tiro a volo - in due sul tetto del mondo
Oltre alla Rossi anche Resca Mosca è d’oro per Cento
FERRARA. L'Italia detta legge ai Mondiali di tiro a volo di Mosca. Dopo il titolo femminile della “Fossa” centrato da Jessica Rossi, un altro estense è salito sul gradino più alto del podio. È...
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FERRARA. L'Italia detta legge ai Mondiali di tiro a volo di Mosca. Dopo il titolo femminile della “Fossa” centrato da Jessica Rossi, un altro estense è salito sul gradino più alto del podio. È Daniele Resca, classe 1986 di Pieve di Cento, arrivato all'oro con una finale da brividi. Il territorio centese, insomma, è davvero la patria del tiro. La Rossi è nata a Cento ed ha vissuto a lungo a Crevalcore, mentre Resca a sua volta è nato a Cento ed è residente a Pieve di Cento. Pur essendo, al momento, in forza al gruppo sportivo Carabinieri di Roma. E domenica in Russia ha sbancato.
Meritatosi il pass per il round decisivo con un ottimo 122/125, il carabiniere azzurro ha messo il turbo liberandosi degli avversari e solo nello scontro finale con l'inglese Edward Ling, medaglia di bronzo lo scorso anno a Rio, ha dato qualche cenno di cedimento, ma si è ripreso e poi ha regolato il britannico per 43-40.
«Dire che sono contento è poco - commenta Resca dopo la premiazione -: mi sono piaciuto nelle qualificazioni e ancora di più in finale. Ho lavorato tantissimo a casa e con il ct Albano Pera per non farmi condizionare negativamente dalle emozioni e con questo oro penso di aver dimostrato che ormai riesco a padroneggiarle bene». Il riferimento Resca non lo fa a caso: la tensione della finale gli aveva negato la gioia delle medaglia in diverse occasioni, lasciandolo tranquillo solo nella Coppa del Mondo di Pechino del 2008 in cui fu bronzo, e nella prove di Acapulco del 2010 e di San Marino del 2016 chiuse con un argento. Per questo titolo mondiale Resca vuole fare una dedica: «Il merito più grande è della mia famiglia, vero albero maestro della mia vita. Mi hanno sostenuto con tanti sacrifici ed è a loro che va il mio più grande grazie».
E la famiglia ha seguito con ansia l’avventura moscovita di Daniele: «Sì, ansia senz’altro ma questo era il suo momento» dice la sorella Elisa che vive a Cento. Ed è proprio lei che declina il significato di quella dedica alla famiglia: «Mio fratello è appassionato di tiro a volo sin da bambino. Ha iniziato seguendo mio papà cacciatore, era bravo ed è entrato nel settore agonistico. Compiuta la trafila delle giovanili a Bologna, quando è arrivato a livello Juniores s’è trasferito sul campo di allenamento di Conselice dove c’era e c’è anche Jessica Rossi: sono molto amici».
Da lì, il percorso fino all’ingresso nel gruppo sportivo dell’Arma (a Tor di Quinto) e le intense avventure internazionali. Ultimamente a Resca era sempre mancato un granello per salire sull’Olimpo, stavolta è arrivato l’oro che ripaga di tanti «ma tanti sacrifici» sussurra Elisa. E oggi il ritorno a casa con festa. (m.na.)
Meritatosi il pass per il round decisivo con un ottimo 122/125, il carabiniere azzurro ha messo il turbo liberandosi degli avversari e solo nello scontro finale con l'inglese Edward Ling, medaglia di bronzo lo scorso anno a Rio, ha dato qualche cenno di cedimento, ma si è ripreso e poi ha regolato il britannico per 43-40.
«Dire che sono contento è poco - commenta Resca dopo la premiazione -: mi sono piaciuto nelle qualificazioni e ancora di più in finale. Ho lavorato tantissimo a casa e con il ct Albano Pera per non farmi condizionare negativamente dalle emozioni e con questo oro penso di aver dimostrato che ormai riesco a padroneggiarle bene». Il riferimento Resca non lo fa a caso: la tensione della finale gli aveva negato la gioia delle medaglia in diverse occasioni, lasciandolo tranquillo solo nella Coppa del Mondo di Pechino del 2008 in cui fu bronzo, e nella prove di Acapulco del 2010 e di San Marino del 2016 chiuse con un argento. Per questo titolo mondiale Resca vuole fare una dedica: «Il merito più grande è della mia famiglia, vero albero maestro della mia vita. Mi hanno sostenuto con tanti sacrifici ed è a loro che va il mio più grande grazie».
E la famiglia ha seguito con ansia l’avventura moscovita di Daniele: «Sì, ansia senz’altro ma questo era il suo momento» dice la sorella Elisa che vive a Cento. Ed è proprio lei che declina il significato di quella dedica alla famiglia: «Mio fratello è appassionato di tiro a volo sin da bambino. Ha iniziato seguendo mio papà cacciatore, era bravo ed è entrato nel settore agonistico. Compiuta la trafila delle giovanili a Bologna, quando è arrivato a livello Juniores s’è trasferito sul campo di allenamento di Conselice dove c’era e c’è anche Jessica Rossi: sono molto amici».
Da lì, il percorso fino all’ingresso nel gruppo sportivo dell’Arma (a Tor di Quinto) e le intense avventure internazionali. Ultimamente a Resca era sempre mancato un granello per salire sull’Olimpo, stavolta è arrivato l’oro che ripaga di tanti «ma tanti sacrifici» sussurra Elisa. E oggi il ritorno a casa con festa. (m.na.)
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