l’episodio del 19 giugno 1994/PARLA ZAMUNER
«Gol annullato senza un motivo Con la moviola saremmo andati in B»
FERRARA. Giorgio Zamuner, ricorda Spal-Como del 19 giugno 1994?«Che domanda... Come potrei aver dimenticato?»Finale play off, a Verona. In palio la promozione in serie B. Dopo pochi minuti,...
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FERRARA. Giorgio Zamuner, ricorda Spal-Como del 19 giugno 1994?
«Che domanda... Come potrei aver dimenticato?»
Finale play off, a Verona. In palio la promozione in serie B. Dopo pochi minuti, specialità della casa: straordinaria punizione di Zamuner e grandissimo gol...
«Annullato. Senza un motivo. Anzi, un motivo c’era: l’arbitro De Santis vide nulla ma annullò perchè... doveva non convalidare quella rete».
Adesso c’è la Var: cosa sarebbe successo se anche quel giorno fosse “esistito” il ricorso alla tecnologia?
«Semplice: avremmo vinto il campionato. Sarebbe cambiata la storia di quella partita, di quella squadra, di quella società».
Nel senso che...
«Nel senso che andare sull’1-0 dopo pochi minuti avrebbe incanalato la gara sui binari che volevamo noi. Nel senso che avremmo vinto la finale e saremmo stati promossi in B. Nel senso che l’immediato ritorno in cadetteria avrebbe consentito al club, facendo tesoro degli errori della stagione precedente, di restare in B, di consolidarsi, di programmare un futuro ben diverso. Invece l’esito di quello Spal-Como innescò meccanismi e problemi che poi hanno fatto sì che la Spal abbia dovuto attendere 23 anni prima di tornare in serie B».
Torniamo all’episodio incriminato: che successe?
«Il mio gol su punizione fu limpido, limpidissimo. Fallo su Mezzini, in posizione decentrata, sulla destra. Calciai di destro, fortissimo, in diagonale, palla nel “sette” opposto. Rete. Anche un cieco avrebbe visto che non c’era nessuna irregolarità, nessun fallo in area, nessun episodio che potesse giustificare l’annullamento. Era l’11’, ripeto: sarebbe cambiato tutto».
De Santis cosa vi disse per giustificare la sua decisione?
«Niente. Fece segno di andare via. Non protestammo nemmeno più di tanto, convinti che avremmo trovato il gol dopo. Invece... Fu l’episodio decisivo. La moviola, o Var che dir si voglia, avrebbe dimostrato che non c’erano ragioni per annullare quella rete».
Lei, quindi, adesso è favorevole all’appena introdotto utilizzo della Var?
«Lo sono, sì, ma solo per fatti di clamorosa rilevanza. Non per ogni contatto. Non si può interrompere tante volte il gioco, perdere minuti e minuti per decidere. Così si smarrisce il ritmo, si toglie pepe alle partite. È una ensazione strana, diventa un gioco deciso a tavolino». (p.n.)
«Che domanda... Come potrei aver dimenticato?»
Finale play off, a Verona. In palio la promozione in serie B. Dopo pochi minuti, specialità della casa: straordinaria punizione di Zamuner e grandissimo gol...
«Annullato. Senza un motivo. Anzi, un motivo c’era: l’arbitro De Santis vide nulla ma annullò perchè... doveva non convalidare quella rete».
Adesso c’è la Var: cosa sarebbe successo se anche quel giorno fosse “esistito” il ricorso alla tecnologia?
«Semplice: avremmo vinto il campionato. Sarebbe cambiata la storia di quella partita, di quella squadra, di quella società».
Nel senso che...
«Nel senso che andare sull’1-0 dopo pochi minuti avrebbe incanalato la gara sui binari che volevamo noi. Nel senso che avremmo vinto la finale e saremmo stati promossi in B. Nel senso che l’immediato ritorno in cadetteria avrebbe consentito al club, facendo tesoro degli errori della stagione precedente, di restare in B, di consolidarsi, di programmare un futuro ben diverso. Invece l’esito di quello Spal-Como innescò meccanismi e problemi che poi hanno fatto sì che la Spal abbia dovuto attendere 23 anni prima di tornare in serie B».
Torniamo all’episodio incriminato: che successe?
«Il mio gol su punizione fu limpido, limpidissimo. Fallo su Mezzini, in posizione decentrata, sulla destra. Calciai di destro, fortissimo, in diagonale, palla nel “sette” opposto. Rete. Anche un cieco avrebbe visto che non c’era nessuna irregolarità, nessun fallo in area, nessun episodio che potesse giustificare l’annullamento. Era l’11’, ripeto: sarebbe cambiato tutto».
De Santis cosa vi disse per giustificare la sua decisione?
«Niente. Fece segno di andare via. Non protestammo nemmeno più di tanto, convinti che avremmo trovato il gol dopo. Invece... Fu l’episodio decisivo. La moviola, o Var che dir si voglia, avrebbe dimostrato che non c’erano ragioni per annullare quella rete».
Lei, quindi, adesso è favorevole all’appena introdotto utilizzo della Var?
«Lo sono, sì, ma solo per fatti di clamorosa rilevanza. Non per ogni contatto. Non si può interrompere tante volte il gioco, perdere minuti e minuti per decidere. Così si smarrisce il ritmo, si toglie pepe alle partite. È una ensazione strana, diventa un gioco deciso a tavolino». (p.n.)
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