L’occhio elettronico... averlo avuto prima
Da Lo Bello, al Como, a Zigoni: errori decisivi contro la Spal
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FERRARA. L’apertura del calcio alla tecnologia, con gli episodi vivisezionati alla moviola, ha mutato - sta mutando - il volto del football, della serie A. Avrebbe potuto modificare anche la storia, quella passata e quella più recente, della Spal? Può essere. Di sicuro, tanto nel passato quanto in tempi vicini, ci sono stati episodi - avversi ai biancazzurri - che con il ricorso al Var sarebbero stati valutati diversamente. Forse.
L’aiutone al Napoli
Stagione 1966/67. La penultima della Spal in serie A (prima di oggi, chiaro). Salvezza sofferta, all’ultima giornata. Campanello d’allarme: avventura agli sgoccioli, preludio alla retrocessione dell’anno successivo. Ma che succede nel campionato in questione? Capita che la Spal, con una difesa capace di essere più impermeabile di quella di ben sette delle altre diciassette squadre, becchi 4 gol tutti in una volta, e per giunta in casa, a Ferrara, contro il Napoli: 1-4. Particolarità, ben nota agli appassionati: 3 delle reti partenopee arrivano su rigore. Concetto Lo Bello quel giorno - il 5 febbraio 1967 - mette in scena uno show dei suoi. La leggenda vuole che tra il fischietto siracusano ed il presidente spallino Paolo Mazza non corresse buon sangue. Questione di personalità, con l’arbitro desideroso di imporre sempre la sua, di dimostrare che è lui a comandare (vedi l’espulsione di Mazza a Genova contro la Sampdoria, a squadre appena rientrate dopo l’intervallo). Tant’è, Lo Bello assegna quei tre rigori. C’erano? Non c’erano? Pioggia battente e terreno scivoloso a favorire i contatti. Vecchie immagini di repertorio che, viste oggi, alimentano i dubbi. Il Var avrebbe probabilmente evitato due rigori, ma un Lo Bello si sarebbe mai fatto imporre decisioni contrarie alle sue?
L’ingiustizia di Verona
Uno dei bocconi più amari della storia spallina è rappresentato dalla finale play off di Verona, nel 1994, contro il Como. In gioco il ritorno in serie B. Nessun dubbio, anche ad occhio nudo, che il gol su punizione di Zamuner, dopo 11 minuti, fosse perfettamente valido. L’arbitro Massimo De Santis, invece, annullò. Misteriosamente (o non troppo, secondo sospetti evidenziati a posteriori). Il ricorso alla tecnologia avrebbe sicuramente permesso di appurare la limpidezza del gol di Zamuner. E quella gara avrebbe forse avuto un esito diverso, indirizzando in un altro senso pure le stagioni successive.
Festa rimandata
L’ultimo episodio è fatto dei giorni nostri. Rimanda a Spal-Pro Vercelli dello scorso 7 maggio. La vittoria avrebbe consegnato ai biancazzurri la matematica promozione in serie A, al termine della terzultima di campionato. Obiettivo centrato grazie alla capocciata di Zigoni sui titoli di coda del match. Invece no. Gol annullato per un presunto fuorigioco (millimetrico, nel caso) segnalato dal guardalinee. I dubbi - parecchi - c’erano e restano ancora oggi. Quando parte la parabola di Costa, su punizione, Zigoni è in posizione regolare. Il ricorso alla moviola lo avrebbe dimostrato. Un torto, quello, che per la Spal non ha avuto conseguenze, la serie A è arrivata a Terni, la partita dopo, pur perdendo. Ma avrebbe potuto incidere. Il ricorso alla tecnologia sarebbe stato sinonimo di promozione anticipata. Però, dopo 49 anni non è stato qualche giorno in più di attesa a rovinare la festa. (p.n.)
L’aiutone al Napoli
Stagione 1966/67. La penultima della Spal in serie A (prima di oggi, chiaro). Salvezza sofferta, all’ultima giornata. Campanello d’allarme: avventura agli sgoccioli, preludio alla retrocessione dell’anno successivo. Ma che succede nel campionato in questione? Capita che la Spal, con una difesa capace di essere più impermeabile di quella di ben sette delle altre diciassette squadre, becchi 4 gol tutti in una volta, e per giunta in casa, a Ferrara, contro il Napoli: 1-4. Particolarità, ben nota agli appassionati: 3 delle reti partenopee arrivano su rigore. Concetto Lo Bello quel giorno - il 5 febbraio 1967 - mette in scena uno show dei suoi. La leggenda vuole che tra il fischietto siracusano ed il presidente spallino Paolo Mazza non corresse buon sangue. Questione di personalità, con l’arbitro desideroso di imporre sempre la sua, di dimostrare che è lui a comandare (vedi l’espulsione di Mazza a Genova contro la Sampdoria, a squadre appena rientrate dopo l’intervallo). Tant’è, Lo Bello assegna quei tre rigori. C’erano? Non c’erano? Pioggia battente e terreno scivoloso a favorire i contatti. Vecchie immagini di repertorio che, viste oggi, alimentano i dubbi. Il Var avrebbe probabilmente evitato due rigori, ma un Lo Bello si sarebbe mai fatto imporre decisioni contrarie alle sue?
L’ingiustizia di Verona
Uno dei bocconi più amari della storia spallina è rappresentato dalla finale play off di Verona, nel 1994, contro il Como. In gioco il ritorno in serie B. Nessun dubbio, anche ad occhio nudo, che il gol su punizione di Zamuner, dopo 11 minuti, fosse perfettamente valido. L’arbitro Massimo De Santis, invece, annullò. Misteriosamente (o non troppo, secondo sospetti evidenziati a posteriori). Il ricorso alla tecnologia avrebbe sicuramente permesso di appurare la limpidezza del gol di Zamuner. E quella gara avrebbe forse avuto un esito diverso, indirizzando in un altro senso pure le stagioni successive.
Festa rimandata
L’ultimo episodio è fatto dei giorni nostri. Rimanda a Spal-Pro Vercelli dello scorso 7 maggio. La vittoria avrebbe consegnato ai biancazzurri la matematica promozione in serie A, al termine della terzultima di campionato. Obiettivo centrato grazie alla capocciata di Zigoni sui titoli di coda del match. Invece no. Gol annullato per un presunto fuorigioco (millimetrico, nel caso) segnalato dal guardalinee. I dubbi - parecchi - c’erano e restano ancora oggi. Quando parte la parabola di Costa, su punizione, Zigoni è in posizione regolare. Il ricorso alla moviola lo avrebbe dimostrato. Un torto, quello, che per la Spal non ha avuto conseguenze, la serie A è arrivata a Terni, la partita dopo, pur perdendo. Ma avrebbe potuto incidere. Il ricorso alla tecnologia sarebbe stato sinonimo di promozione anticipata. Però, dopo 49 anni non è stato qualche giorno in più di attesa a rovinare la festa. (p.n.)
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