ha le potenzialità offensive dei biancazzurri
FERRARA. Davide Vagnati è come la signora Luisa, quella della pubblicità. Inizia presto e finisce presto. Tra i capolavori di mercato dell’estate vagnatiana va annoverato l’allestimento di un parco attaccanti sontuoso. Poche squadre in serie A possono vantare un simile potenziale offensivo. Ovviamente il giudizio è calibrato sull’obiettivo dei biancazzurri, la salvezza. Ma, in sede di analisi e giudizio, potremmo anche allargare il raggio, affermando che pure Genoa (Galabinov, Lapadula, Pandev, Palladino...), la stessa Atalanta europea (Petagna, Vido, Cornelius; lo straordinario Gomez non è una punta) non sono superiori - o non di molto - alla Spal a livello di attaccanti.
Vagnati, dicevamo. Non si è ridotto all’ultimo. Idee chiare, tempistiche perfette. Ha messo dentro Paloschi prima della partenza per il ritiro, ha blindato Antenucci (ne riparleremo) e Floccari, ha piazzato con maestria il colpo Borriello (prima del debutto in campionato) e si è assicurato il giovane Bonazzoli. Cinque punte di livello. Senza svenarsi. Mentre il Cagliari ha ingaggiato Pavoletti quasi sul filo di lana ed a condizioni proibitive, e il Benevento è arrivato col fiatone per prendere Armenteros (?), Iemmello, Lombardi.
Ma rispetto alla concorrenza, appunto, come collochiamo la Spal? In pole position, confermiamo. Tra le neo-promosse non c’è paragone. Del Benevento (che aveva già acquistato Coda ed infine l’ala Parigini, ma ha lasciato partire Ceravolo) abbiamo detto. Quanto al Verona, ha ingaggiato un’ala da riciclare (Cerci), una che viene dalla B (Verde), lo sconosciuto coreano Lee ed il giovane juventino Kean. L’unico vero centravanti è Pazzini, da settimane in rotta di collisione con mister Pecchia, che lo ha escluso dall’undici iniziale sia col Napoli che a Crotone. Auguri. Il Bologna? Mah... Destro è a un bivio della carriera, Palacio andrà atteso e collocato in un modulo a lui estraneo (nel 4-3-3 non ci sta, il 4-2-3-1 con lui, lo stesso destro, Verdi e Di Francesco non è sostenibile da due soli mediani). L’Udinese è messa maluccio. Delneri ha perso Zapata (che poi il Napoli ha dato alla Samp): non sostituito. Il bosniaco Bajic non incanta il tecnico, Thereau (ormai in rotta di collisione con l’ambiente) è appunto stato ceduto in extremis, Matos non è una prima punta, idem Ewandro (oltretutto vittima dell’ostracismo di Delneri), Perica l’anno scorso ha fatto benino ma non pare da doppia cifra. L’acquisto di Maxi Lopez è sembrato un tentativo disperato per fare qualcosa. Il Crotone si affida essenzialmente a Budimir e Trotta, non malaccio ma dall’impatto salvezza tutto da dimostrare. E il Sassuolo, dal canto suo, dovrà soffrire, legato agli estri di Berardi, un’ala, e dell’altra ala Politano. Il solo centravanti è Falcinelli, Matri è rimasto perchè i neroverdi non hanno trovato acquirente. Meglio il Cagliari. Pavoletti, Sau e Farias sono di livello, anche se andrà verificata la tenuta muscolare dell’ex Napoli, e se non ci sono sostituti di alto livello. Il Chievo non incanta.
Così la Spal può comandare il lotto, permettersi di aspettare il recupero di Floccari. Borriello ha portato gol, esperienza, carisma, presenza in area, capacità di difendere palla e far venir su la squadra. Tutto. Anche attenzione mediatica, alla luce della sua carriera. Ha segnato la prima rete della Spal al ritorno in A, ha eguagliato il record di Amoruso (in gol in A con 12 squadre), ha aumentato la visibilità della Spal. E, attenzione, non è un medaglione: vuole andare ai Mondiali. Paloschi è deciso a riemergere dopo l’annata bianca (la prima in carriera) all’Atalanta e Bonazzoli cerca la consacrazione cui tutti lo ritenevano predestinato. Resta Antenucci. Ha rinnovato. Poi è stato ad un passo dall’Empoli. È rimasto, idolo della gente, acclamato quando con l’Udinese è andato a scaldarsi e poi è entrato. Il bomber sul suo profilo Instagram ha postato: «È un po' di tempo che non mi faccio sentire... ho aspettato il primo giorno di settembre, ora che il calciomercato è (finalmente) concluso. Il desiderio del sottoscritto è sempre stato quello di rimanere a Ferrara, in questo club e in questa città (nonostante un offerta molto importante per me e per la società). Qui, dove ho trascorso un anno indimenticabile, vincendo un campionato che rimarrà nella storia della Spal, conquistando una Serie A che ora voglio godermi sul campo. Qui, dove in questi mesi ho ricevuto continui attestati di stima dalla gente che mi fermava in giro per le strade e da chi mi ha scritto tramite i social chiedendomi di rimanere. Sono dimostrazioni di affetto che fanno piacere e che mi legano ancor di più ad una realtà come questa, dove io e la mia famiglia stiamo benissimo. Grazie a tutti e forza Spal!».
Evviva. E all’attacco.
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