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Sant’Agostino gioca e vince Il debutto regala un sorriso

Sant’Agostino gioca e vince Il debutto regala un sorriso

Eccellenza. Domenica bella prova a Fidenza: il nuovo modulo funziona Mister Ghedini e una soddisfazione che gratifica ben oltre i tre punti conquistati

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SANT’AGOSTINO. Compilano i gironi e scopri che ti hanno inserito in quello con Marte e Urano (non nel senso degli dei della guerra e del cielo, proprio dei pianeti...). Scopri che ci sono squadre quotate e fortissime. E alla prima trasferta, vinci. Situazione da farti tirar fuori un sorriso da emoticon. Mister Ghedini palesa soddisfazione per il suo Sant’Agostino e la sua posizione è articolata con la solita, tranquilla, determinazione. «Parlando della sconfitta di Coppa - dice - avevo dichiarato che aver rimediato quella caduta non era piacevole, ma che ero soddisfatto per la prova dei ragazzi. Andando a rivedere la partita di Fidenza, devo dire che sono contento per i tre punti ma sono ancor più contento per la prestazione dei ragazzi e per tante ragioni».

Ok, mister, vincere fa sempre comodo. E poi?

«Mettiamola così: noi vogliamo creare gioco, costruire, proporre. Quindi si tratta di impegnare tutti a tirare nella stessa direzione. Se lo fai e perdi, ragazzi intelligenti si rendono conto di dover continuare a lavorare in questo modo, ma arrivi ad un punto in cui hai bisogno di portare a casa dei punti. Però la soddisfazione massima è di capire che non li abbiamo ottenuti per caso, ma giocando il nostro calcio, dominando a tratti e proponendoci come abbiamo deciso di fare».

«Una soddisfazione che va oltre i tre punti, che gratifica, che aiuta a far capire come il lavoro svolto stia dando frutti - aggiunge il tecnico del Sant’Agostino -. Abbiamo pagato, forse, dieci minuti di emozioni nuove, ma dopo un po’ le emozioni sono svanite. La nostra preparazione è stata molto dura. E poi abbiamo cambiato sistema di gioco: il 3-5-2 sta andando bene, avanti così».

Difesa a tre con Tonazzi in posizione insolita...

«Sulla difesa a tre continueremo. Per il problema dei fuoriquota ho dovuto rinunciare ad Attilio Molossi in partenza, ed è stata una rinuncia piuttosto dolorosa, ma i tre centrali schierati hanno dato prova ottima. A centrocampo bene tutto, anche se Iazzetta si deve sacrificare in un ruolo e con movimenti che non gli vengono naturali, ma un eclettico come lui è sempre pronto a qualunque ruolo. Piuttosto, sta andando benissimo Peliello: il ragazzino davanti alla difesa: grinta, nessuna paura, appoggi interessanti. Una bella sorpresa veramente. Anche se non va caricato troppo: a 17 anni va sostenuto ed aiutato, senza esaltazioni».

E comunque, Giuriola (autore del gol vincente a Fidenza)è sempre meglio averlo.

«Davide è un formidabile ragionatore, ci mette intelligenza , geometrie, capacità di finalizzare azioni che vede solo lui. Dovrà aiutarci nel pressing alto, ma la sua capacità di arrivare in area e, soprattutto, di vedere la porta ha pochi eguali. Sono cose innate e costruite nel tempo, scattando nel momento giusto e cercando lo spazio giusto. Colpendo quando è necessario e produttivo. Quando gioca a ridosso della punta, con libertà di azione, può fare veramente male».

E adesso?

«Adesso arriva il Rubiera. Mi dicono che sia una delle pretendenti all’alta classifica. Li conosciamo veramente poco, ma anche loro conoscono poco noi».

Alessandro Bassi

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